giovedì 13 giugno 2024
A Roma un bottino record di medaglie e una parata di stelle (da Tamberi a Battocletti) che fa sognare. Coesione, passione e investimenti tra le ragioni di un boom
Gianmarco Tamberi, medaglia d'oro a Roma, leggenda azzurra del salto in alto

Gianmarco Tamberi, medaglia d'oro a Roma, leggenda azzurra del salto in alto - Fotogramma

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Dieci e lode è la pagella agli azzurri ai Campionati europei di atletica leggera di Roma che si sono chiusi ieri, 12 giugno. Undici le medaglie d’oro conquistate dalla migliore Nazionale di sempre, mai così in alto in una rassegna continentale. Se pensiamo che il record storico di medaglie era Spalato 1990 (12 medaglie) e che nelle 25 edizioni precedenti degli Europei l’Italia si era classificata al massimo quarta abbiamo l’esatta dimensione dell’età dell’oro dell’atletica azzurra. Ora siamo i nuovi dominatori del Vecchio Continente. Il medagliere parla chiaro: ventiquattro medaglie (undici ori, nove argenti e quattro bronzi) hanno scavato un solco con le altre nazioni (la Francia è seconda con 4 ori, meno della metà degli azzurri). Un bottino che fa sognare in grande in vista degli imminenti Giochi Olimpici di Parigi (26 luglio – 11 agosto), dove arriviamo con stelle ormai consacrate nel panorama internazionale.

Che dire infatti di un Giammarco Tamberi, icona assoluta dell’atletica italiana nel mondo, entrato nella leggenda del salto in alto per aver conquistato ogni titolo possibile. Al Foro Italico ha aggiunto alla sua straordinaria bacheca la sua terza medaglia d’oro agli Europei (la quarta totale compreso una al coperto), con la misura record di 2.37, la migliore al mondo nel 2024. Come sempre uno show nello show, visto che Gimbo dopo il salto a 2.34 ha scherzato, tenendosi con le mani una caviglia per simulare un infortunio: il pubblico è rimasto per un attimo con il fiato sospeso. Poi lui ridendo ha tirato fuori una molla da una scarpa. Fino a chiedere di saltare anche a 2,37 scavalcando la misura al primo tentativo. La sua esultanza, con tanto di bacio e abbraccio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono immagini destinate a rimanere nella memoria.

Sarà lui a guidare a Parigi una Nazionale con tanti campioni d’Europa. Spicca la nuova regina del mezzofondo, Nadia Battocletti con il doppio oro 5000-10.000 metri a Roma. Oltre a Marcell Jacobs nei 100 metri Lorenzo Simonelli nei 110 ostacoli, Antonella Palmisano nella 20 chilometri di marcia, Yeman Crippa nella mezza maratona, l'Italia a squadre nella mezza maratona, Sara Fantini nel martello e Leonardo Fabbri nel getto del peso.Una squadra d’oro per un boom che ha tanti fattori. C’è senz’altro la coesione di un gruppo multietnico e integrato che ha portato alla ribalta le storie di Chituru Ali, gigante dei 100, padre ghanese e madre nigeriana. O Zaynab Dosso, nata a Man, in Costa d’Avorio, dove ha trascorso l'infanzia prima di trasferirsi a Rubiera nel 2009, quando aveva solo 10 anni. Senza dimenticare la favola di Yeman Crippa, dall’orfanatrofio di Adidas Abeba alla famiglia Crippa di Milano.

I successi poi degli ultimi Giochi olimpici di Tokyo (cinque medaglie d’oro) hanno prodotto maggiori investimenti nel settore tecnico dell’atletica come ha ribadito spesso il presidente della Fidal Stefano Mei. Oggi gli atleti di alto livello seguiti con uno staff allargato sono molti di più rispetto al passato. E infine ma non da ultimo vincere avvicina tanti giovani a questo sport. Se già nell’anno dei trionfi di Tokyo i tesserati erano aumentati del 36% tra gli Under 16 e quasi del 50% tra gli Under 12, tanti di più se ne attendono ora dopo la splendida vetrina di Roma. Per una Nazionale pronta a stupire anche sotto la Torre Eiffel.

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