La forza degli anni scende in campo contro la logica della forza
A Firenze un convegno che mette al centro gli anziani come voci che si interrogano sul nostro presente, sulla storia, sui nodi sensibili e le prospettive della vita di tutti

La forza degli anni – e della sperata saggezza che ne deriva – contrapposta a quella della logica della forza, prevalente in questo momento storico nel nostro mondo dilaniato da conflitti e violenze su più livelli: è questo il senso che tiene insieme i tre panel del convegno “La forza degli anni”, che mette al centro gli anziani come voci che si interrogano sul nostro presente, sulla storia, sui nodi sensibili e le prospettive della vita di tutti. L’iniziativa – che si svolge tra oggi pomeriggio e domani mattina a Firenze nei locali della Basilica di San Lorenzo – è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con l’Arcidiocesi, l’Insigne Basilica Ambrosiana di San Lorenzo e l’Opera Medicea Laurenziana, e il patrocinio di Regione Toscana, Comune e Città Metropolitana di Firenze. "La forza degli anni” è sostenuto inoltre dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dell’8 per mille della Chiesa cattolica.
Ad aprire i lavori, è il saluto dell’arcivescovo Gherardo Gambelli. Entrando nel vivo dei temi, ci sarà prima di tutto una tavola rotonda con ospiti illustri (tra i quali Ambrogio Spreafico, vescovo emerito di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri), che si interrogano su come restare umani in tempi di guerra anche nel proprio quotidiano. Uno degli esempi è quello dell’83enne Laura Bellotti, scrittrice che si batte contro la pena di morte partendo dalla sua esperienza personale: uno scambio epistolare con un condannato a morte detenuto alla Florida State Prison, James Aren Duckett, iniziato alla fine del 2012 e interrotto il 28 luglio di quest’anno, quando l’esecuzione della condanna ha interrotto la sua vita. «Poche ore prima, Jim è riuscito a fare la nostra ultima telefonata, da fratello a sorella», ci racconta Bellotti, che nonostante lo sconforto, continua la sua opera divulgativa «per Jim e i compagni di sventura e contro la pena di morte». Questa pratica, infatti, resta attuale. «Negli ultimi anni i governatori della Florida hanno iniziato a ordinare esecuzioni a un ritmo incalzante. Addirittura, il governatore Ron DeSantis negli ultimi due anni ha mandato al patibolo due condannati a morte al mese. In particolare, i detenuti più anziani di età e detenzione», specifica Bellotti.
Oltre alle parole sul diritto alla vita, a seguire altre testimonianze di tanti che in qualche modo negli anni hanno lottato per diritti collettivi che ora vedono depotenziati o mai del tutto raggiunti. Grazie alle loro esperienze, gli ospiti tracceranno un ponte tra passato, presente e futuro. Come Patrizia Mialani, 74 anni, che con Sant’Egidio si occupa dei corsi di lingua italiana per stranieri e quindi vede da vicino ogni giorno «persone che, dopo aver affrontato viaggi durissimi per raggiungere le nostre democrazie, si scontrano poi con un sistema che sembra aver smarrito i valori fondamentali sui quali sono state fondate, a partire dalle difficoltà per trovare una casa e un lavoro dignitoso». Durante il convegno, ci spiega, si interrogherà su «quel “I have a dream” di Martin Luther King, un sogno in realtà mai realizzato. Basta guardare tutti i problemi per i migranti che ancora soffrono a causa delle disuguaglianze, delle discriminazioni». Per Mialani, «dopo che nel ‘900, a partire dai partigiani, ci sono state tante persone che veramente si sono mobilitate per renderci una vita migliore», la strada che non ci farà perdere tutto quello che i sacrifici di altri ci hanno dato è chiara: «Non dobbiamo né possiamo arrenderci all’idea di tornare indietro. I governi cambiano e i diritti non sono mai acquisiti per sempre. Dobbiamo continuare a lottare affinché si realizzi una vera democrazia».
Chissà che le voci dei “giovani di ieri” non possano smuovere le coscienze, a partire da coloro che parteciperanno al convegno, studenti compresi, per andare poi oltre e superare l’alienazione alla quale le violenze e i conflitti attuali rischiano di relegarci.
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