Il nuovo Gutenberg tesse "Connessioni d'acqua"

Tra libri, archivi, arte contemporanea, archeologia e paesaggi naturali, l’acqua è forza ambivalente: minaccia e risorsa, distruzione e rinascita, perdita e possibilità di conoscenza
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October 15, 2026
Il nuovo Gutenberg tesse "Connessioni d'acqua"
La copertina di Gutenberg n. 87, 16 ottobre 2026
Tra libri, archivi, arte contemporanea, archeologia e paesaggi naturali, il nuovo numero di “Gutenberg” segue il filo dell’acqua come forza ambivalente: minaccia e risorsa, distruzione e rinascita, perdita e possibilità di conoscenza. L’acqua dà vita e minaccia, distrugge e apre possibilità inattese. Tra libri antichi e arte contemporanea, creature marine e storie di fiumi, un percorso nelle connessioni che legano catastrofe e meraviglia, fragilità della memoria e necessità della cura, per scoprire come anche ciò che temiamo può diventare fonte di immaginazione e conoscenza. Connessioni d’acqua è tutto il nuovo numero di “Gutenberg”, in edicola con “Avvenire” venerdì 16 ottobre 2026, che si apre con il contributo di Giovanni Cesare Pagazzi, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, che prende spunto dalla mostra "Aqva. Catastrofe e meraviglia" della Biblioteca Apostolica Vaticana per riflettere sul rapporto tra libri e acqua. Nemica degli archivi e delle biblioteche, capace di distruggere manoscritti e collezioni, l’acqua è però anche ciò senza cui non esisterebbero carta, pergamena, inchiostri e pratiche di restauro. Da questa apparente contraddizione nasce un percorso dedicato ai nemici del libro e alle possibilità di conoscenza che essi dischiudono. Giacomo Cardinali, viceprefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, approfondisce il progetto espositivo e culturale che anima "Aqva. Catastrofe e meraviglia". Attraverso manoscritti, oggetti rari, bestiari, monete e volumi provenienti dalle collezioni vaticane, l’acqua diventa il punto d’incontro tra memoria storica, patrimonio librario e creatività contemporanea, trasformando una minaccia in occasione di scoperta. Nelle pagine successive Simona De Crescenzo, Curatore della Grafica della Biblioteca Apostolica Vaticana, indaga il dialogo tra Gustave Doré e JR. Le incisioni ottocentesche del primo e l’installazione Diluvium del secondo vengono messe in relazione attraverso il tema del diluvio, mostrando come l’acqua possa assumere una funzione simbolica che unisce distruzione, rigenerazione e responsabilità verso la memoria collettiva. Francesca Giannetto presenta invece il lavoro del tipografo, docente e designer Bill Moran. Attraverso caratteri mobili, tecniche tradizionali di stampa e materiali contemporanei, pesci e creature marine prendono forma in una serie di opere che trasformano il patrimonio tipografico in un racconto visivo nuovo, costruito sul dialogo tra passato e presente.
Il monografico prosegue con il contributo di Delio Vania Proverbio, Scriptor Orientalis della Biblioteca Apostolica Vaticana, che attraversa secoli e continenti seguendo la presenza del pesce nelle tradizioni gastronomiche. Ricette provenienti dall’India medievale, dalla Cina e dal mondo arabo mostrano come l’acqua e le sue creature abbiano favorito scambi culturali, incontri e trasformazioni profonde nelle pratiche alimentari di popoli lontani. Chiude il monografico l’articolo di Lorenzo Fazzini, che prende le mosse da È vivo un fiume? di Robert Macfarlane (Einaudi), Tre fiumi di Robert Winder (Touring Club) e La ricerca dell’acqua di Virginia Mendoza (Bompiani). I fiumi emergono come fattori decisivi nella nascita delle civiltà, nella formazione delle culture e nello sviluppo delle società umane, mentre la crescente scarsità delle risorse idriche e i cambiamenti climatici riportano al centro la necessità di una nuova attenzione verso l’acqua e i suoi equilibri.
La sezione dei Percorsi si apre con un itinerario dedicato a margine, potere e alterità: Antonio Musarra presenta Popolo criminale. La costruzione sociale del male di Francesco Benigno (Il Mulino), volume che analizza il processo attraverso cui le società costruiscono e identificano figure collettive percepite come pericolose o devianti; Laura Badaracchi racconta Altri briganti. Immaginari del fuorilegge in età moderna e contemporanea, a cura di Gianluca Albergoni e Gian Luca Fruci (Viella), mostrando come la figura del brigante e del fuorilegge continui a oscillare tra fascinazione, paura e ribellione. Il Percorso successivo è dedicato a Rinascimento, potere e rappresentazione: da un lato, Jean-Claude Maire Vigueur, autore di A tavola con i signori. Cibo, lusso e potere nelle corti rinascimentali (Il Mulino), ricostruisce il banchetto come strumento politico e culturale nelle corti italiane del Quattrocento; dall’altro presentiamo la mostra "I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa", allestita a Palazzo Reale di Milano, che racconta il ruolo decisivo della dinastia fiamminga nella nascita della pittura moderna europea. Chiude il numero un Percorso dedicato a fotografia e società: nell’articolo Avedon a Roma, i volti nascosti del vero West, Francesca Orsi presenta la mostra "Richard Avedon. In the American West 1979-1984" a Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove i celebri ritratti realizzati dal fotografo statunitense restituiscono il volto meno raccontato dell’America degli anni di Reagan, dando visibilità a lavoratori, emarginati e figure poste ai margini del racconto ufficiale.

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