Economia

Stati Uniti. La Fed rialza i tassi dello 0,25%. Ma la stretta va verso una pausa

Luca Mazza giovedì 4 maggio 2023

La Fed alza ancora i tassi d’interesse nella attesa riunione di maggio, con una decisione presa all’unanimità. Si tratta di un rialzo “morbido”, come previsto, di 25 punti base, con il costo del denaro che arriva così al 55,25%. Anche se forse è arrivato il momento di uno stop per la stretta monetaria, visto che si segnala una possibile pausa nel comunicato post meeting, dove si specifica per il prossimo futuro di voler tener conto degli effetti degli aumenti effettuati finora, prima di operarne altri. Ieri un nuovo rialzo dei tassi della Banca centrale americana, anche se a passo ridotto rispetto al recente passato, era dato per scontato dagli analisti. Del resto, nelle ultime settimane l'economia statunitense ha tenuto anche di fronte alle crisi bancarie e si ritiene che, in fondo, possa “sopportare” una nuova stretta.

Più che la decisione della Fed, dunque, investitori e analisti ieri attendevano con impazienza i commenti del presidente Jerome Powell, nella consueta conferenza stampa finale, per capire le mosse dei prossimi mesi, le sue opinioni sullo stato del sistema finanziario statunitense e, soprattutto, se si possono avere indicazioni di massima su quando finirà la stretta monetaria della Federal Reserve. Questa attesa, almeno parzialmente, è stata ripagata. « Non abbiamo deciso una pausa sui rialzi, ma abbiamo cambiato i toni», ammette Powell. Ovvia-mente la prudenza non manca: «Nel primo trimestre l'attività economica si è espansa a un ritmo modesto. La crescita dei posti di lavoro è stata robusta negli ultimi mesi e il tasso di disoccupazione è rimasto basso. L'inflazione, tuttavia, rimane elevata e il Comitato rimane molto attento ai rischi di inflazione ».

Eppure, nonostante il forte impegno a riportare l’indice dei prezzi all’obiettivo del 2%, la Fed comunica che «monitorerà attentamente le informazioni in arrivo e valuterà le implicazioni per la politica monetaria». Tradotto: d’ora in avanti si procederà con molta cautela. La formula usata in questo comunicato sostituisce la precedente in cui si indicava che «ulteriori giri di vite potrebbero essere appropriati per mantenere la politica monetaria sufficientemente restrittiva per riportare l’inflazione al 2% nel corso del tempo». Ecco da dove nasce l’ottimismo dei mercati. Con Wall Street che ha aumentato i guadagni dopo la mossa della Fed e le parole di Powell. Rassicurazioni arrivano anche sulla situazione degli istituti di credito, dopo le turbolenze degli ultimi mesi. «Il sistema bancario è solido e resiliente – scrive la Fed – ma le condizioni del credito più rigide per le famiglie e le imprese potrebbero pesare sull'attività economica, sulle assunzioni e sull'inflazione». Quanto ai crack della Silicon Valley Bank e di altri istituti falliti, «eviteremo che accada ancora», ha assicurato Powell. Dopo la Fed, oggi sarà il turno della Bce. Anche in questo caso si stima un nuovo rialzo, ma non dovrebbe essere l’ultimo alla luce della risalita al 7% dell’inflazione nell’Eurozona. Per Francoforte, infatti, il ciclo di rialzi più rapido dal Dopoguerra potrebbe proseguire anche a giugno. Intanto ieri le Borse europee hanno atteso “fiduciose” le decisioni della Banca centrale americana. È stata una seduta positiva soprattutto per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dello 0,77% a 26.835 punti dopo il “rosso” di martedì. La Borsa di Francoforte da parte sua ha invece concluso in rialzo dello 0,5%, seguita da Parigi e Londra (+0,2%). Piatta la chiusura di Amsterdam, in marginale calo quella di Madrid. Dalla seduta di oggi, invece, si capirà come le Borse europee reagiranno alla decisione della Bce e alle parole della presidente Christine Lagarde, che arriveranno a mercati aperti.