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Bruxelles. Nomine Ue, Merkel: negoziato difficile

giovedì 5 giugno 2014
Il negoziato sulle nomine "è molto difficile, ci sono ancora molte questioni da affrontare", ma "lo spirito europeo non va interrotto" quindi ora "bisogna trovare una posizione comune su cosa fare nei prossimi anni": lo ha detto la cancelliera Angela Merkel al termine del G7, spiegando di aver parlato di contenuti sia con Cameron, che con Hollande che Renzi, e che con Cameron parlerà di nuovo lunedì e martedì in Svezia. "Cameron vuole alleggerire le regole, Renzi e Hollande vogliono puntare su crescita e lavoro, importanti anche per noi, ora abbiamo dato nuovi elementi a VanRompuy su cui negoziare", ha aggiunto.Anche Renzi, nella sua conferenza stampa, aveva detto che "nessuno dei candidati ha ottenuto una maggioranza". Il tema delle nomine è stato al centro della seconda giornata di lavori di Bruxelles. Del resto, ha continuato Renzi, l'Italia non ha un nome o una candidatura nazionale: "l'importante è che le istituzioni funzionino".L'Italia lavora "per un'Europa con una strategia di investimenti sull'edilizia scolastica e le infrastrutture tecnologiche e sia nelle condizioni di affermare il proprio ruolo il più possibile unitario su tante partite della vita quotidiana delle persone, a partire dai fenomeni migratori fino alle grandi questioni di competitività e sviluppo", ha sottolineato Renzi. Questa mattina, prima delle sessioni ufficiali di lavoro, Renzi ha avuto due incontri bilaterali, il primo con il premier britannico David Cameron e il secondo di tre quarti d'ora con la cancelliera tedesca Angela Merkel.Due colloqui nel corso dei quali è stato affrontato anche il tema delle nomine Ue, dopo l'aut aut di Cameron sul nome di Jean-Claude Juncker (ex premier lussemburghese) e, al contrario, il rinnovato appoggio della Cancelliera nei confronti del candidato popolare alla presidenza della Commissione, con l'avvertimento però che non si può essere indifferenti alle posizioni della Gran Bretagna. Dai due incontri non è emerso molto, tranne la posizione dell'Italia: il premier Renzi avrebbe ribadito la necessità di un approccio di programma e di visione per il ridisegno delle istituzioni Ue. Per questo non è escluso che si parta proprio dalle idee, da un documento di alcuni paesi Ue attorno al quale aprire il processo decisionale. "Per aprire il processo delle decisioni da prendere insieme è necessario partire da una idea di Europa meno burocratica e più vitale, aperta al futuro, alla innovazione e alla crescita", ha sottolineato il premier Matteo Renzi ai due interlocutori.  Renzi, dopo l'avvio della seconda giornata del G7, aprirà con un suo intervento la sessione dedicata all'energia.La successione di José BarrosoSi accelera la partita per la successione di José Manuel Barroso alla guida della Commissione Europea. Il tema non è in agenda del G7, ma i leader dei cinque Paesi europei che ne fanno parte hanno intenzione di cogliere l’opportunità per discuterne in incontri bilaterali. Voci – che non trovano conferme – parlano della possibilità che Renzi possa avere un ruolo di mediatore (l’Italia sarà presidente di turno Ue dal primo luglio) nel negoziato sulle nomine accanto a Van Rompuy (in ballo anche quella dello stesso presidente del Consiglio Europeo, accanto a quella di presidente dell’Eurogruppo e di Alto rappresentante per la politica estera). Certo è che il portavoce di Juncker Martin Selmayr si è premurato di smentire seccamente voci di un possibile ritiro del lussemburghese. Si rafforza dunque la sensazione che alla fine Juncker possa farcela. A incoraggiarlo del resto sono le dichiarazioni della stessa Merkel – a smentita delle voce di un’ipotesi Christine Lagarde (direttore Fmi) come alternativa a Juncker. «Sto cercando – ha detto al Bundestag – di far sì che il candidato del Ppe, Juncker, riceva la maggioranza necessaria per diventare il prossimo presidente della Commissione». I problemi sul tappeto, però, rimangono, soprattutto l’opposizione di Londra, insieme a Ungheria, Svezia, Olanda e paesi baltici.