Economia

Logistica. Solo nell'autotrasporto mancano 20mila autisti

Maurizio Carucci lunedì 3 giugno 2024

Crescono le opportunità nella logistica

Si stima che il mercato del trasporto merci e della logistica in Europa possa chiudere il 2024 con un fatturato di poco superiore ai 1.000 miliardi di dollari, per poi superare i 1.200 miliardi nel 2029 con un tasso composito di crescita annuale nei cinque anni pari al +4,11%. Secondo il report di Mordorintelligence.com il mercato europeo dei trasporti e della logistica è dominato da Paesi come Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito. Il governo tedesco ha allocato un fondo di 530 milioni di euro (578 milioni di dollari) per migliorare i ponti lungo la rete. Le tariffe di trasporto hanno anche registrato un aumento in Europa a causa dell'inflazione, della debolezza della domanda e della guerra in Ucraina. I numeri in crescita non devono però far dimenticare i punti deboli di un settore che nel 2023 ha registrato circa 1,7 miliardi di euro di capitali investiti, 40% in meno rispetto al 2022. Nonostante la flessione, la logistica si trova a giocare un ruolo chiave per l’economia e le persone, sebbene non sempre ciò avviene tramite l’utilizzo di strumenti e prassi genuine nell’ambito di filiere produttive tramite il ricorso a esternalizzazioni. Recentemente si è parlato di frodi fiscali con mancato versamento di contributi e mancato pagamento dell'Iva nei cosiddetti pseudo-appalti, lavoratori assunti ma costretti a rinunciare al trattamento di fine rapporto o ad una corretta retribuzione. Non mancano poi le indagini sul caporalato, sulle catene di fornitura e subfornitura che nascondono casi di somministrazione di manodopera irregolare. Le criticità da affrontare sono tante e non risolverle rischia di attirare sempre meno investitori. Da inizio marzo 2024 il nostro governo ha messo in campo un’ulteriore stretta inasprendo le sanzioni penali per la somministrazione illecita di manodopera. L'intento è quello di garantire maggiore protezione ai lavoratori e una concorrenza leale tra le imprese. La somministrazione di manodopera se effettuata da parte di soggetti non autorizzati, come per esempio con pseudo-appalti o distacchi fittizi, è punita con l'arresto fino a un mese o in alternativa con un'ammenda di 60 euro per ogni lavoratore e per ogni giornata di lavoro. Sanzione che riguarda tanto il somministratore non autorizzato quanto l’utilizzatore.

Una delle emergenze del settore autotrasporto è infatti la carenza personale. Lo hanno denunciato varie associazioni di categoria. Secondo la Fai Conftrasporto in Italia mancano oltre 20mila autisti ed è quindi «necessario aggiornare la legislazione europea alla formazione professionale« e vigilare «contro sfruttamento e dumping sociale». L'obiettivo è quello di coinvolgere i giovani e avvicinarli alle nuove professioni della logistica. Secondo i dati di Fiera Milano, in Europa oggi mancano più di 500mila autisti di cui 105mila conducenti di bus e 400mila camionisti. «Il tema della mancanza di personale è un tema dilagante - spiega Simona Greco, direttore Manifestazioni di Fiera Milano -. In Italia abbiamo la necessità di 60mila addetti alla logistica fondamentale per muovere il mondo dei trasporti, e oltre ai 20mila autisti di mezzi pesanti, mancano anche 10mila autisti di bus per le persone: questo significa che bisogna guardare ai giovani ma anche i giovani devono avere un motivo per avvicinarsi a questa attività».

Per Andrea Gibelli, presidente dell'associazione dei trasporti Asstra c'è la necessità di rivalutare una professione «altamente mortificata» e mettere mano al contratto di lavoro. In Europa, in media, lo stipendio lordo di un camionista è superiore del 55% rispetto al salario minimo nazionale, raggiungendo il 233% nei Paesi Bassi. L'emergenza riguarda anche il resto d'Europa, dove, secondo quanto emerso oggi, oltre il 70% delle aziende sta già adottando misure per trattenere e attrarre conducenti. Più della metà degli operatori offre premi di performance e aumenti di stipendi per fidelizzare e invogliare gli autisti. Altre misure attuate dagli operatori includono l'investimento in veicoli migliori (44%), la copertura dei costi per l'accesso alla professione (35%) e l'offerta di opportunità di miglioramento delle competenze (25%). Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. È il caso di Cab Log, azienda logistica del Veneziano, che ha presentato la propria Academy, creata per trovare giovani da tutta Italia che vogliano imparare il mestiere, in modo da assumerli nel proprio organico. Candidati dai 21 anni in su e in possesso della patente potranno partecipare in modo totalmente gratuito e finanziato dall'Unione Europea al corso che comprende formazione teorica e pratica per l'acquisizione delle patente richieste.

