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Fu una sfida. «Grazie al mio tumore»

Pino Ciociola sabato 4 novembre 2017

«Quando sono uscita dall'ospedale ho guardato il fiume e pensato anche di farla finita, tanto ci avrebbe comunque pensato il cancro. Poi mi dissi: "E se invece avessi la forza di combatterlo e mi salvassi?": Patrizia Mirigliani, che ha ereditato dal padre l'organizzazione di Miss Italia, racconta il tumore al seno che la colpì vent'anni fa.

«Non ho mai voluto dimenticarlo», dice: «Ero una donna con un rapporto difficile anche familiare, con mio padre, una donna molto inquieta, con sofferenze interiori enormi. Però non avevo capito il succo vero della vita quale fosse. E forse mi lamentavo del nulla». Perché davanti alla vita o alla morte «tutto quello per cui ti disperavi prima non ha più senso. Apprezzi di più la vita». Il tumore «mi ha dato saggezza. Ed è un bel ricordo, perché la Patrizia di prima se non avesse avuto questa malattia, non sarebbe mai diventata la Patrizia che è oggi».

Sorride. Si commuove quando parla del papà Enzo. Ripercorre la diagnosi, l'operazione, la chemioterapia. S'arrabbia un pochino spiegando che «i mariti spesso non capiscono quanto sia grave per una donna una malattia che colpisce il seno, la sua parte materna». E s'arrabbia tanto perché la Sanità non garantisce visite e terapie anche a chi non può permettersele, «perché la malattia non deve avere status».

A chiederle cosa adesso sia domani per lei, infine risponde: «Domani è sempre vago, l'oggi funziona tantissimo...».