
Mattarella all'evento sull'agricoltura - Ansa
«I mercati aperti corrispondono a due interessi vitali: la pace e i nostri interessi vitali di esportazione. I dazi creano ostacoli ai mercati, alterano il mercato, penalizzano i prodotti di qualità e questo per noi è inaccettabile ma dovrebbe essere per tutti i Paesi del mondo inaccettabile», così ha risposto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sollecitato dalle domande di alcuni ragazzi al Villaggio "Agricoltura è", iniziativa voluta dal ministero guidato da Francesco Lollobrigida in occasione dell'anniversario delle firma dei Trattati di Roma. Il capo di Stato, ha approfittato dell'evento per toccare diverse questioni, legate all'agricoltura e non solo. «Una collaborazione su regole leali è indispensabile e la risposta non sono i dazi ma le regole da far rispettare», ha puntualizzato il presidente, auspicando «che il buon senso prevalga».
L'antidoto alle attuali derive protezionistiche è, secondo Mattarella, l'unità e la determinazione: «Bisogna essere sereni senza alimentare un eccesso di preoccupazione perché la Ue ha la forza per interloquire con calma e autorevolezza per contrastare una scelta così immotivata come i dazi. L'Europa è un soggetto forte, quindi bisogna interloquire anche con determinazione». Interrogato dunque sul tema dell'integrazione europea Mattarella ha sottolineato che quello dell'Unione è un «modello imitato nel mondo, a dimostrazione di quanto sia stata un'esperienza straordinariamente di successo. Naturalmente ha lacune da colmare come processi decisionali più veloci. Servono risposte veloci e tempestive. L'Europa ha bisogno di aggiornarsi». La nascita dell'Unione europea, insomma «è stato un grande fenomeno storico». A questo si è aggiunto poi l'Euro, «uno strumento senza il quale i Paesi europei sarebbero stati travolti dalla crisi finanziaria. La moneta comune li ha protetti».
Per quanto riguarda per esempio la Politica agricola comune (Pac), il presidente ha spiegato che ha avuto grandi risultati e successi importanti. «Abbiamo visto una crescita costante dell'agricoltura in Europa, per l'Italia il bilancio è altamente positivo, per i mercati in cui siamo entrati, per la qualità dei prodotti che inviamo, per le filiere agroalimentari che sono diventate produttrici di eccellenze mondiali. Siamo il primo Paese dell'Unione come prodotti tutelati e l'agricoltura rimane nevralgica nell'Unione». D'altra parte l'Ue garantisce l'agricoltura, ha ribadito: «Lo ha fatto in questi decenni, e l'agricoltura italiana ne è protagonista».
Cogliendo l'occasione della domanda sulla Pac, Mattarella si è lasciato andare anche a una digressione su «acronimi e abbreviazioni da cui siamo sommersi». In realtà, riflette il presidente, si tratta di «un linguaggio per iniziati che esclude chi non ne è consapevole. Le parole si contraggono per guadagnare tempo, ma il pensiero si esprime con le parole e se le parole si contraggono e perdono concretezza espressiva, il pensiero non riesce più a esprimersi adeguatamente». Mattarella insomma approfitta dell'evento per lanciare un appello ai ragazzi presenti e a chiunque vorrà coglierlo. Non perdete di vista «quanto sia importante esprimersi in maniera compiuta».