Dalla carenza di personale alla trasparenza dei contratti

La logistica da tempo cerca di contrastare la problematica della carenza di personale anche grazie a strumenti come Tiaki Logistics, la prima piattaforma che promuove lo sviluppo sostenibile dell’intera filiera in ottica ambientale, sociale e di governance elaborata da Eetra srl Sb, specializzata nella consulenza strategica per le imprese in ambito Esg, su impulso di Assologistica. Un progetto ambizioso, pensato per le peculiarità del settore, con la finalità di promuovere regolarità e sostenibilità lungo l’intera filiera.

Ora si ingrandisce grazie all’ingresso di Adapt, che, promuovendo da anni studi e ricerche nell’ambito delle relazioni industriali e di lavoro, porta la propria esperienza pluriennale nell’ambito dei servizi d’assistenza progettuale ad aziende, professionisti, sindacalisti e operatori delle relazioni industriali, per orientarsi nelle complesse questioni giuridiche connesse alla gestione quotidiana dei rapporti di lavoro e dei contratti di appalto e subappalto. Questa collaborazione intende offrire alle aziende interessate una prima valutazione sulla genuinità dei propri appalti al fine di fare chiarezza e dare maggiori certezze ai contratti stipulati. Tramite un servizio di valutazione dedicato (tiakilogistics.com) le aziende potranno comprendere il livello di rischio al quale si espongono nell’ambito delle filiere di esternalizzazione attuate ottenendo altresì indicazioni e suggerimenti su come migliorare i propri contratti di appalto e subappalto. «Abbiamo stabilmente collaborato nel corso del tempo con una vasta gamma di attori chiave nel panorama della logistica, riconoscendo appieno l'importanza cruciale che questo settore riveste per l'economia e il mercato del lavoro italiano e che per questo desta inevitabilmente un forte interesse in chi come noi si occupa di lavoro e relazioni industriali, anche con riferimento ai fenomeni di esternalizzazione. Per questa ragione riconosciamo e apprezziamo il valore del progetto ideato da Tiaki Logistics e della significativa partnership che insieme stiamo costruendo - dichiara Francesco Seghezzi, presidente di Adapt -. L'obiettivo comune è quello di offrire un supporto sempre più completo ed efficace alle aziende nella gestione delle molteplici criticità che caratterizzano gli appalti in questo settore, ampio ed estremamente complesso. In questo senso il nostro contributo in tema di valutazione della genuinità dei contratti è finalizzato alla tutela di lavoratori e imprese, per favorire il rafforzamento di un mercato del lavoro più giusto e sicuro».

«Sebbene il settore della logistica abbia compiuto progressi significativi nelle soluzioni di efficientamento energetico e diminuzione dell’impatto ambientale, ci sono ancora molte sfide da affrontare per quanto riguarda i parametri sociali - afferma Martina Castoldi, cofondatrice di Tiaki Logistics -. Diritti dei lavoratori, condizioni contrattuali, salute e sicurezza, equità nell’accesso ai servizi: sono questi i temi dove c’è ancora molta strada da percorrere. La nostra collaborazione con Adapt vuole dare un segnale in questo senso e fornire uno strumento facile e digitale per implementare la regolarità e il benessere sociale».

