Economia

LA POLITICA ECONOMICA. Decreto sullo sviluppo Il governo ora accelera

Eugenio Fatigante mercoledì 4 maggio 2011
Sancita la nuova tregua con il premier Berlusconi, il ministro Tremonti e il suo staff stanno completando la messa a punto del decreto sullo sviluppo. Dove entrano un credito d’imposta per le aziende che assumeranno nel Mezzogiorno (ma solo a tempo determinato), il raddoppio (da 500mila euro a un milione, con annesse polemiche) dell’importo degli appalti pubblici che potranno essere fatti senza bando di gara, ma solo con procedure negoziate, e la facoltà di ricontrattare i mutui a tasso variabile, destinati a subire il rialzo degli interessi. Il beneficio potrà essere chiesto fino al 30 aprile del 2012, ma solo per i mutui fino a 150mila euro e se il titolare ha un reddito Isee "equivalente" sotto i 30mila euro e non ha ritardi nei pagamenti. Protesta il Pd, per il quale il testo resta «il solito bidone».In campagna elettorale, intanto, Berlusconi torna a rimettere in difficoltà il custode dei conti definendo di «un’urgenza assoluta» la riforma fiscale (l’ha fatto durante un’iniziativa elettorale a Mentana). Oggi, tuttavia, l’urgenza del governo è un’altra. E con l’approssimarsi del varo del decreto, che avverrà probabilmente già nel Consiglio dei ministri di domani, si definiscono i dettagli: cade l’obbligo minimo dei 15 anni per la carta d’identità e quello di riempire la "scheda carburante" (per i soggetti interessati) per chi paga alla pompa con bancomat o carta di credito. Aumenterà la soglia del tasso d’usura. È confermata, poi, la rivisitazione del "piano casa", con Tremonti che punta a rendere le misure operative da subito "aggirando", ma nel rispetto della Costituzione, quelle normative regionali che finora l’hanno affossato.Il governo intende, con questo provvedimento, dare un segnale agli industriali, che sabato riuniranno la loro Assise generale, per la prima volta volutamente senza i politici. E ci tiene in particolare la Lega, visto che la riunione si tiene a Bergamo. L’idea è di far confluire in questo decreto anche parte del ddl sulla concorrenza, che era stato predisposto a febbraio e che poi fu congelato, dall’attesa riforma della rete dei carburanti al rafforzamento dei poteri dell’Antitrust in materia di Rc auto. Dando "corpo" a un provvedimento che, secondo il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, dovrebbe avere un impatto positivo di «circa 10-12 miliardi» sulle imprese in termini di risparmi per minor burocrazia, a esempio per «gli eccessi sulle procedure ambientali o premiando chi è più efficiente nella sicurezza al lavoro».La novità del credito d’imposta si affianca a quello (al 90%, già presente nelle anticipazioni) per chi investe in ricerca nelle università. Nell’ottica della lotta all’«oppressione fiscale», obiettivo indicato nei giorni scorsi dallo stesso Tremonti, dovrebbero rientrare la scomparsa del "cedolino" annuale per indicare le detrazioni per i familiari a carico, l’esclusione dallo "spesometro" (cioè l’obbligo di dare il codice fiscale per ogni acquisto sopra i 3.600 euro, slittato a luglio) dei pagamenti con moneta elettronica e la fine della comunicazione all’Agenzia delle Entrate del via ai lavori, per avere lo sgravio del 36% sui lavori edilizi. Prevista anche un’estensione ai soggetti sottoposti a verifica delle tutele presenti nello Statuto del contribuente. "Burocrazia zero", infine, anche nei nuovi distretti turistico-alberghieri. Ancora in materia di appalti, è confermato l’arrivo di percentuali fisse per le opere compensative richieste dalle amministrazioni locali (sui cui territori viene progettata un’opera pubblica) e di un tetto massimo del 20% alle "riserve".