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Giuditta. L'innocenza violata che si fa seme della fede

Matteo Liut giovedì 16 giugno 2022
L'innocenza violata che si fa seme della fede
La violenza del mondo non fa distinzione fra le sue vittime e colpisce chiunque si pari sulla sua strada. Il Vangelo, però, è ben più potente di ogni logica umana e supera sia le dinamiche della sopraffazione che l'istinto a vendicarsi. E la storia che oggi viene riportata dal Martirologio Romano è un efficace esempio di tutto ciò: la storia di santa Giuditta (o Giulitta), madre cristiana vissuta tra il III e il IV secolo, che morì martire assieme al figlio, Quirico, di appena tre anni, infatti, ci parla di un'innocenza violata, destinata, però, ad alimentare la fede attraverso i secoli. Vedova facoltosa di Iconio (oggi Konya in Turchia) vissuta all'epoca della persecuzione di Diocleziano, Giuditta fu privata di tutti i propri beni di fatto a causa della fede. Fuggì quindi verso Tarso, ma fu arrestata dal governatore romano Alessandro e sottoposta a torture. Secondo la tradizione quando Giuditta si proclamò cristiana Alessandro scagliò a terra il piccolo Quirico che era sulle sue ginocchia. Il piccolo morì e la madre venne condannata e martirizzata.
Altri santi. San Similiano di Nantes, vescovo (IV sec.); beata Maria Teresa Scherer, religiosa (1825-1888).
Letture. Romano. Sir 48,1-14; Sal 96; Mt 6,7-15.
Ambrosiano. Gen 14,18-20; Sal 109 (110); 1Cor 11,23-26; Lc 9,11b-17.
Bizantino. Rm 5,10-16; Mt 8,23-27.
t.me/santoavvenire