Quasi Casa: a Genova c'è uno spazio per fare comunità

di Maria Gomiero, inviata a Genova
Young Caritas ha aperto da nove mesi una casa di quartiere per combattere la solitudine. Si può studire, lavorare, fare yoga, sport, semplicemente stare insieme
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October 6, 2026
Quasi Casa: a Genova c'è uno spazio per fare comunità
Doria Danovaro, Lamba Doria, Domenicaccio Doria e Giorgio Doria: sono i nomi dei quattro palazzi che disegnano il perimetro di piazza San Matteo, abbracciando l’omonima chiesa. Qui, incastonato tra gli edifici del casato più influente nella storia di Genova, da febbraio Young Caritas ha aperto un posto che si chiama semplicemente «Quasi Casa». Dentro ci sono divani, tavolini, una piccola cucina e, soprattutto, persone. Si può studiare, leggere un libro, chiacchierare o lavorare. Ma il luogo resta aperto anche alle proposte di chi lo frequenta: presentazioni di libri, corsi di italiano per stranieri, laboratori di cucina, sport, yoga, tai chi, ginnastica e balli. «L’intuizione - spiega Margherita Goretti, operatrice della Caritas e coordinatrice dello spazio di Young Caritas - è stata quella di non avere già idea di cosa fare in questo nuovo spazio, ma di far sì che i desideri, le richieste, i bisogni emergessero dalla popolazione, dai cittadini, dalle associazioni, da altri fuori da noi. Quindi è uno spazio sempre in costruzione».
In nove mesi in media cento persone al giorno hanno attraversato “Quasi Casa”, con provenienze, bisogni e interessi molto diversi. Il tentativo è combattere le solitudini senza associarle a una sola età o condizione. È proprio cercando un posto dove non stare sola che è arrivata anche Marta Vicini. «Lavoro completamente da remoto e non volevo stare sempre a casa. Ho cercato uno spazio di coworking e “Quasi Casa” ha aperto esattamente quando mi sono trasferita, quindi è stato perfetto». Oggi Marta dà la sua disponibilità per aprire lo spazio e occuparsi dell’accoglienza come volontaria. Marta, tornata da un’esperienza di studio e lavoro in Germania, è rimasta spiazzata dalla scarsità di attività e luoghi di incontro: «Siamo un popolo abbastanza chiuso, quindi abbiamo bisogno di tempo per conoscerci, ma credo che questi spazi siano perfetti per aiutare questa comunione». Un tema che si intreccia con i dati della partenza dei giovani dalla città e dalla regione. Secondo l’Istat nel 2024 le persone tra i 18 e i 39 anni della Città metropolitana di Genova emigrate all’estero sono state 1.174, il 55,2% dei giovani liguri della stessa fascia d’età che hanno lasciato la regione. Un dato in crescita del 12% rispetto all’anno precedente.
Tra le persone che è facile incontrare in piazza San Matteo c’è Dimitri La Rosa, collaboratore del progetto di Young Caritas. Per lui il problema non è tanto l’assenza di attività, quanto il fatto che spesso restino confinate tra chi già le frequenta: «Non escono mai dalla bolla di chi le conosce già e chi è fuori non ne sa niente. Secondo me questo posto può essere un centro perché stiamo scoprendo davvero un sacco di realtà diverse e quindi magari una persona che viene da fuori ne può trovarne davvero tante altre». Ma anche quando le occasioni ci sono, raggiungerle può essere difficile. Per chi vive fuori dal centro storico la distanza diventa un ostacolo alla partecipazione. «Quando invito i miei amici di Pegli (quartiere nel Ponente) se non si muovono in auto o in motorino, non riescono a venire perché con il trasporto pubblico non c’è modo di tornare», racconta Marta.

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