Economia

Formazione. Un bilancio da migliorare

Maurizio Carucci martedì 14 maggio 2024

Cresce la formazione in azienda

Timidi passi in avanti sulla formazione in Italia. Il riconoscimento arriva anche da Bruxelles. «Le misure intraprese finora, come le riforme e gli investimenti nelle politiche attive del mercato del lavoro, la tassazione del lavoro e le politiche familiari, nonché le azioni intraprese per quanto riguarda il sistema di istruzione e di formazione degli adulti, dovrebbero aiutare l'Italia a muoversi nella giusta direzione in relazione alle potenziali sfide legate ai risultati del mercato del lavoro e alle competenze, ma ciò dipende in modo cruciale dalla loro sostenibilità nel tempo, nonché da un un migliore coordinamento tra le amministrazioni nazionali e regionali». È quanto si legge nelle conclusioni relative al paragrafo sull'Italia, nell'analisi sulla convergenza sociale condotta dalla Commissione Ue nel quadro del semestre europeo in sette Paesi membri: Bulgaria, Estonia, Ungheria, Italia, Lituania, Romania e Spagna. «La recente riforma del regime di reddito minimo e il suo potenziale impatto sulla riduzione della povertà dovranno essere monitorati attentamente. Nonostante i progressi compiuti, in particolare per quanto riguarda l'occupazione, l'Italia potrebbe compiere maggiori sforzi per affrontare appieno le sfide che il Paese si trova ad affrontare in relazione al mercato del lavoro, alla protezione sociale e all'inclusione, nonché all'istruzione e alle competenze», si legge nel testo prodotto da Palazzo Berlaymont.


Il bilancio di FondItalia

Più di 7.500 progetti approvati e finanziati, per un importo totale di oltre 107 milioni di euro di contributi approvati, l’adesione di 830mila lavoratori e di quasi 150mila imprese provenienti da tutti i comparti, soprattutto microimprese (fino a nove dipendenti) che rappresentano il 91% del totale, a cui si aggiunge l’8% di piccole imprese, con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e 49. Sono questi i numeri emersi del Rapporto FondItalia 2024, che fotografa 15 anni di attività del Fondo interprofessionale promosso da Ugl e FederTerziario. Il Fondo, che in questi 15 anni di attività è cresciuto costantemente, si conferma il punto di riferimento per le microimprese, che costituiscono il 91% delle aziende aderenti, in prevalenza localizzate nel Sud e nelle Isole (64%), il Rapporto 2024 conferma, rispetto al Rapporto 2022, questa crescita (due punti percentuali). Le microimprese si confermano il principale bacino di adesioni per il Fondo, confermando la bontà di alcune politiche adottate da FondItalia, come la possibilità per le imprese di tali dimensioni di aggregare le proprie risorse in Conti di Rete, facilitandone l’ingresso nel “sistema Fondi” e l’accesso alle risorse per la formazione continua. Per quanto riguarda le adesioni nelle rimanenti aree del Paese, va segnalato un leggero aumento anche per le imprese aderenti del Centro Italia (15% con un +1%) e un invariato numero nelle rimanenti aree territoriali con il 5% nel Nord Est e il 16% nel Nord Ovest. Anche la distribuzione delle imprese aderenti al Fondo mostra una sostanziale stabilità nel tempo: in evidenza, per quanto riguarda le imprese, quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio (25%), quello delle costruzioni (14%), quello alberghiero e della ristorazione (13%) e quello delle attività manifatturiere (12%). Tra i settori più rappresentati, per quanto riguarda il numero di lavoratori, si evidenziano i medesimi, anche se con ordine e percentuali leggermente differenti: commercio all’ingrosso e al dettaglio (19%), quello delle attività manifatturiere (16%), quello alberghiero e della ristorazione (11%) e quello delle costruzioni (10%). Soprattutto grazie all’attività promozionale, svolta a livello locale soprattutto dalle Articolazione Territoriali, si conferma la capacità di FondItalia di raggiungere continuamente nuovi bacini di utenza sinora esclusi dalle opportunità della formazione finanziata: il 73% delle imprese attualmente aderenti a FondItalia, infatti, non risulta provenire da altri Fondi. Nel periodo 2010 – 2023, i Progetti complessivamente approvati sono stati 7.589 per un totale di 107.285.150,90 euro di contributi approvati, oltre 27mila imprese e 253mila lavoratori coinvolti in attività di formazione e quasi sette milioni di monte ore formativo. Di oltre 27 milioni e mezzo il contributo approvato ed erogato dal Fondo nel biennio 2022 – 2023, grazie ai due Avvisi Femi pubblicati con l’obiettivo di promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione nelle imprese. Fra le tematiche prioritarie della formazione finanziata: l’adozione di nuovi modelli di gestione aziendale, le competenze linguistiche, la green economy e il supporto all’internazionalizzazione. Lombardia, Puglia ed Emilia-Romagna le regioni con il maggior numero di imprese e di lavoratori che hanno beneficiato di attività formative finanziate dal Fondo nel 2022. Nel 2023, sempre Lombardia e Puglia hanno beneficiato del maggior numero di attività formative, a cui si aggiungono le Marche e il Lazio. Manifatturiero, del commercio all’ingrosso e al dettaglio e delle costruzioni i comparti di provenienza delle imprese e dei lavoratori maggiormente interessati dall’attività formativa. Ancora a prevalenza maschile, così come evidenziato anche nel report 2022, la platea dei lavoratori destinatari dell'attività formativa (il 60% per entrambi gli Avvisi Femi 2022 e 2023); percentuali spiegate, in parte, nella prevalenza delle imprese beneficiarie provenienti da settori economici connotati come “maschili” come i comparti manufatturieri e delle costruzioni. L’età media dei lavoratori destinatari di almeno un corso di formazione è compresa tra i 40 ed i 49 anni e il titolo di studio posseduto è quello di diploma di scuola media superiore.

