Il presidente degli Stati Uniti,
Barack Obama, ha deciso:
chiudere Guantanamo. Farlo, ha detto, è "
chiudere un capitolo della nostra storia e imparare la lezione dell'11 settembre. Abbiamo un'opportunità di progresso, è nostro dovere perseguirla".
Il piano per la chiusura di Guantanamo, ha aggiunto, "riflette gli sforzi di tutta la mia amministrazione, a partire dal dipartimento della Difesa". Notando poi che è stato "ampiamente riconosciuto" che la prigione deve essere chiusa.
Alla decisione concorrono varie riflessioni: etica, politica, economica, ma anche quella relativa all'utilità pratica: "Se qualcosa non funziona - ha ripreso, dobbiamo cambiare corso.
Da tempo è evidente che Guantanamo mina i valori americani e non aiuta la nostra sicurezza nazionale.
È controproducente nella lotta al terrorismo. Non è un parere mio, ma degli esperti. Tenerla aperta è contrario ai nostri valori, è vista come
una macchia. Quando parlo con gli altri leader, sottolineano che è un problema non risolto".
"
Guantanamo è costosa", ha continuato il presidente osservando come
il centro speciale di detenzione risulti oneroso per l'America, "per i contribuenti", oltre che in termini di immagine. L'amministrazione Obama stima
che il trasferimento dei detenuti da Guantanamo ad altre
prigioni americane consentirà di
risparmiare 65-85 milioni di
dollari all'anno: lo hanno anticipato fonti del Pentagono. Il mantenimento di Guantanamo costa attualmente 445 milioni di dollari.