Ecco quindi nel dettaglio le sei sfide che il settore della logistica dovrà affrontare in questo 2024:

Nasce l'Osservatorio "Giovani Autotrasporto e Logistica"

Anita, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese dell'autotrasporto merci e della logistica, ha contribuito alla nascita dell'Osservatorio Giovani autotrasporto e logistica, costituito per trovare soluzioni concrete alla carenza di autisti e addetti che minaccia il comparto. L'associazione rileva che nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023 si sia registrata una crescita del mismatch tra domanda e offerta di lavoro pari a oltre 15 punti percentuali, dal 15,1% al 30,6%. Lo scorso anno la figura dell'autista si è attestata al secondo posto della classifica per numero maggiore di assunzioni di difficile reperimento, mentre il 73% delle imprese nazionali attive nel segmento ha programmato assunzioni nello stesso periodo. Un andamento consolidato, secondo Unioncamere-Excelsior, che nel primo semestre 2024 evidenzia come le assunzioni riusciranno a coprire meno della metà del fabbisogno reale di 65.430 posti di lavoro. Per questo motivo, Anita ha promosso la creazione dell'Osservatorio nato con obiettivi diversi che mirano ad incoraggiare l'accesso alla professione: conoscere le aspettative professionali delle nuove generazioni; sostenere l'uguaglianza di genere, favorendo l'inclusività e l'empowerment femminile; offrire un indirizzo informato alla forza lavoro di domani, creando un punto di incontro fra il sistema imprenditoriale e gli studenti; sensibilizzare le istituzioni nazionali rispetto alla mancanza di autisti, a beneficio del sistema economico e della collettività. L'Osservatorio intende agire in proposito su tre livelli differenti: avviando un'indagine su base empirica rispetto alla percezione della professione nei giovani provenienti dagli istituti tecnici superiori diffusi sul territorio e aderenti al sistema nazionale di istruzione; informando gli stessi rispetto alle potenzialità del settore che, oltre gli stereotipi, vuole porsi in uno spazio aperto e inclusivo per offrire possibilità concrete di occupazione senza ostacoli di genere; stimolando la promozione di politiche attive per il lavoro che, in maniera strutturale, possano garantire il futuro del comparto.

La Spezia lancia il progetto di una Facoltà della logistica

Se La Spezia è stata, come vero, una delle capitali della moderna logistica europea grazie anche al contributo di alcuni fra i più innovativi imprenditori del settore, i tempi sono ora sotto tutti i punti di vista maturi per l’istituzione proprio a La Spezia (all’interno del Polo universitario) di una Facoltà di economia dei trasporti e logistica, che ponga a fattore comune sia le visioni, sia le tecnologie innovative in materia portuale e doganale che hanno caratterizzato da alcuni decenni lo sviluppo del porto e del sistema logistico che sul porto fa perno.

Già capitale dell’industria della nautica da diporto e capace di attrarre talenti da tutto il mondo, offrendo percorsi formativi sullo yacht design, sulla progettazione navale e sulla meccatronica, La Spezia mette in campo oggi tutte le precondizioni per diventare non tanto e non solo un centro di formazione universitaria nella logistica e nella logistica portuale – come già proposta da Salvatore Avena, presidente della sezione logistica di Confindustria La Spezia ed esponente della Community portuale – ma anche un centro di aggregazione di eccellenze professionali e di tecnologia avanzata in un settore in continua e costante trasformazione.

Quanto accaduto nella nautica dove la formazione specialistica parte dalle scuole superiori per poi dipanarsi in specializzazioni universitarie, La Spezia – secondo quanto ribadito per la Community da Alessandro Laghezza nell’ottica di farsi carico di un progetto concreto di implementazione del Polo universitario – si è trovata ad affrontare e a risolvere prima di altri problematiche come quella relativa alla catena logistica e all’interazione fra porto e retroporto, in un quadro di prassi e normativa doganale in evoluzione e nella prospettiva, a breve, della Zona Logistica Semplificata.

«Il comparto – aggiunge Bruno Pisano – è alla costante ricerca di professionalità adeguate a strutture che nel mondo, non solo sono in continuo cambiamento, ma sono diventate anche l’asse portante dell’intero sistema economico, garantendo un valore aggiunto in termini di efficienza e competitività».

«Le innovazioni e le transizioni in atto e in prospettiva – sottolinea Giorgia Bucchioni, presidente degli agenti marittimi di La Spezia – richiedono nuove ed elevate professionalità per sostenere e accompagnare i processi, competenze di livello universitario a completamento di quelle già ottimamente garantite dalle figure professionali preparate dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, dal Cisita e dall’Its, coinvolgendo il Polo universitario spezzino e dando vita in tempi brevi a una Facoltà di economia del mare con specializzazioni nei trasporti e nella logistica. Obiettivo: un rapido ed efficace bis del successo conseguito nel settore della grande nautica».