Estate 2026 record: mai un'Europa così calda (anche a maggio e settembre)

di Daniela Fassini
L'80% del territorio ha registrato una temperatura media di 2.5°C superiore alla media degli ultimi 30 anni, metà del continente colpito da una forte siccità
Google preferred source
October 2, 2026
Estate 2026 record: mai un'Europa così calda (anche a maggio e settembre)
I fiumi in secca e la siccità ha messo in ginocchio i campi agricoli aridi/Fotolive
Ancora record di calore. il riscaldamento globale non accenna a rallentare. Gli ultimi dati diffusi da Copernicus, l'agenzia europea che monitora l'andamento climatico del continente, non fa sconti: il 52% dell'Europa è stato esposto a condizioni "molto forti" di ondate di calore, corrispondenti a temperature fino a 38ºC o più.
 L'Europa occidentale ha registrato l'estate più calda mai rilevata, con una temperatura media di 21,7 gradi centigradi, ovvero 2,5 gradi al di sopra della media del periodo 1991-2020, superando il precedente record stabilito nel 2003. Copernicus precisa che il caldo eccezionale si è esteso ben oltre i mesi centrali dell'estate, con temperature giornaliere da record registrate anche a maggio e settembre. Anche la persistenza e l'estensione geografica del caldo sono state notevoli: nel 2026 si sono registrati 17 giorni con almeno il 60% dell'Europa occidentale da temperature superiori ai 30 gradi, rispetto agli 11 del 2003 e ai 7 del 2025. Considerando la media dell'Europa occidentale, alla fine della stagione si sono registrati 41 giorni di "forte" stress termico, un numero record, cinque in più rispetto al 2003. Per la stessa regione, anche il numero di giorni con stress termico "molto forte", pari a 13, ha costituito un record.
«L'Europa ha vissuto un'estate caratterizzata da fenomeni climatici estremi che si sono sommati tra loro. Stress termico da record e condizioni di secco diffuse, flussi dei fiumi eccezionalmente bassi e mari insolitamente caldi si sono verificati contemporaneamente in gran parte del continente. Le conseguenze sono andate ben oltre i record di temperatura - ha sottolineato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l'Ecmwf il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine - influenzando la disponibilità idrica, i sistemi energetici, i trasporti, gli ecosistemi e la salute umana. Con il continuo riscaldamento del clima, eventi come questi sottolineano l'importanza di rafforzare la resilienza di fronte a rischi climatici sempre più interconnessi.
Le condizioni di secco prolungate e severe in tutta Europa hanno determinato l'estate con i flussi dei fiumi più bassi mai registrati nel continente dall'inizio delle rilevazioni dello European Flood Awareness System (Efas) nel 1992. Nei mesi di luglio e agosto si sono verificati contemporaneamente flussi minimi record o quasi record in molti dei principali fiumi europei, tra cui il Reno, il Danubio, il Po, la Loira, il Rodano e la Senna. Ciò ha causato, spiega Copernicus, gravi disagi a numerosi settori, compreso il trasporto merci, con ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, esercitando nel contempo una pressione crescente sull'irrigazione, sul raffreddamento dei reattori nucleari, sulla produzione di energia idroelettrica e sulla disponibilità di acqua dolce, mettendo in evidenza lo stretto legame tra il cambiamento climatico e le pertinenti sfide geopolitiche, quali la sicurezza energetica. Anche i mari europei hanno registrato temperature eccezionalmente elevate per tutta l'estate del 2026. Lungo gran parte della costa atlantica e nel Mediterraneo occidentale e centrale sono state registrate temperature superficiali del mare (Sst) record o quasi record. Le Sst elevate sono state accompagnate da ondate di calore marine da forti a eccezionali, caratterizzate da periodi prolungati di temperature oceaniche insolitamente calde. Le ondate di calore marine possono intensificare il calore nelle aree costiere adiacenti limitando il raffreddamento notturno e aumentando l'umidità, aggravando così lo stress termico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire