Economia

I PIANI DEL GOVERNO. Pensioni, contributivo per tutti Bonanni: pronti alla trattativa

venerdì 2 dicembre 2011

Mancano poco più di 48 ore al varo del pacchetto riforme che lunedì uscirà dal consiglio dei ministri sotto forma di decreto immediatamente esecutivo e che, nello stesso giorno, sarà illustrato alla Camera (alle 16) e al Senato (verso le 18). Troppo poco tempo perchè i partiti della maggioranza e le parti sociali possano determinare cambiamenti sostanziali. Il nodo che agita di più gli animi è quello delle pensioni, che trova i sindacati contrari e vede molti esponenti politici esprimersi con dubbi o proporre paletti per dare il proprio via libera.   Il premier Mario Monti ha garantito misure nel segno del "rigore, crescita ed equità", linea replicata ieri dal ministro del Lavoro Elsa Fornero nell'anticipare da Bruxelles i punti cruciali del pacchetto pensione e sul sostegno ai giovani.Oggi è stato lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a ribadire la necessità di "conciliare il rigore con l'equità" nelle misure che si dovranno prendere.Sul tavolo di una trattativa che, per mancanza dei tempi tecnici, non ci sarà, politici e parti sociali hanno solo la garanzia che nel complesso il pacchetto della riforma deve essere "equa". Domani sarà uno giorno di snodo. Monti inconterà, uno alla volta, i segretari dei partiti politici che lo sostengono. Si inizia la mattina con il Terzo polo, si prosegue con il Pdl, per poi chiudere in serata con il Pd.Domenica mattina toccherà alle parti sociali, dai sindacati alla Confindustria. Si tratta di convocazioni nel corso delle quali le misure verranno illustrate. Non ci sarà spazio per trattative, ma in questi giorni Monti ha dovuto mediare fra le diverse istanze. Il clima è comunque teso. Nessuno si sente la responsabilità di voltare le spalle a misure che, anticipate dai giornali, nel giro di pochi giorni hanno contribuito a raffreddare lo spread.Nel Pd il boccone amaro da digerire sono le pensioni, nel Pdl la patrimoniale e l'incrudelirsi dell'Ici. I sindacati sono contrari a un'innalzamento della soglia dei 40 anni di contributi per la pensione di anzianità. Oggi Bonanni ha ancora ribadito di volere "una trattativa e non una semplice consultazione" e platealmente ha snobbato l'offerta della Fornero di introdurre il reddito minimo garantito "non ne comprendiamo la ratio in questo momento delicato di discussione sul futuro delle pensioni" ha detto, ma poi alla parola sciopero storce il naso e afferma di voler "evitare sceneggiate".Go and Stop anche in casa Idv con Felice Belisario che minaccia: "Se il governo metterà le mani sulle pensioni colpendo chi ha pagato per quarant'anni i contributi, il nostro voto sarà no", ma poi Di Pietro ammorbidisce i toni: "Noi non siamo contrari al ritocco delle pensioni, ma dipende da quale ritocco e da quali pensioni".Oggi per il Pd parlano Stefano Fassina che premette: "Il programma del governo Monti non è il programma del Partito democratico" per poi aggiungere: "se il Pd  voterà qualcosa di diverso è perchè siamo in una situazione di emergenza non è che il Pd cambia programma". Boccia  completa il discorso. "Occorre avere ben chiaro che la riforma delle pensioni deve servire a dare nuove opportunità ai giovani: reddito minimogarantito e salario di inserimento". È questo il patto fra generazioni che il Pd può "nell'emergenza" avallare.Da parte del terzo Polo Buttiglione chiede, nel caso di innalzamento dell'età pensionabile delle donne, di favorire le madri "perchè generano e allevano futuri contribuenti". Casini invece apprezza il segno di equità "anche generazionale" della riforma. Il leghista Cota infine sottolinea che con al riforma delle pensioni "si vuole fare cassa facendo pagare chi ha lavorato tutta una vita".DOSSIER PENSIONIFornero ha annunciato l'introduzione del sistema contributivo pro-rata. Questo significa che dal primo gennaio 2012 le pensioni saranno tutte calcolate sulla base dei contributi versati, fatto salvo il meccanismo del sistema retributivo fino a tutto il 2011 per chi ne aveva diritto. Il ministro ha assicurato che «eccezioni saranno fatte verso il basso» per dare di più a chi non ce l'ha fatta. Cioè coloro che non sono riusciti a maturare contributi sufficienti per maturare una pensione dignitosa. Ancora oggetto di studio e di indiscrezioni il punctum dolens della soglia minima di contributi necessari per ottenere la pensione di anzianità a prescindere dall'età raggiunta. Ora è fissata a 40 anni ma si parla di un possibile innalzamento tra i 41 e i 43 anni di contributi.