Economia

CRISI. Imprese: subito le riforme Sacconi convoca tavolo

sabato 6 agosto 2011
«Apprezziamo l'impegno a sottoporre subito le misure al Parlamento e a costituzionalizzare l'obbligo del pareggio di bilancio». È quanto affermano in una nota congiunta Abi, Alleanza cooperative italiane, Ania, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria e Reteimprese Italia, che così commentano gli annunci fatti dal presidente del Consiglio e chiedono liberalizzazioni e tagli ai costi della politica.«Con le decisioni annunciate, il governo ha preso atto della serietà della situazione sui mercati finanziari», si legge nel comunicato, che prosegue: «Siamo pronti a confrontarci con l'esecutivo sulle misure che verranno proposte in materia di fiscalità e assistenza per anticipare il pareggio di bilancio al 2013. Riteniamo opportuna una seria e rapida consultazione delle parti sociali su queste misure. In materia di lavoro deve essere riconosciuto il ruolo degli attori sociali. Riteniamo che non vi sia alcun motivo di attendere una modifica dell'articolo 41 della Costituzione, in sè positiva, per procedere alle liberalizzazioni e a quelle semplificazione della Pubblica amministrazione che possono ridurre gli oneri su imprese e cittadini e dare più spazio alla libera attività imprenditoriale e al mercato. Ribadiamo che è necessario anticipare i tagli ai costi della politica; sarà altrimenti molto difficile chiedere sacrifici al Paese».SACCONI: MERCOLEDI' TAVOLO CON LE PARTI SOCIALI«Il documento delle organizzazioni rappresentative delle imprese conferma la loro piena disponibilità al confronto sulla base dell'ulteriore iniziativa di ieri del governo». Lo rileva il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in un comunicato. «Nello stesso modo si sono espressi i segretari del sindacato riformista. Per mercoledì pomeriggio - prosegue Sacconi - abbiamo riconvocato il tavolo negoziale con tutte le parti sociali. Così come Camera e Senato, come annunciato, garantiranno presto l'opportunità di un confronto con le opposizioni, a partire da quella che ha già anticipato una responsabile disponibilità».Secondo il ministro, «ogni tema utile alla modernizzazione - e con essa alla maggiore stabilità e alla crescita dell'economia - sarà a questo punto esaminato senza pregiudizi o preclusioni. I delicati temi del lavoro devono ovviamente trovare soluzione con le parti sociali e in termini tali da rafforzarne la capacità di promuovere investimenti, occupazione aggiuntiva e maggiore salario nelle diverse situazioni aziendali e territoriali».