Economia

ROMA. Bankitalia, crescono i prestiti per famiglie e imprese

giovedì 7 aprile 2011
Prestiti a famiglie e imprese in aumento costante, tassi di interesse in rialzo (ma diminuiscono quelli sui mutui per l'acquisto di case) e leggera battuta d'arresto per la crescita delle sofferenze. Sono questi i principali dati che hanno caratterizzato l'andamento delle banche italiane nel mese di febbraio secondo quanto emerge dal supplemento Moneta e Banche della Banca d'Italia. Bankitalia precisa che a febbraio 2011, il tasso di crescita sui 12 mesi dei prestiti al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni non rilevate nei bilanci bancari, si è attestato al 4,9%, costante rispetto a gennaio 2011. Il tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie è salito al 4,9% dal 4,4% di gennaio; mentre il tasso di espansione del credito alle famiglie è pari al 5,1%, pressoché invariato rispetto al periodo precedente.Quanto invece alle sofferenze, il tasso di crescita - non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche - scende a febbraio al 28,9% dal 30,4% di gennaio. Sul fronte dei tassi di interesse, invece, a gennaio quelli sui nuovi finanziamenti alle imprese sono aumentati di 10 punti base al 2,79%. L'aumento ha riguardato sia i tassi sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (2,49% rispetto al 2,35% di gennaio), sia i tassi sui prestiti di importo inferiore a tale soglia (3,32% dal 3,26% del mese precedente). I tassi di interesse sui mutui per l'acquisto di abitazioni erogati nel mese alle famiglie sono invece diminuiti al 3,30% dal 3,36% di gennaio, mentre quelli sul credito al consumo sono aumentati all'8,89% dall'8,78% di gennaio. I tassi passivi sui depositi registrano un lieve incremento (0,71% contro 0,69% del mese precedente). Per quanto riguarda infine la raccolta, i depositi del settore privato registrano una variazione annuale negativa (-1,2%), inferiore a quella registrata il mese scorso (-2%). Analogo andamento si riscontra per il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria (-0,5 a febbraio contro -1,6% il mese precedente).