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LA FEDE NEL MIRINO. I parlamentari per la libertà di fede oggi con il Papa

Salvatore Mazza domenica 9 gennaio 2011
Parlamentari in piazza San Pietro, per pre­gare con il Papa. Una delegazione asso­lutamente bipartisan , in rappresentanza dei duecento firmatari delle tre mozioni a soste­gno della libertà religiosa che mercoledì do­vrebbero essere votate al Senato e alla Camera. L’iniziativa, presa d’intesa con l’assistente spiri­tuale della Camera monsignor Lorenzo Leuzzi, vuole essere un segno della «urgenza» avverti­ta da «tanti politici italiani», che «sentono il bisogno di testimo­niare in ogni modo il loro ap­poggio ai nuovi martiri della fe­de e della libertà religiosa», co­me spiega Paola Binetti, depu­tata dell’Udc, che sarà in piaz­za con Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa. Se pure la li­bertà religiosa fa parte dei di­ritti fondamentali espressi nel­la Dichiarazione Universale del 1948, essa oggi «sembra messa in discussione – rileva Binetti – per cui assistiamo a crescenti livelli di intolle­ranza religiosa, spesso alimentati e strumenta­lizzati da motivi politici ed economici, che sem­pre più di frequente producono aberranti atti di violenza collettiva a danno delle minoranze». Un appello accolto «con convinzione» dal mini­stro della Gioventù Giorgia Meloni, che ha dato la sua adesione all’iniziativa, per la quale «Di­venta fondamentale per i cristiani che vivono nei paesi liberi, testimoniare a gran voce la propria vicinanza e solidarietà nei confronti dei nuovi martiri e di chi, perseguitato, vive giorni di ter­rore ». «Ovviamente senza simboli, ma da cri­stiano », anche il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri sarà oggi a San Pietro «per e­sprimere con convinzione la solidarietà a tutti i Cristiani nel mondo». Con lui altri parlamen­tari 'romani' del suo partito, tra i quali Lucio Malan, esponente della Chiesa Valdese, «unico cristiano non cattolico dell’attuale legislatura», perché «di fronte a un fenomeno grave come questo bisogna andare al di là di ogni divisio­ne, a maggior ragione, al di là delle divisioni fra cristiani». Del gruppo dei politici faranno parte sia il Sin­daco di Roma Gianni Alemanno che il presiden­te della Regione Lazio Renata Polverini. Chi, tra i parlamentari, non potrà essere invece fisica- mente in piazza, ha comunque assicurato il pro­prio contributo per sostenere e far conoscere l’i­niziativa. A iniziare dal vice presidente del Sena­to Vannino Chiti, che esprime «piena solidarietà a tutti coloro che sono perseguitati a motivo del loro credo e si appella «alla comunità interna­zionale perché agisca con rapidà e vigore». Per­ché, come hanno scritto i senatori del Pd, Ema­nuela Baio e Daniele Bosone, «la democrazia per esprimersi pienamente ha bi­sogno della libertà religiosa». Savino Pezzotta (Udc) invita «tutti i colleghi parlamentari laici e credenti a partecipare», perché «la libertà religiosa è sta­ta una grande conquista di ci­viltà delle democrazie e va tu­telata, difesa e promossa». A­nalogo l’invito di Leoluca Or­lando, il quale sottolinea come «l’IdV ribadisce il proprio im­pegno per far cessare nel mon­do intolleranze e violenze nei confronti dei cristiani e in nome della fede». Tan­to più che, nota Francesco Rutelli (Api), «nelle società europee a-religiose» si parla di più «del­le (inaccettabili) discriminazioni di immigrati musulmani» piuttosto che delle violenze anti­cristiane «in altre parti del mondo», un’«asim­metria che non può durare».