Un "Gutenberg" per Francesco, uomo della Parola

Dal breviario alla poesia, dalla carne della fede alla terra, dal cinema alla fotografia: un viaggio intorno a Francesco e a ciò che, otto secoli dopo, ancora nasce dal suo sguardo sul mondo
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October 1, 2026
Un "Gutenberg" per Francesco, uomo della Parola
La copertine di "Gutenberg" n. 85, 2 ottobre 2026
Tra fede, liturgia, poesia, cinema e arti visive, il nuovo numero di “Gutenberg”, in edicola con “Avvenire” venerdì 2 ottobre 2026 attraversa la figura di Francesco d’Assisi come presenza viva capace di continuare a generare parole, immagini, forme artistiche e percorsi spirituali a ottocento anni dalla sua morte. Il numero si apre con un inedito di Giovanni Testori, oggi raccolto nel volume San Francesco, il barbaro di Dio (Il Saggiatore), che legge la figura del santo come esperienza radicale di incarnazione della Parola, rifiutando interpretazioni ridotte a simbolo o allegoria; Francesco viene così restituito alla concretezza della storia e della carne, come figura capace di generare comunità, tempo e relazioni attraverso un’esperienza vissuta della fede. Antonio Musarra prende le mosse dall’edizione diplomatica del Breviarium sancti Francisci pubblicata dalle Edizioni Antonianum, manoscritto che permette di avvicinarsi alla quotidianità spirituale del santo e alla trama di testi, salmi, letture e pratiche liturgiche che ne hanno formato la sensibilità religiosa. La preghiera emerge come uno degli strumenti essenziali attraverso cui Francesco ha costruito il proprio rapporto con la Scrittura e con la Chiesa. Nell’intervista di Angela Calvini, Liliana Cavani, premiata al Lucca Film Festival nell’anno dell’ottavo centenario francescano, ripercorre il proprio rapporto con Francesco d’Assisi e la genesi dei film che gli ha dedicato, leggendo nel santo una figura ancora attuale per il suo rifiuto della guerra e per la radicalità del suo annuncio di pace. 
Il contributo di Alessandro Beltrami è dedicato alla mostra "Grandi fotografi per l’Umbria" alla Galleria Nazionale dell’Umbria dove attraverso le fotografie di Luigi Spina, accostate ai lavori di Mario Giacomelli e Fulvio Roiter, il paesaggio umbro viene restituito come spazio in cui la memoria francescana sembra essersi impressa nella natura stessa, trasformando il territorio in una forma di meditazione visiva. A seguire, Franco Arminio propone il suo inedito poetico Cantico delle Scuse, scritto nell’ambito delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di Francesco; il testo instaura un dialogo diretto con il santo, mettendo in scena la distanza tra la vita contemporanea e l’intensità della sua esperienza spirituale, ma anche il desiderio di ritrovare una forma di letizia, fraternità e apertura al mondo. Chiude il monografico il contributo di Roberto Mussapi, che prende spunto dal volume Il Cantico delle creature e la poesia del mondo (Vita e Pensiero) per seguire l’influenza del Cantico nella tradizione poetica occidentale. Da Dante a Rilke, da Dylan Thomas alla poesia contemporanea, il canto francescano appare come una delle grandi matrici della letteratura europea, capace di tenere insieme natura, spiritualità e conoscenza.
La sezione dei Percorsi si apre con un itinerario dedicato alla memoria nell'arte: , Marco Bussagli accompagna il lettore nella mostra "La Scuola di Barbizon. Le radici dell’Impressionismo" al Museo dell’Ottocento di Pescara, ricostruendo il ruolo dei pittori che anticiparono la rivoluzione impressionista attraverso il lavoro sul paesaggio e sul rapporto diretto con la natura; Eugenio Giannetta presenta Quanto splende questo nero di Marco Amerighi (Bollati Boringhieri), romanzo che riporta alla luce la figura del pittore espressionista Lorenzo Viani e riflette sul rapporto tra arte, memoria e trasmissione delle opere. Il Percorso successivo è dedicato all’ordinaria straordinarietà di Roma antica tra archeologia e storia: Giorgio Agnisola racconta la mostra "Ercolano. L’arte di vivere" ospitata a Castel Sant’Angelo, dove reperti eccezionalmente conservati permettono di ricostruire la vita quotidiana della città distrutta dall’eruzione del 79 d.C; Vito Limone presenta Eusebio di Cesarea e l’ultima persecuzione. Tra storia e apologia di Valerio Neri (Morcelliana), dedicato alla lettura della grande persecuzione anticristiana e al modo in cui lo storico palestinese ha costruito il racconto della vittoria della Chiesa sul potere imperiale. Chiude il numero un Percorso consacrato a letteratura e immaginazione, dove  Alessandro Zaccuri conduce il lettore nella mostra "Mirabiblia. Una mostra nel labirinto di libri mai scritti" alla Biblioteca cantonale di Bellinzona, dedicata ai libri immaginari della tradizione letteraria: attraverso autori come Borges, Perec, Calvino, Nabokov e Umberto Eco, il percorso mostra come la letteratura possa continuare a generare opere inesistenti ma tuttavia capaci di ampliare la percezione della realtà e dello spazio del possibile.

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