Economia

Più contratti di lavoro a tempo indeterminato

giovedì 10 settembre 2015
I contratti di lavoro a tempo indeterminato continuano a crescere, anche grazie agli sgravi contributivi previsti nella legge di stabilità. Ma si rischia che la copertura prevista per questo intervento sia esigua e che il "buco" rispetto allo stanziamento superi i tre miliardi. La cifra del buco è stata calcolata dai Consulenti del lavoro che sottolineano come le risorse stanziate in stabilità (1,8 miliardi) siano già state esaurite ad agosto. Nei primi sette mesi dell'anno - secondo i dati diffusi oggi dall'Inps nell'Osservatorio sul precariato che considera solo il lavoro privato escluso quello domestico e degli operai agricoli - i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati 1.093.000 con una crescita di 286.126 unità rispetto allo stesso periodo del 2014 (+35%). Se si considerano anche le trasformazioni a tempo indeterminato e l'andamento delle cessazioni (953.944 in sette mesi, in aumento di 17.505 unità) la variazione di contratti fissi rispetto all'anno scorso è di 382.672 unità (+263%). Una parte consistente dei nuovi contratti stabili usufruisce dell'esonero dei contributi previdenziali previsto dalla legge di stabilità (786.912 assunzioni) e questo mette a rischio i conti fatti per la copertura della norma (1,8 miliardi per il 2015). La grande maggioranza dei nuovi assunti ha la qualifica di operaio (il 73% del totale contro il 76% del 2014) mentre gli impiegati rappresentano il 25,5% delle assunzioni stabili. La retribuzione media lorda per i rapporti di lavoro attivati è di 1.848 euro (1.881 per le assunzioni a tempo indeterminato). "Sono esauriti - affermano i consulenti del lavoro - i soldi stanziati per l'esonero contributivo previsto dalla legge di stabilità 2015. A fronte di 1,8 miliardi stabiliti a copertura dalla relazione tecnica al provvedimento, al 31 agosto 2015 sono stati spesi oltre 1,9 miliardi. I dati forniti oggi dall'Inps confermano le nostre stime che prevedono un numero di assunzioni agevolate a fino anno di 1.150.000 rapporti di lavoro e una spesa complessiva di poco meno di 5 miliardi dunque una esigenza di copertura di 3 miliardi". L'Inps segnala anche la crescita dei voucher venduti con oltre 62 milioni di buoni di 10 euro nei primi 7 mesi dell'anno (+73%). Invece il Mef sottolinea il calo delle attivazioni delle partite Iva a luglio. Nel mese, scrive il ministero, "sono state aperte 40.316 nuove partite Iva con una flessione rispetto allo stesso mese dell'anno precedente del 6,9%. Il calo potrebbe essere stato influenzato dall'entrata in vigore delle nuove forme contrattuali previste dal Jobs act, accompagnate dagli incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato, che potrebbero aver favorito la costituzione di rapporti di lavoro dipendente rispetto a rapporti di lavoro autonomo con partita Iva".