Economia

Piazza Affari. Mfe-Mediaset riduce il rialzo in Borsa, dopo la fiammata del mattino

Redazione Economia lunedì 12 giugno 2023

La galassia delle società della famiglia Berlusconi quotate in Borsa riducono i rialzi dopo la fiammata avuta a ridosso della notizia della scomparsa dell'ex premier.

Il mercato ha puntato sui titoli della ex Mediaset in un'ottica speculativa, come già in passato in occasione della notizia del ricovero del patron del gruppo, mentre Mondadori e Mediolanum, gli altri titoli della galassia Fininvest, non hanno registrato variazioni di rilievo.

Le azioni Mfe categoria A, che danno diritto a un voto in assemblea, sono salite del 7,1% a 0,5065 euro, mentre le Mfe B (con diritto a 10 voti) hanno segnato un +3,78% a 0,715 euro; entrambe poco dopo che era stata diffusa in mattinata la notizia della morte di Berlusconi erano salite fino a un picco del +10%. Mondadori invece tratta con un rialzo dell'1,2%, e Banca Mediolanum è pressochè invariata.

L'appeal speculativo di Mfe-Mediaset viene collegato alle voci dei mesi scorsi di un possibile disimpegno dal settore. «Non è difficile immaginare che se arrivassero le offerte giuste la famiglia Berlusconi si potrebbe disimpegnare da Mfe ed è questo il motivo per cui sale il titolo». È la visione degli analisti sulla reazione di Borsa alla morte di Berlusconi.

La lunga malattia, i recenti ricoveri fanno immaginare che le aziende fossero preparate alla sua scomparsa e quindi non sono attesi scossoni e in generale il mercato si aspetta che tutto prosegua "in un'ottica di continuità". Tuttavia anche se "oggi è prematuro immaginare un orizzonte temporale", la Borsa specula sulle difficoltà di gestire una famiglia allargata come quella del Cavaliere. La sua morte può quindi "aprire scenari tutti da scrivere" nei quali il mercato "vede la possibilità di uno sviluppo che generi valore".
Il primo banco di prova per valutare la compattezza, dei cinque figli di Silvio Berlusconi verso le scelte aziendali sarà l'operazione di integrazione a livello europeo di Mediaset che rimane sul tavolo.
La Borsa non si aspetta invece cambiamenti nella partecipazione in Mondadori (+1,33%) e nemmeno la quota in Mediolanum (-0,42%) è mai stata messa in discussione, né lo è ora.

Il tema della successione è stato comunque smorzato dalla stessa Fininvest che in un comunicato diramato nel pomeriggio ha garantito che «le attività proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto».


Con un fatturato delle società controllate o fortemente partecipate superiore ai 5 miliardi di euro e circa 20mila dipendenti totali, il gruppo che fa riferimento alla Fininvest fondata da Silvio Berlusconi è una delle maggiori realtà imprenditoriali italiane e si pone tra i protagonisti internazionali della comunicazione, dell'intrattenimento e della finanza.
La galassia di Berlusconi aveva il suo cuore in Fininvest, controllata con un sistema di 7 holding di cui quattro sono riconducibili a Silvio Berlusconi con una quota complessiva del 61,21%. Nel suo portafoglio figurano le partecipazioni nelle tre quotate Mfe (47,9%), Mondadori (53,3%), Banca Mediolanum (30%), ed altri investimenti tra cui il Teatro Manzoni (100%).
La gran parte del patrimonio immobiliare, incluse le residenze più famose è invece custodito nella società Dolcedrago, di proprietà esclusiva del Cavaliere. Nel 1994 all'interno di Fininvest c'erano già il Milan, Mondadori e le televisioni. Nel 1995 nacque la società di distribuzione cinematografica Medusa, nel 1996 Mediaset, in cui confluirono le tv e Publitalia, venne quotata in borsa, seguita a ruota da Mediolanum, società di risparmio gestito di cui è comproprietaria la famiglia Doris.

MEDIASET: il gruppo vede al vertice Pier Silvio Berlusconi come A.d. e Fedele Confalonieri come presidente: è quotato alla Borsa di Milano dal 1996. Nel novembre del 2021 l'assemblea ha approvato definitivamente la trasformazione in MediaforEurope, trasferendo la sede legale ma non fiscale in Olanda. I conti del 2022 non sono ancora stati approvati, ma nel 2021 Mediaset-Mfe ha registrato ricavi netti per 2,9 miliardi, in crescita dell'11% rispetto al 2020, con un utile netto di 374 milioni, in aumento del 169% rispetto all'anno precedente e circa il doppio del 2019 pre-Covid.
Mediaset opera in Italia attraverso due concessionarie pubblicitarie televisive, entrambe controllate al 100%: Publitalia '80 (tv free) e Digitalia '08 (tv pay). In Spagna l'attività di raccolta pubblicitaria è affidata a Publiespana.
Per le attività pubblicitarie all'estero c'è Publieurope, società con sede a Londra. Le attività online del Gruppo sono gestite da Mediamond, concessionaria costituita pariteticamente con Mondadori. Mfe, inoltre, possiede il 40% di 2i Towers, controllante di Ei Towers, ed è salita fino al 29,9% del gruppo media tedesco Prosieben.

MONDADORI: al vertice del gruppo Marina Berlusconi (presidente) e Antonio Porro (amministratore delegato). Si tratta del maggiore editore di libri e magazine in Italia e possiede inoltre uno dei più estesi network di librerie sul territorio nazionale. Il gruppo ha registrato nel 2022 ricavi netti a 903 milioni, in crescita del'11,8% rispetto all'anno precedente, e un utile di 52 milioni, il miglior risultato netto degli ultimi 15 anni. L'anno scorso Mondadori era tornata a distribuire il dividendo dopo 10 anni di assenza della cedola per gli azionisti. Oltre 600 i punti vendita in gestione diretta e in franchising con le insegne. A questi canali si aggiunge il sito mondadoristore.it per l'attività di e-commerce, in un sistema multipiattaforma di presidio di tutti i canali di vendita.

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