Economia

CRISI. Berlusconi: «L'Italia è solida, patto sociale per la crescita»

giovedì 4 agosto 2011
Il governo, ma soprattutto i fondamentali dell'economia sono solidi e dunque sull'Italia c'è un eccessivo allarmismo. Detto ciò, molto resta da fare soprattutto per stimolare la crescita ed è per questo che il governo, aperto al dialogo con l'opposizione, è pronto a raccogliere la sfida delle parti sociali, proponendo un patto che oltre al rilancio economico, miri alla stabilità e alla coesione sociale, anche attraverso la riforma del fisco e del lavoro Chi ha partecipato alla stesura dell'intervento che Silvio Berlusconi pronuncerà domani alle Camere, riassume così i punti salienti del suo discorso. Si tratta di bozze, precisano le stesse fonti, sottolineando che parte dell'intervento potrà cambiare durante il vertice serale convocato dal Cavaliere a palazzo Grazioli per limare il testo.All'incontro, inizialmente riservato a ministri e dirigenti pidiellini, parteciperà anche la Lega (con Roberto Maroni e Roberto Caldeorli) e,forse, anche Giulio Tremonti. Ad ogni modo, i presenti all'incontro dovranno lavorare su un testo che sostanzialmente dovrebbe dividersi in tre parti: la prima è tesa a rassicurare cittadini e mercati; la seconda è rivolta alle parti sociali e all'opposizione; la terza ed ultima, infine, è più prettamente politica ed è tesa a mettere in guardia le opposizioni dalla tentazione di scorciatoie contro l'interesse del Paese.Se terrà questa impostazione, davanti a deputati e senatori Berlusconi sosterrà che l'allarmismo sull'Italia è eccessivo. Il sistema politico è solido, la maggioranza ha dimostrato più volte di avere i numeri, votando una finanziaria da 70 miliardi in meno di una settimana, anche grazie all'atteggiamento responsabile di una parte dell'opposizione. Altrettanto solidi e sani - a suo giudizio - sono i fondamentali economici: i conti pubblici migliorano e la manovra ridurrà ulteriormente il deficit fino ad azzerarlo nel 2014, con conseguente diminuzione del debito sotto il 113%. Le banche hanno liquidità sufficiente e dall'economia reale arrivano segnali confortanti.Quanto alla reazione dei mercati, per Berlusconi si basa sulla sottovalutazione di quanto fatto dall'Europa sulla crisi greca, ma anche dai fondamentali dei conti pubblici italiani, delle banche e dei privati. Tanto che, nonostante il differenziale fra titoli italiani e tedeschi abbia segnato nuovi record, la domanda di Btp resta alta. Fatta questa premessa, il premier intende concentrarsi sulla sfida delle parti sociali, riconoscendo che molto resta da fare perchè la crescita - dirà accogliendo i richiami di Giorgio Napolitano - è fondamentale. Per farlo vuole rilanciare la proposta di un "Patto per la crescita" lanciata da sindacati e imprenditori, ma andando oltre. Mirando cioè anche alla stabilità e alla "coesione sociale". Per farlo, riprenderà parte dell'agenda tracciata da Sacconi, ma puntando maggiormente su alcuni aspetti: la riforma del fisco, il piano per il Sud e la riforma del lavoro.Sul primo aspetto, ribadirà che obiettivo della legge delega è la riduzione della pressione fiscale su lavoratori e imprese, salvaguardando le famiglie numerose e cercando soluzioni alternative all'Irap. Il premier è convinto però che anche sul fronte del lavoro si possa fare qualcosa per attrarre investimenti: a cominciare da una revisione dello Statuto, già proposto dal governo, ma attualmente su un binario morto. Difficile poi che eviti un accenno ai costi della politica, probabilmente per auspicare una maggiore "sobrietà" non solo attraverso una razionalizzazione degli enti locali (province comprese), ma anche grazie degli enti pubblici (forse liquidandone qualcuno).Proposte sulle quali il cavaliere auspica un confronto responsabile con l'opposizione, facendo proprio l'appello del capo dello Stato. Ma nel passaggio più propriamente politico, all'invito a fare ciascuno la sua parte, dovrebbe seguire anche un monito: la stabilità politica è indispensabile contro la speculazione, perchè una crisi ora favorirebbe gli avvoltoi della finanza. Ecco perchè la sinistra dovrebbe rinunciare a tentare facili, quando inutili scorciatoie di governi tecnici, sulla pelle degli italiani.BERSANI (PD): IL PAESE