Economia

La prova su strada. Nuova Countryman, la Mini ancora più Maxi

Alberto Caprotti sabato 9 marzo 2024

La terza generazione della Mini Countryman

Tecnicamente lo chiamano “processo di trasformazione del marchio”. Praticamente invece si tratta di confezionare un prodotto sempre più orientato alla digitalizzazione e alla elettrificazione. Questo è lo sfondo - anzi la “mission” come si usa dire oggi - per quanto riguarda Mini, che galoppa verso il traguardo del 2030 quando, promette, farà solo auto 100% a batteria. Nel frattempo, mette in strada una nuova generazione di vetture, con la Cooper che non è più un modello ma è diventata una famiglia a 3 e 5 porte (con la Cabrio in arrivo nel 2025), la Aceman che a fine anno sostituirà la Clubman, e soprattutto la nuova Countryman.

Va detto subito che chiamare Mini una vettura grande come un Suv di taglia large (4,44 metri) risulta non poco imbarazzante. Ma la Countryman che oggi diventa la Mini più abbondante di sempre nella storia del marchio, pare l’abbiano voluta così perché è il mercato a richiedere dimensioni tali da renderla quella che non è mai stata, cioè un’auto da famiglia. Con 30 cm. in più di lunghezza rispetto alla sua antenata che debuttò nel 2010 è senza dubbio un’altra macchina, ma l’impressione è che la terza generazione della vettura inglese continui ad aver voglia di prendere la vita in maniera leggera e spensierata, sebbene sia maturata e ingrassata. Al volante infatti resta la Mini dinamica e terribilmente bella da guidare di sempre, una vettura di gran carattere ma senza eccessi (almeno la versione 1.5 a benzina che abbiamo provato) e più equilibrata tra la ricerca del confort e una agilità inaspettata considerando i suoi 16 e più quintali di stazza.

Costruita a Lipsia (Germania) nello stabilimento più all'avanguardia per sostenibilità del Gruppo Bmw, il nuovo listino propone tre versioni a benzina, dalla Countyman C mild hybrid da 1.5 alla 2.0 litri (la potente e per nulla elettrificata John Cooper Works), oltre a un diesel da 163 Cv che resiste indomito nonostante tutto e tutti, e due 100% elettriche (E ed SE) già ordinabili e in arrivo a breve. Il cambio è automatico di serie, la trazione, per tutte, anche integrale, mentre i prezzi partono da 34.900 euro per la tre porte a benzina da 170 Cv, passano dai 37.900 della diesel fino ai 40.700 della versione meno potente solo a batteria.

Il nuovo display circolare al centro della plancia della Countryman - .

Ma dimensioni e impatto estetico a parte (ora sembra più una crossover che un vero Suv), la nuova Countryman si distingue soprattutto per il nuovo volante, l'impostazione minimalista degli interni molto puliti ed essenziali, la leva del cambio spostata sul cruscotto, gli inediti fari posteriori verticali e le linee più squadrate. Oltre che per l’elemento in assoluto più caratterizzante della nuova generazione, il Mini Interaction Unit, cioè il grande display circolare al centro della plancia che rappresenta una prima assoluta nel settore auto. L’Oled rotondo da ben 240 mm di diametro fa tanta scena e ha il pregio di aver eliminato tutti i tasti fisici che c’erano prima. In un unico schermo sono contenuti tutti i comandi della vettura: rapido e reattivo al tocco, l'impianto ingloba tutte le funzioni dell'auto, climatizzatore compreso. Fortunatamente si può comandare anche attraverso l'assistente vocale Spyke che consente di non staccare gli occhi dalla strada, perché la tentazione di distarsi perdendosi tra le sue molteplici funzioni è davvero alta.

Per quanto riguarda i consumi, Mini non hai mai brillato particolarmente, e nemmeno l’ibrido leggero aiuta la nuova Countryman a invertire la rotta: 14 km/litro in città, 17 in statale e 13,3 in autostrada i dati dell’esemplare che abbiamo testato. L'abitacolo invece convince per la versatilità e gli spazi interni davvero abbondanti, mentre il bagagliaio ha guadagnato parecchi litri rispetto alla seconda serie passando da 405 a 460 litri di capienza.