Economia

STATI UNITI. Fiat, il Tesoro statunitense cede le quote Chrysler

venerdì 3 giugno 2011
La Fiat e il Tesoro americano raggiungono un accordo sul prezzo per esercitare l'opzione di acquisto del 6% ancora nelle mani di Washington da parte del Lingotto in Chrysler: 500 milioni di dollari che valgono lo scioglimento dei legami con gli Stati Uniti. Il Tesoro «esce dalla compagine azionaria di Chrysler ma questo - afferma l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne - non attenua il senso gratitudine che proviamo verso l'amministrazione Obama per aver creduto, due anni fa, nella partnership con Fiat». Con l'esercizio dell'opzione del 6% Fiat sale al 52% di Chrysler. «L'operazione non permette solo alla Fiat di rafforzare la propria posizione in Chrysler, ma accelera anche il nostro progetto di integrazione - mette in evidenza Marchionne - mirato a creare un costruttore globale, efficiente e competitivo». «Con l'uscita dall'investimento in Chrysler è chiaro che la decisione del presidente Barack Obama di sostenere la società era giusta», osserva il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, precisando che quella di Chrysler è stata una delle «svolte più difficili», la casa automobilistica sta ora «creando posti di lavoro ed effettuando investimenti». Obama visiterà nelle prossime ore l'impianto Chrysler di Toledo, in quella che è la sua terza visita in uno stabilimento Chrysler da quando è stata salvata. Soddisfatto dell'operazione anche il presidente di Fiat, John Elkann. In base all'accordo raggiunto «il Dipartimento del Tesoro ha accettato di cedere a Fiat, per un corrispettivo di 75 milioni di dollari, tutti i diritti che gli spettano in forza dell'Equity Recapture Agreement concluso tra il Dipartimento del Tesoro e VEBA il 10 giugno 2009. L'Equity Recapture Agreement attribuisce a chi sia titolare dei diritti in esso previsti i benefici economici legati alla partecipazione in Chrysler di VEBA che eccedano una certa soglia (pari a 4,25 miliardi di dollari USA oltre a un intesse annuo del 9 per cento decorrente dal 1 gennaio 2010) - precisa una nota - Entrambe le operazioni saranno completate dopo l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti».