Così la minaccia anarchica sta rialzando la testa. «Anche i data center sono nel mirino»
di Marco Birolini
L'arresto di un presunto estremista oggi a Roma, con la scoperta che nel telefonino aveva istruzioni per costruire bombe, riaccende i riflettori sulla strategia della galassia anarco insurrezionalista. Si è trattato solo dell'ultimo episodio di un anno turbolento, mentre sullo sfondo restano le tensioni per il caso Cospito. L'allarme degli 007: l'IA è il nuovo nemico

Lo hanno arrestato perché il 18 aprile scorso aveva colpito al volto un funzionario della Digos durante una manifestazione a Roma a sostegno di Alfredo Cospito, il leader anarchico in carcere. Ma quando gli hanno guardato nel telefonino, gli agenti hanno trovato istruzioni per preparare ordigni e sabotare ferrovie e altri servizi pubblici. Il giovane, italiano, è così finito in carcere con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, che si aggiunge a quello di lesioni aggravate e permanenti al viso e violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
L’arresto riaccende i riflettori sulla galassia anarchico insurrezionalista e sulla “passione” dei suoi appartenenti per bombe più o meno rudimentali. Viene in mente il precedente più recente e drammatico, ovvero l’esplosione in un casale abbandonato di Roma il 19 marzo 2026, nel Parco degli Acquedotti, in cui morirono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi collegati all'area eversiva. Secondo gli investigatori, i due stavano preparando un ordigno artigianale: sul posto furono trovati materiali esplosivi e chiodi. Probabilmente si stavano preparando all’azione. A inizio anno c’erano stati invece gli attacchi alla rete ferroviaria. Il 7 febbraio, in coincidenza con l’inaugurazione dei Giochi di Milano Cortina, gli anarchici celebrano l’evento a modo loro. A Castel Maggiore, vicino a Bologna, un ordigno danneggia i cavi dell'Alta velocità, mentre un secondo dispositivo non esplode. A Pesaro viene incendiata una cabina elettrica nei pressi dei binari. Nel caso di Pesaro, tre giorni dopo compare una vera e propria rivendicazione sul blog anarchico La Nemesi, che presenta il sabotaggio come azione contro le Olimpiadi e contro le infrastrutture considerate espressione del sistema industriale e militare. Il 14 febbraio viene poi sabotata la linea AV Roma-Firenze. Secondo gli investigatori, l'azione provoca circa 455.000 euro di danni. A giugno la Digos arresta sette persone, cinque in carcere e due ai domiciliari, accusandole di appartenere a una cellula anarco-insurrezionalista e collegando due degli indagati al sabotaggio ferroviario. In seguito l’ipotesi dell’associazione terroristica è stata smontata dal tribunale del riesame. Ma il gruppo, secondo il gip, era capace di compiere altre «azioni violente e di particolare impatto».
Infine, a fine luglio, gli scontri al cantiere Tav di Chiomonte, in Val di Susa. Nell’assalto gli investigatori hanno visto la regia combinata di antagonisti e anarchici, con quest’ultimi impegnati soprattutto sul fronte dei lanci di molotov. L’allerta insomma resta alta e l’ultimo arresto di Roma lo conferma. Il pericolo è concreto, tanto da essere costantemente monitorato dall’intelligence. “L’attivismo anarco-insurrezionalista si conferma come il vettore di minaccia più concreto, anche alla luce dei recenti attentati compiuti nel contesto delle proteste contro i Giochi Olimpici Milano-Cortina ai danni della rete ferroviaria nazionale” si legge nell’ultimo rapporto degli 007 al Parlamento. Nel mirino ci sono però anche obiettivi virtuali, ovvero l’IA, considerata nuovo mezzo di arricchimento e sfruttamento del sistema capitalistico, oltre che strumento di applicazione militare. Per questo le sue infrastrutture sono considerate a rischio. Attenzione, dice l’intelligence, soprattutto ai data center, simbolo reale e ingombrante dell’intelligenza artificiale, anche per le ricadute ambientali. Ma gli anarchici considerano bersagli tutte le aziende del settore hi-tech. Nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2025, al Tesla Center di Roma-Torre Angela furono incendiate 17 automobili. Il 25 aprile una cellula anarchica rivendicò l'azione, accusando Elon Musk non soltanto per il suo ruolo politico e per Tesla, ma anche per lo sviluppo dell'IA, presentato come componente di un progetto di dominio tecnologico e sociale.
La minaccia riguarda anche il resto d’Europa. L’Europol segnala che “gli estremisti violenti hanno continuato a mantenere reti transnazionali, viaggiando frequentemente tra gli Stati membri. Queste interazioni hanno rafforzato i legami personali, facilitato lo scambio di strategie e conoscenze operative e consolidato il sostegno agli affiliati incarcerati o deceduti”. Nel 2025 si è registrata “un'evoluzione verso comportamenti più violenti, comprendenti l'utilizzo di tattiche più dure, una maggiore imprevedibilità e una crescente disponibilità a considerare determinate persone come obiettivi legittimi”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di AvvenireTemi





