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L'uomo ha confessato: ha agito solo. Burundi, arrestato il killer delle tre saveriane italiane

Paolo M. Alfieri mercoledì 10 settembre 2014
È stato arrestato l’assassino delle tre suore italiane uccise domenica nel loro convento a Kamenge, alla periferia della capitale burundese Bujumbura. La notizia è stata riferita nel pomeriggio di ieri dal colonnello Helmegilde Harimenshi della polizia locale: «Il sospetto è nelle nostre mani e ha confessato senza alcun pentimento». Christian Butoyi, 33 anni, avrebbe agito da solo: aveva con sé il cellulare di una delle suore assassinate e la chiave del convento. La stessa polizia sostiene che le tre religiose siano state violentate dall’assassino, ma fonti missionarie saveriane hanno nuovamente smentito ieri questo aspetto ad  Avvenire, sottolineando di aver chiesto alle autorità locali che facciano presto altrettanto. Stando alla polizia, «ha detto di aver commesso il crimine perché, dopo aver fatto alcune indagini, ha realizzato che la parrocchia fu costruita su un terreno che apparteneva ai suoi genitori». È possibile, però, che l’uomo abbia agito senza un vero movente e spinto da un attacco di follia. La polizia ha reso noto che l’uomo sarà sottoposto a un esame psichiatrico per valutarne le condizioni mentali.  Suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici, di 83 e 76 anni, sono state le prime ad essere state uccise domenica pomeriggio nella casa di Kamenge. È stata suor Bernardetta Boggian, 79 anni, a scoprire i corpi ormai senza vita delle due consorelle e ad avvertire la polizia. Nella notte, poi, suor Mercedes, la superiora, ha chiamato i padri saveriani per chiedere aiuto: «L’assassino è ancora qui». Quando padre Mario Pulcini è giunto nella casa, suor Bernardetta era già stata uccisa. Prima dell’annuncio dell’arresto dell’assassino, era giunta notizia del fermo dei tre guardiani dipendenti della parrocchia dedicata a San Guido Maria Conforti collegata al convento delle religiose a Kamenge. Ai tre, hanno riferito fonti locali ad Avvenire sarebbe però solo imputata la mancata sorveglianza della struttura, anche se interrogatori sono ancora in corso. Di certo c’è che in casa non è stato rubato niente.  Le tre religiose saranno sepolte vicino a Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo l’agenzia Misna, riposeranno «nel cimitero di Panzi, vicino ad altri missionari che sono morti o sono stati uccisi in questa regione africana. Tra questi, anche una loro consorella saveriana». D’altronde le tre suore da anni avevano dedicato la loro vita a questo angolo d’Africa. «Non ci sarà il rimpatrio delle salme per volontà espressa dalle nostre sorelle missionarie e perché la gente, che hanno amato e servito, desidera che rimangono con loro. È un segno di amore fino alla fine», ha spiegato all’agenzia Fides suor Delia Guadagnini, ex Superiora regionale delle Missionarie Saveriane per la Repubblica democratica del Congo e il Burundi, che conosceva molto bene le tre missionarie saveriane uccise.  Stamattina alle nove a Bujumbura si apriranno le prime celebrazioni funebri e le salme saranno poi trasportate a Bukavu, passando per Luvungi. In questa missione, dove le suore hanno speso parte dei loro sacrifici e della loro fatica missionaria – spiega ancora la Misna – si sta preparando una lunga veglia notturna per celebrare la loro presenza e le loro fatiche spese a favore delle comunità della zona. A Bukavu le salme arriveranno domattina, per un ultimo incontro di preghiera, prima della sepoltura.  «La popolazione locale è costernata e non si spiega un atto così crudele», ha riferito suor Delia Guadagnini alla Fides. È ancora suor Delia a sottolineare che «tutte e tre le suore uccise avevano seri problemi di salute, ma tutte avevano chiesto, quasi puntando i piedi, di poter tornare in Burundi e dare la vita fino alla fine».