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Mons. Spreafico: «Bruciare un libro è sempre un atto sacrilego»

venerdì 10 settembre 2010
«Bruciare un libro è sempre un atto sacrilego. Non dobbiamo dimenticare che la prima cosa che fecero i nazisti, con la Notte dei cristalli, fu quella di bruciare i Talmud, i libri dell'ebraismo». È quanto ha sottolineato monsignor Ambrogio Spreafico, Presidente della commissione Cei per l'evangelizzazione dei popoli e il dialogo fra le Chiese e vescovo di Frosinone, in merito al rogo del Corano promosso dal reverendo Terry Jones.«Per fortuna - ha aggiunto mons. Spreafico - c'è stata un'opposizione chiara da parte di tutti, anche la Santa Sede è intervenuta. È stata una rivolta dello spirito e dell'intelligenza».Quello di bruciare il Corano è «un atto contro la religione e le religioni - ha aggiunto il responsabile Cei per l'evangelizzazione - si tratta del gesto di un fanatico, di un piccolo gruppo che mette in pericolo la vita di centinaia di milioni di cristiani in tutto il mondo. Penso alle comunità cristiane dell'Iraq, del Pakistan o dell'Indonesia, dove pure esiste un Islam più moderato».Il rischio, ha aggiunto il vescovo, è che si «identifichi il gesto di un piccolo gruppo con quello di tutti i cristiani, la stessa pericolosa generalizzazione avviene quando atti di questo tipo vengono fati da estremisti islamici». È importante quindi lavorare, ha aggiunto il vescovo, affinchè le differenze «diventino motivo d'incontro pur all'interno delle rispettive identità, e mai motivo di conflitto».Sull'iniziativa di Jones è intervenuto anche padre Federico Lombardi: «Se questo fatto avvenisse sarebbe da definire non solo come un atto di mancanza di rispetto ma direi proprio di follia». È quanto ha detto il direttore della Sala stampa vaticana ha spiegato che si tratta di «un fatto essenzialmente riprovevole, bisogna invece sempre dimostrare molto rispetto per i segni religiosi che sono importanti per le persone delle altre fedi».«In questo caso - ha osservato - si tratterebbe di un atto di chi ama odio e violenza invece di essere un contributo, come tutti dovremmo dare, alla comprensione e al dialogo proprio per eliminare le cause della tensione e costruire la pace nel mondo».La Giornata del rogo del Corano è una «irresponsabile iniziativa», che ha portato la «tensione alle stelle» e ha innescato in tutto il mondo «un pericoloso meccanismo di reazione». È quanto scrivel'Osservatore Romano sull'annuncio del reverendo Terry Jones di voler bruciare il Corano nell'anniversario dell'11 settembre.