Lanciata nel 2022, la seconda edizione del Fondo Nuove Competenze ha visto FondItalia impegnata nel finanziamento di un nutrito pacchetto di corsi ad hoc per l’incremento di competenze digitali e green dei lavoratori per i quali le ore di lavoro fossero state rimodulate per la frequenza di percorsi di sviluppo delle competenze. In due anni, oltre l’80% dei percorsi formativi si è concentrato sulle conoscenze digitali di base nelle aree “comunicazione e collaborazione” e “alfabetizzazione su informazioni e dati”. Il 10% dei percorsi è stato dedicato alla “transizione ecologica”, mentre il restante 9% alle “conoscenze digitali specifiche”.

Negli ultimi anni FondItalia ha assunto un importante impegno nella definizione degli scenari sull’evoluzione futura del mondo del lavoro, avendo come orizzonte il miglioramento dell’offerta formativa per il tessuto produttivo del Paese e l’omogeneizzazione dei sistemi di formazione continua italiani con quelli europei. Lo ha fatto istituendo l’Osservatorio FondItalia sulle trasformazioni del mondo del lavoro e della formazione continua e ratificando, nel 2021, un Accordo Quadro con il Cnr-Consiglio nazionale delle ricerche per lo svolgimento congiunto di attività di ricerca. Nell’ambito di tale accordo, il Fondo ha affidato all’Isem-Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Cnr, attraverso una convenzione, l’esecuzione di un programma di attività di studio e ricerca sull’impatto dell’innovazione tecnologica e organizzativa sul lavoro e sul mutamento delle esigenze formative delle imprese e dei lavoratori. Alla fine del 2023, dopo due anni di sviluppo a cura di Inforjob, ha presentato, inoltre, “C+ FondItalia”, lo strumento sviluppato in coerenza con le indicazioni contenute nel D.lgs. 13/2013 e DM del 5 gennaio 2021 e che, utilizzando l’architettura ed i descrittori dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni, consente ai lavoratori di avvalersi un percorso assistito per mettere in trasparenza, attestare e validare le competenze formali, informali e non formali acquisite lungo l’arco della vita, comprese, quindi, anche quelle in esito ai percorsi formativi.

La formazione dei dirigenti

Fornire alle imprese, ai dirigenti e alla business community fonti di ispirazione valide per innovare la cultura manageriale del Paese, attraverso una panoramica dei migliori interventi formativi realizzati attraverso il Conto formazione e gli Avvisi. Sono questi gli obiettivi del nuovo Catalogo della formazione manageriale d’eccellenza 2023, presentato da Fondirigenti. I risultati per l’anno 2023 confermano le ottime performance del fondo interprofessionale più grande d’Italia per il finanziamento della formazione continua del management, promosso da Confindustria e Federmanager. Sono 2.273 piani approvati e finanziati dal Fondo nel 2023, per oltre 26,3 milioni di euro, che hanno coinvolto 2.707 imprese italiane in quasi 293 mila ore di formazione per 12.781 dirigenti, a consuntivo dell’attività finanziata tramite Conto Formazione e Avvisi nell’anno appena concluso. La maggioranza dei piani ha interessato le grandi imprese, ben 1.345, che hanno assorbito oltre 17,5 milioni di euro di finanziamenti, prevalentemente grazie al Conto Formazione. Seguono le medie imprese, con 712 piani per quasi 6,6 milioni, e le piccole, con 216 piani per poco più di 2,2 milioni, in larga misura grazie agli Avvisi, che si confermano strumento prezioso per l’accesso alle opportunità formative per le imprese di piccola dimensione. Per favorire questo processo, Fondirigenti ha deciso di raccogliere alcuni interventi più significativi in un nuovo Catalogo 2023 della Formazione Manageriale d’eccellenza.