E' VERAMENTE NEI GUAI"Unico merito del discorso" del premier Silvio berlusconi "è che è stato fatto a mercati chiusi". Lo ha detto Pier Luigi Bersani intervenendo a Montecitorio. "Penso che l'Italia sia seriamente nei guai". È l'analisi del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel suo intervento sull'informativa del premier SilvioBerlusconi sulla crisi. "Il nostro Paese - sostiene Bersani - è colpito da una crisi che non ha precedenti: dopo 8 anni di vostro governo, abbiamo perso 6 punti di Pil e ne stiamo rimontando 2 scarsi, come nessun altro paese, e mentre gli altri la contrazione l'hanno assorbita, noi ancora siamo qui a sforzarci di recuperare ciò che non abbiamo recuperato". La crisi, afferma il segretario Pd, "non è solo speculazione, sono gli investitori e i nostri creditori che non si fidano più". E questa sfiducia "non è un umore passeggero, i creditori hanno tirato le somme di una vicenda già conclusa". Inoltre, conclude Bersani, "nel nostro paese sta montando una disperazione che sta bruciando lo spirito civico di cui avremmo bisogno per reagire". CASINI (UDC): COME NEL '92, FINE DI UNA STAGIONE POLITICA"Non ci rendiamo conto di essere a un passaggio quasi storico, come il 92-93, che è stata la fine di una stagione politica. Io oggi avverto molte analogie". Così il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, nel suo intervento dopo le comunicazioni sulla crisi del presidente del Consiglio. "Qui stiamo andando a fondo - sottolinea Casini  - e abbiamo tutti qualcosa da perdere - aggiunge Casini - Molti evocano la fine del berlusconismo come la fine di una stagione politica. Se qualcuno pensa che rispetto a questi passaggi epocali la questione si risolva con una sorta di liquidazione politica, si sbaglia. O ci assumiamo la responsabilità di disegnare una fase nuova o se pensiamo che la fine politica di qualcuno coincida con il successo degli altri, sottovalutiamo quello che abbiamo avanti ela crisi che stiamo vivendo". REGUZZONI (LEGA): DOPO LA DIFESA, ORA DI GIOCARE IN ATTACCO"Spiazziamo le resistenze al cambiamento, realizziamo la grande riforma che abbiamo promesso agli elettori. Finora abbiamo giocato in difesa, ora giochiamo in attacco". È la sollecitazione che, rivolgendosi direttamente a Berlusconi e Bossi, ha rivolto Marco Reguzzoni nel suo intervento alla Camera nel dibattito sulla situazione economica del Paese. "Dobbiamo andare avanti tenendo i conti in ordine realizzando compiutamente il programma di governo, ma occorre anche accelerare e, lo dico ad Alfano, dire tanti basta", ha detto il capogruppo della Lega chiedendo in particolare di "accelerare sulle riforme". Reguzzoni si è rivolto alla sinistra: "Riformiamo la Costituzione, facciamo il Senato federale. Vi sfidiamo su questo terreno. Noi siamo disposti al dialogo".Il capogruppo della Lega ha chiesto un taglio alle missioni internazionali ("riportiamo a casa nostri soldati"), ha chiesto a Tremonti e Alfano la riforma del patto di stabilità interno e ha criticato le banche: "Diano i soldi alle imprese, i mutui alle famiglie e la smettano di speculare scommettendo sulla caduta del governo. Questo governo ha tenuto i conti in ordine evitando il rischio di instabilità e il tracollo economico".DI PIETRO (IDV): BERLUSCONI, LEI E' IL PROBLEMA, ASCOLTI QUEL COMUNISTA DI MARCHIONNE"Caro Silvio, ma lei ci è o ci fa? Lei è Alice nel paese delle meraviglie, ma in che paese vive? Leivive in un bunker...". Antonio Di Pietro lo dice in aula alla Camera rivolgendosi a Silvio Berlusconi e criticando l'analisi economica proposta dal premier nell'informativa a Montecitorio sulla situazioneeconomico-finanziaria. Il leader di Idv ricorrre a citazioni di "comunisti" come Marchionne per criticare la ricetta economica del governo: "Il problema è lei, signor presidente del Consiglio, è una crisi nella crisi, è un problema per il paese, e il fatto che non se ne accorge è ancora più grave: i problemi restano". E poi le accuse: "Il paese dovrebbe fare a meno di lei, ma lei li compra i deputati".INCONTRO TREMONTI-JUNCKER IN LUSSEMBURGOIl ministro dell'Economia Giulio Tremonti è entrato nella sede del Governo a Lussemburgo dove è previsto un incontro con il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker.