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Startup. Stop al lancio del mozzicone: «Così li ricicliamo per i peluche»

Romina Gobbo mercoledì 8 maggio 2024

Un tiro, due tiri, un terzo e poi, voilà. Il lancio del mozzicone di sigaretta è uno degli sport più praticati, visto che ogni anno, in Italia, otre 5mila tonnellate di questo rifiuto vengono disperse nell'ambiente, di cui 485 nella sola Emilia Romagna, perché le spiagge sono luoghi privilegiati per gli abbandoni di piccoli rifiuti. Un po' di movimento con la scarpa, la sabbia ricopre tutto, nessuno vede niente. Cosa che succede anche con i lanci dal finestrino dell'automobile nei fossati a bordo strada. Il che rende il lavoro di ripulita piuttosto complicato. Lo sanno bene alla Human Maple, startup basata a Castelfranco Emilia (Modena), che ha implementato il progetto “Maple Cigarettes”, che altro non è se non il riciclo dei mozziconi di sigaretta, che prima però bisogna recuperare.

«Questo non lo facciamo noi – spiega Marco Boccia, presidente e cofondatore con Ali Benkouhail e Simone Vivacqua, di Human Maple –, bensì i Comuni, le municipalizzate e le aziende private con cui abbiamo chiuso delle collaborazioni. Abbiamo fornito, in comodato d'uso, dei posacenere sondaggio e delle sacche ermetiche da 60 litri dove i posacenere vanno svuotati. Ogni tre/sei mesi passiamo a ritirare. Nel 2023, abbiamo raccolto oltre 86mila mozziconi, che corrispondono a circa 32 chili». Sette tra fondatori e collaboratori, un'età media di 26 anni, laurea in ingegneria informatica e ambientale, o in economia e marketing, un'intuizione brillante e un progetto appetibile. « Partecipando da ragazzi alle giornate di raccolta della plastica sul territorio, ci imbattevamo in migliaia di mozziconi, almeno il 40% dei rifiuti trovati – riprende Marco –. In termine tecnico, si chiama littering “l'abbandono, deliberato o involontario, di rifiuti di piccole dimensioni in spazi pubblici o aperti, come strade, parchi, spiagge, piazze”. La dispersione nell'ambiente comporta un grosso problema di inquinamento e di degrado urbano. Le persone non sanno che un mozzicone può contaminare fino a 1.000 litri d'acqua. In Italia, dal 2023, chi disperde i mozziconi di sigaretta nell'ambiente, è sanzionabile con una multa dai 30 ai 300 euro, ma lo scorso anno una sola persona ha preso la multa. Ci ha fatto quasi sorridere. Quando vengono raccolti, i mozziconi finiscono nell'indifferenziata e quindi al termovalorizzatore. Ma si tratta di un prodotto composto principalmente da plastica. Quindi ci siamo chiesti: perché non riutilizzarlo?».

Detto, fatto. Nel marzo 2022 è nata l'azienda, chiamata Maple, acero – l'albero che assorbe il maggior quantitativo di CO2 dall'atmosfera e lo trasforma in ossigeno –, poi operativa dal 2023. «Con l'aiuto del professor Paolo Pozzi della facoltà di ingegneria di Modena, abbiamo fatto delle analisi, scoprendo che la parte interna del filtro è acetato di cellulosa con una forte proprietà termo-isolante – conclude Marco –. Perciò, abbiamo studiato un metodo per riutilizzare i mozziconi trattandoli, però, il meno possibile, e senza aggiungere plastificante. Innanzitutto, separiamo il tabacco dalla cenere, utilizzata poi come compost, e la cartina, che è uno scarto, dall'acetato di cellulosa, cioè la parte bianca che si trova dentro al filtro. È questa la parte che ricicliamo, e dalla quale ricaviamo un materiale simile al cotone, che serve come imbottitura per piumini, giubbotti, peluche, cuscini e divani». Non c'è solo la parte profit, c'è anche #Riciccami, una campagna di sensibilizzazione che coinvolge le scuole, i Comuni, le aziende, fumatori e non.