Il catalogo raccoglie in tutto 47 esperienze aziendali, che hanno coinvolto 60 dirigenti per un totale di 2.958 ore di formazione in diversi ambiti di intervento considerati prioritari per la crescita manageriale e competitiva delle aziende. Dall’alimentare all’abbigliamento e alla moda, dall’aerospazio all’Itc, passando per l’arredamento, il settore chimico e metalmeccanico, per quello della consulenza e dei servizi, le schede progettuali raccontano i percorsi realizzati dalle imprese, mettendo in evidenza un approccio virtuoso che, partendo dall’analisi dei fabbisogni formativi, definisce obiettivi concreti e percorsi costruiti sulle reali esigenze delle aziende e dei propri manager. Gli interventi sono stati suddivisi in quattro aree di intervento che rappresentano altrettanti temi prioritari per la crescita manageriale e competitiva delle aziende:

· Gestione dei rischi finanziari, che raccoglie interventi a supporto della capacità delle imprese e dei dirigenti di reagire alle crisi inattese, causate dalla pandemia da Covid 19 e dall’instabilità geopolitica, con strategie aziendali capaci di minimizzare l’impatto dei rischi finanziari, della riorganizzazione della supply chain e della protezione dei dati aziendali, garantendo al meglio la business continuity;

· Transizione digitale con interventi a supporto dell’introduzione nelle imprese di nuove tecnologie digitali per innovare o riconvertire la propria organizzazione: dal governo dei dati all’innovazione dei processi produttivi e di vendita;

· Sostenibilità ambientale e sociale che raccoglie i percorsi, incentrati sia sulla sostenibilità ambientale sia sulla sostenibilità sociale, di aziende che hanno intrapreso la transizione verde e ‘responsabile’ verso un modello di crescita efficiente e sostenibile;

· Competenze per il cambiamento con interventi formativi per favorire l’adozione di nuovi strumenti e tecniche manageriali, modalità di lavoro e gestione delle relazioni, al fine di rafforzare le soft skills necessarie per guidare il cambiamento, valorizzare la Diversity & Inclusion, far crescere i talenti e migliorare le performance del personale.

Le 47 iniziative raccolte sono state realizzate a cavallo tra il 2022 e 2023, attraverso il Conto formazione e gli Avvisi 1/2022 e 2/2022. In particolare, con il primo Avviso, dedicato alla “transizione resiliente”, Fondirigenti ha voluto sostenere le imprese nel loro percorso di cambiamento, formando manager capaci di interpretare trend e contesti in continua evoluzione, con l’obiettivo di innovare i processi aziendali e valorizzare i giovani talenti. Il secondo Avviso 2/2022 è stato dedicato esclusivamente alla formazione di donne manager, è stato finalizzato a diminuire lo “spread” che caratterizza la formazione manageriale al femminile in coerenza con le priorità della Missione 5 del Pnrr-Piano nazionale di ripresa e resilienza - Inclusione e coesione – che va a sostegno della parità di genere e del contrasto alle discriminazioni, includendo la formazione tra i ‘fattori abilitanti’ per la crescita.

Intesa Sanpaolo forma i giovani

Sono più di 4.300 i giovani che dal 2019 hanno frequentato i corsi di formazione gratuita di Giovani e Lavoro, programma di Intesa Sanpaolo per giovani non occupati tra i 18 e i 29 anni in cerca di opportunità e con voglia di mettersi in gioco, realizzato con la Fondazione Generation Italy, iniziativa non profit creata da McKinsey & Company. 2400 imprese sono state coinvolte e hanno avuto così la possibilità di organizzare colloqui con i giovani formati, senza costi, nelle attività scelte.

Il tasso di assunzione per le classi con attività di placement concluso è superiore all’80% (dati al 31/03/2024). Nei prossimi mesi partiranno 15 nuove classi di formazione in tutta Italia per un totale di più di 300 posti gratuiti.

In Italia da anni si verifica quello che comunemente viene chiamato “il paradosso della disoccupazione giovanile”, che vede da un lato circa un milione di giovani disoccupati e dall’altro 1,14 milioni di posizioni di lavoro disponibili e considerati dalle imprese come difficili da ricoprire.

Il programma Giovani e Lavoro è finalizzato a far incontrare offerta e domanda di lavoro nei settori più richiesti ovvero Hi-Tech (Java, Salesforce, Cyber Security e Data Engineer), Industria meccanica di precisione (CNC), Vendite, Alberghiero e Ristorazione: ai giovani è offerta la formazione gratuita finalizzata allo sviluppo di competenze tecniche, attitudinali e comportamentali (soft skills); alle aziende garantisce un bacino di persone formate per soddisfare le loro richieste.

I percorsi durano tra le tre e le 14 settimane a seconda del profilo formativo, sono tenuti per il 90% da remoto e per il 10% con attività laboratoriale, con 2 docenti sempre presenti in aula e un mentor che segue i giovani dall’inizio dei corsi fino al termine del placement. Per poter accedere ai corsi non è richiesta nessuna competenza pregressa né particolari titoli di studio ma solo il superamento di un test online e un colloquio motivazionale.

Giovani e lavoro ha inizialmente preso il via nelle aree a maggiore presenza di disoccupazione giovanile e posizioni aperte come Napoli, Roma, Milano per poi estendersi progressivamente sul territorio nazionale fino a coinvolgere 15 regioni. Intesa Sanpaolo attraverso le proprie divisioni commerciali coinvolge le imprese clienti come potenziali employer degli studenti; inoltre mette a disposizione la squadra di formatori interni della struttura Impact Learning ed erogano la maggior parte dei moduli di soft skills.

Il programma rientra pienamente nell’impegno ESG di Intesa Sanpaolo a favore della crescita del Paese, un impegno che si declina con grande attenzione verso i giovani, il diritto all’istruzione, la formazione e l’accesso al mondo del lavoro.

Per corsi in partenza e per iscriversi: https://www.intesasanpaolo.com/it/common/landing/formazione-gratuita-giovani.html; per le imprese che vogliono partecipare: https://www.intesasanpaolo.com/it/common/landing/formazione-gratuita-aziende.html.

La formazione nei temi etici

Secondo il The Future of Work Report del World Economic Forum, la transizione verde, gli standard Esg e la localizzazione delle catene di approvvigionamento, sono i principali motori della crescita occupazionale. Il progresso nell'adozione della tecnologia e la crescente digitalizzazione causeranno un significativo ricambio nel mercato del lavoro, con un effetto positivo complessivo sulla creazione di occupazione. Contestualmente, le aziende segnalano che le lacune nelle competenze e l'incapacità di attrarre talenti sono i principali ostacoli alla trasformazione, evidenziando una chiara necessità di formazione e riqualificazione trasversale, in tutti i settori.

Excursus Group, società italiana che offre soluzioni di Business Intelligence, ha iglato una collaborazione quinquennale con il Dipartimento di Scienze Aziendali – Management & Innovation Systems (DISA-MIS) dell’Università degli Studi di Salerno e il Centro di Ricerca Internazionale “Knowledge & Risk management, Ethics for Sustainable Strategic Management lab.” (K.R.E.S.S.M.).

La società fondata a Salerno nel 2017 specializzata in Corporate Intelligence, Investigazioni, Security e Cyber Security, affiancherà il Centro di Ricerca internazionale “K.R.E.S.S.M. lab” per svolgere attività di ricerca utili a studiare e approfondire tematiche scientifico-culturali nelle aree del management e della governance con particolare riferimento all’ambito strategico, focalizzando l’attenzione su tematiche quali knowledge e risk management, l’etica d’impresa e la sostenibilità nell’assunzione di decisioni tattiche e strategiche.

L’orientamento strategico delle aziende verso i principi di sostenibilità e verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, portano l’innovazione e la gestione della tecnologia ad essere temi centrali nelle attività di questo nuovo progetto formativo, con particolare attenzione agli aspetti legati alla cyber sicurezza, al crisis management e a tematiche di contingency management.

La collaborazione prevede il supporto di Excursus Group al Dipartimento per la realizzazione di progetti congiunti di rilevanza nazionale e internazionale, organizzazione di master universitari, workshop e seminari, e il supporto professionalizzante ai corsisti dei vari percorsi accademici che possono accedere in azienda per elaborati di laurea, stage e tirocini con l’assistenza dei professionisti interni al gruppo.