Opinioni

Due tesi (anzi una) contro i vaccini Ma la realtà è tenace, come i solidali

Marco Tarquinio mercoledì 21 luglio 2021

Gentile direttore,
ho letto gli articoli di 'Avvenire' su quella che avete definito la «Impostura no-vax». Ma farmaci, vaccini, procedure mediche e chirurgiche devono essere valutate singolarmente: non si può essere pro o contro a priori, si devono esaminare con la massima cura possibile limiti, vantaggi, effetti negativi. Riguardo ai vaccini anti-coronavirus sembrano confrontarsi due tesi: 1) I vaccini sono efficacissimi e privi di effetti nocivi. Se questo è vero, i vaccinati, essendo immunizzati, non corrono rischi dai non-vaccinati. Coloro che non vogliono vaccinarsi sono sciocchi, si ammaleranno e lasceranno la scena di questo mondo, che verrà liberato da un cospicuo numero di sciocchi. Risulta quindi assurdo imporre vaccinazioni e green pass. 2) Gli pseudo-vaccini a mRNA (mai visti prima nella storia della Medicina, di concezione assurda e persino di difficile conservazione), risultano scarsamente efficaci nei confronti di un virus, già di per sé soggetto a mutazioni (varianti) e in aggiunta manipolato a Wuhan in Cina. Moltiplicare le dosi serve non certo a incrementarne l’efficacia, bensì a incrementare i profitti di Big Pharma. Inoltre gli pseudo-vaccini mietono vittime tra i vaccinati, alcuni dei quali subiscono danni soprattutto neurologici o addirittura muoiono. Esiste peraltro una terapia medica efficace a domicilio (antiinfiammatori, idrossiclorochina, ivermectina). Di norma la storia naturale delle epidemia da virus respiratori, come ogni anno per i virus influenzali, mostra che nel tempo l’epidemia si esaurisce per cause naturali. Imporre vaccinazioni e green pass sembra pertanto non tanto un provvedimento rivolto a tutelare la salute della popolazione, bensì una gigantesca speculazione e il pretesto per imporre una dittatura pseudo-sanitaria.

Luciano Leone

Le sue «due tesi» a confronto, gentile signor Leone, sono in realtà una soltanto. I vaccini non servono e sono pericolosi; chi vuol vaccinarsi, lo faccia ma sappia che è un azzardo egoista e in ogni caso che non si possono stabilire regole per tutti; ci si può curare a domicilio con farmaci facilmente reperibili e comunque il virus prima o poi perderà potenza; la pandemia non è insomma così grave, grave è il complotto- speculazione (ordito da un fronte ampio: dalla Cina comunista a Big Pharma) che in nome del coronavirus punta a instaurare una «dittatura sanitaria». Il tono della sua lettera è cortese a differenza di altre, aggressive e piene di insulti, ma la sua pacata argomentazione è una sintesi di tutte le eccitate dicerie che hanno alimentato e ancora gonfiano l’opposizione alle decisioni di resistenza e contrasto forte al Covid-19. È un fatto, però, che dove hanno deciso e agito coloro che la pensano come lei e come altri no-vax (più o meno totali), i morti si sono moltiplicati. E così là dove calcoli – questi sì! – egoistici impediscono ancora oggi campagne vaccinali degne del nome. A causa di questa miopia continuano a moltiplicarsi pure danni di ogni tipo: materiali, morali e spirituali. A me basta e avanza questa constatazione per fare scelte responsabili per me stesso, per i miei cari e per tutti coloro con cui entro il relazione. Mi basta questo per continuare a reclamare vaccini gratis e per tutti (con la sospensione dei brevetti e la liberalizzazione ben controllata della produzione, possibilissima come Joseph Stiglitz ha ricordato sulle nostre pagine l’11 luglio scorso in dialogo con Lucia Capuzzi). Mi basta questo per chiedere a chi governa di essere all’altezza della sfida, fissando le regole indispensabili (per il pubblico bene e per chi esercita qualunque pubblico servizio), predisponendo e richiedendo anche tutte le certificazioni (o i 'pass' o le 'card') utili, e definendo sempre meglio i metodi di somministrazione delle cure e dei vaccini e di relativa raccolta dati che – come spiega magistralmente il professor Silvio Garattini proprio oggi, 21 luglio, in questa stessa pagina consentano di perfezionare lo sforzo in corso. Questa è la via solidale all’uscita dal dramma che ora, con più drammatica violenza, come anche noi avevamo previsto, sta infierendo sui più poveri in tutto il mondo. Altro che dittatura sanitaria! Anche su questo fronte c’è da superare la «cultura dell’indifferenza», come dice il Papa, o più terra terra, come dico io, l’impero del menefreghismo (spiegato col solito meglio nemico del bene). E a chi parla di 'cosiddetta pandemia' e definisce pseudo-scienza quella che la combatte consiglio – come ha fatto domenica scorsa Marina Corradi scrivendone, poi, sulla nostra prima pagina di ieri, martedì 20 luglio – di fare una passeggiata nei cimiteri italiani, soprattutto in quelli delle zone investite con più forza dal male. La pietà cristiana, la coscienza civile, la consapevolezza altruista vanno sempre d’accordo e aiutano a camminare nella giusta direzione e a stare alla larga da certi letali sofismi. Anche i vaccini sono uno 'spartito': si può suonarlo male, si deve interpretarlo bene.