lunedì 6 maggio 2024
L'orfanotrofio accoglie minori dai 6 ai 12 anni. Francesco: «Uno dei primi frutti del Documento sulla fratellanza umana». In programma entro fine anno la costruzione di un nuovo ospedale
Il taglio del nastro durante l'inaugurazione della Casa di accoglienza "Oasi della Pietà" al Cairo

Il taglio del nastro durante l'inaugurazione della Casa di accoglienza "Oasi della Pietà" al Cairo

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E' stata inaugurata ieri sera al Cairo la Casa di accoglienza "Oasi della Pietà". La struttura, che accoglie bambini abbandonati, è stata costruita nella nuova Capitale Amministrativa dell'Egitto, cittadella amministrativa a 45 chilometri dal Cairo per decongestionare la metropoli. La cerimonia di inaugurazione è avvenuta alla presenza di monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già segretario personale di papa Francesco, presidente dell'Associazione "Bambino Gesù del Cairo" e della Fondazione della Fratellanza Umana che hanno realizzato il progetto "Oasi della Pietà". Era pure presente lo sceicco Abdullah Bin Zayed Al Nahyan, rappresentante del ministro degli Esteri Noura al-Kaabi. Nell'ingresso della casa è stato pure piantato un ulivo, segno dell'amicizia tra i popoli e della fratellanza umana da costruire.

La cerimonia, con taglio del nastro, nella sala "Figli di Zayed", così denominata in segno di gratitudine verso il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan che, dopo la firma del Documento sulla “Fratellanza Umana” il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi, ha sostenuto la costruzione della Casa di accoglienza. Il progetto "è uno dei primi buoni frutti del Documento sulla "Fratellanza Umana": un' iniziativa che interpreta e raffigura in maniera concreta i valori del Documento" ha scritto papa Francesco nella pergamena su cui è riportata la benedizione apostolica dell'iniziativa. La Casa di accoglienza Oasi della pace, scrive sempre papa Francesco è "un posto ove tante bambine e tanti bambini troveranno casa, famiglia, assistenza, futuro, formazione e, soprattutto, l'abbraccio di una famiglia".

Il progetto rappresenta, dunque, una realizzazione concreta prodotta dal "Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune", pietra angolare del dialogo interreligioso. La casa di accoglienza vuole essere un luogo dove realizzare la fratellanza umana da instaurare, prima di tutto, nella relazione con le altre fedi.

All'inaugurazione della Casa di accoglienza, erano presenti i membri dell’Associazione "Bambino Gesù del Cairo" e della Fondazione della Fratellanza Umana, e ospiti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, dall'Italia, dalla Giordania, dall'Iraq e dagli Stati Uniti. La Casa "Oasi della Pietà", voluta da monsignor Yoannis Lahzi Gaid, ospiterà bambini abbandonati, ai quali offrirà la possibilità di crescere in un ambiente familiare e di costruirsi

La denominazione "Oasi della Pietà", attribuita alla Casa di Accoglienza, rappresenta un segno di riconoscenza per il ricevimento del dono di una copia fedele della statua della Pietà di Michelangelo, che papa Francesco ha voluto offrire all’associazione. Un dono che ricorda anche la visita di papa Bergoglio in Egitto del 2017, nonché l'apprezzamento del ruolo che l'Egitto svolge come fautore del dialogo tra le religioni.

Tra i progetti finora realizzati dall'associazione si collocano il ristorante "Fratello", inaugurato a Il Cairo il 9 gennaio 2024, già operativo, che offre pasti, ogni giorno, a 5000 famiglie egiziane in difficoltà. I "Veicoli Sanitari", pure già attivi, effettuano visite mediche in ogni angolo del territorio dell'Egitto per le persone disagiate. Entro la fine dell'anno si avvieranno i lavori per la costruzione dell'Ospedale "Bambino Gesù del Cairo", che potrà usufruirà delle competenze scientifiche del personale medico dell'Ospedale "Bambino Gesù" di Roma, con il quale è stato siglato un accordo di collaborazione. Al momento lOasi della Pietà, in base alle disposizioni del ministero della Solidarietà, potrà ospitare un numero di bambini limitato dai 6 ai 12 bambini. Numero destinato ad aumentare nei progressivamente in futuro.

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