Economia

Ministero dell'Economia. Def, tagli a Ires e disoccupazione in calo

sabato 19 settembre 2015
Lo spazio di flessibilità a disposizione del governo per il 2016 potrebbe arrivare fino a un massimo di 17,9 miliardi includendo anche la clausola straordinaria per far fronte all'emergenza migranti. Torna, inoltre, a scendere dopo molti anni il peso del fisco attestandosi il prossimo anno al 42,6% del Pil rispetto al 43,1% del 2015. Buone notizie anche sul fronte della disoccupazione che l'anno prossimo dovrebbe calare sotto il 12% e proseguire la traiettoria in discesa per gli anni successivi. Sono alcune delle novità emerse dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), che ha rivisto a rialzo le previsioni di crescita e aumentato il deficit in virtù delle clausole europee per liberare risorse da destinare alla manovra espansiva. La nota è stata pubblicata on line dal ministero dell'economia. Il documento scrive nero su bianco che nel 2016 il deficit potrà aumentare, rispetto al profilo tendenziale, "fino ad un importo massimo di 17,9 miliardi nel 2016 (che include, ove riconosciuti in sede europea, i margini di flessibilità correlati all`emergenza immigrazione fino a un importo di 3,3 miliardi)". Tuttavia, conti alla mano, sommando lo 0,4% del Pil (6,4 miliardi circa) già incassato ad aprile appellandosi alla clausola delle riforme, al nuovo 0,4% (altri 6,4 miliardi) da riforme e investimenti e lo 0,2% (3,2 miliardi circa) dell'eventuale clausola immigrazione si arriva a circa 16 miliardi di euro. In ogni caso, viene ribadito su tutto l'urgenza di proseguire con le riforme strutturali per colmare un gap di 20 punti di Pil rispetto al trend pre-crisi definito di "una gravità senza precedenti". Per fare questo, si legge, "serve uno sforzo eccezionale di riforma sia dell`economia reale che del sistema finanziario". Il percorso tracciato dal governo nel Def indica, infatti, interventi a sostegno delle famiglie con l'eliminazione della tassazione sulla prima casa e misure di contrasto alla povertà. Viene confermata l'intenzione di disinnescare le clausole di salvaguardia che comporterebbero aumenti di Iva e accise. E ancora misure di stimolo all'occupazione a al Sud. Il processo di riduzione del carico fiscale, inoltre, proseguirà negli anni successivi nel 2017 con un taglio dell'imposizione sugli utili d'impresa "onde maggiormente allineare l'Italia con gli standard europei". Tornando ai numeri del Def, scende il tasso di disoccupazione in Italia che si attesterà quest'anno al 12,2% rispetto al 12,7% del 2014. Il trend in calo proseguirà negli anni successivi: 11,9% nel 2016, 11,3% nel 2017, 10,7% nel 2018, 10,2% nel 2019. Dalle privatizzazioni sono stimati incassi pari allo 0,4% del Pil quest'anno (6,4 miliardi), e allo 0,5% (8 miliardi) per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. La pressione fiscale, al netto del bonus 80 euro e delle clausole, si attesterà quest'anno al 43,1% per poi scendere al 42,6% nel 2016, al 42,3% nel 2017, al 42,2% nel 2018 e al 41,9% nel 2019. Sale la stima sugli incassi dalla lotta all'evasione fiscale. Nel 2015 viene indicata una previsione di 11,867 miliardi rispetto alle stime iniziali pari a 10,585 miliardi. Si tratta di 150 milioni in più rispetto agli incassi 2014 (11,717 miliardi). Inoltre, rispetto alla cifra pari a zero della voluntary disclosure la Nota al Def contabilizza un gettito di 671 milioni nel 2015 e di 18 milioni nel 2016 a copertura di misure una-tantum. Cala infine, la spesa per interessi che quest'anno sarà di circa 70 miliardi (4,3% del Pil), con una riduzione di circa 0,4 punti percentuali rispetto al 2014.