Economia

Anpas. Le competenze giuste si formano anche con il volontariato

Redazione Romana sabato 6 aprile 2024

Un momento dell'inaugurazione della mostra per i 120 anni di Anpas

Le esperienze di volontariato sono giudicate con favore dalle aziende, perché denotano, nel giovane che cerca lavoro, un atteggiamento propositivo, la tolleranza allo stress e un’intelligenza emotiva. Tutte competenze che possono essere utili nel futuro professionale. Tenendo anche conto che esiste una riserva di posti del 15% nei concorsi pubblici per gli operatori volontari che abbiamo concluso positivamente l’esperienza. «Il tema delle skill maturate nell’esperienza di volontariato - spiega Niccolò Mancini, presidente nazionale di Anpas-Associazione nazionale pubbliche assistenze - è argomento di grande attualità nel mondo del Terzo settore, sul quale da tempo si sviluppano strutturate riflessioni ed esperienze concrete, proprio per il riflesso diretto che ha sullo sviluppo personale dell’individuo, sulla sua esperienza professionale e di cittadino. Spesso si rischia di non focalizzarsi a sufficienza su questo ambito, ma volontariato e sviluppo di competenze sono temi strettamente connessi che possono rappresentare una risorsa concreta per il mondo del lavoro. Se dovessimo rapportarli al mondo del lavoro potremmo dire che è uno dei rari ambiti in cui non si assiste propriamente a un conflitto tra competenze da acquisire, acquisite e quelle richieste. Questo si verifica, non solo grazie all'esperienza che operativamente si matura sul campo, ma anche grazie ai percorsi formativi in itinere che si realizzano attraverso un approccio all’acquisizione di competenze che si fonda proprio sulla scelta volontaria di partecipare e reperire progressivamente gli strumenti che migliorano il saper fare e il saper essere».

Con questi propositi è iniziato il primo corso della Scuola nazionale di pubblica assistenza rivolto ai dirigenti delle associazioni. Il corso è organizzato in modalità blended, sfruttando quindi un mix tra attività didattiche in presenza e a distanza. «Nell’esperienza Anpas - continua Mancini - da molti anni si investe nell’ambito della formazione, posso ricordare tra le molte le esperienze della cascata formativa di protezione civile, la recente nascita della Scuola nazionale di pubblica assistenza, che è prima di tutto un progetto. Nasce dalla volontà di offrire ai dirigenti associativi un luogo all’interno del quale formarsi, confrontarsi e pensare in modo attivo e consapevole il ruolo che svolgono nell’associazione, in rapporto al territorio, all’interno del movimento e quindi nella specifica cornice del Terzo settore, con le sue norme, caratteristiche peculiarità».

Anpas rappresenta attualmente 933 associazioni di pubblica assistenza e 317 sezioni. I suoi 102.318 volontari e 506.611 soci, impegnati quotidianamente nell’emergenza e nel trasporto sanitario, nelle attività sociali e socio-sanitarie, nella protezione civile, costituiscono la più grande organizzazione di volontariato in Italia, punto di riferimento e soggetto di progresso per contribuire al rinnovamento di una società solidale. Inoltre il 2024 rappresenta l’anno di celebrazione dei 120 anni di vita di Anpas. L’ apertura del 120esimo anniversario si è svolto con l’inaugurazione della mostra Sempre accanto, presso la Sala del Cenacolo nel Complesso di Vicolo Valdina (Camera dei deputati), che rimarrà esposta fino al 12 aprile. Dopo questo primo appuntamento la mostra sarà proposta ai Comitati Regionali per l’organizzazione di iniziative ed eventi sui territori. Un'altra importante occasione di promozione del 120esimo di Anpas sarà la XVIII edizione del Meeting Nazionale della Solidarietà, dal 24 al 26 maggio a Pisa. In quest’occasione verrà montato un campo di Protezione Civile per l’accoglienza dei volontari, che nei tre giorni eseguiranno varie attività: dall’esercitazione di Protezione Civile alle prove di soccorso sanitario, le Soccorsiadi. Significativa inoltre sarà la pubblicazione del libro Dalla politica al volontariato. Infine dal 21 al 23 giugno si svolgerà il V Torneo sanitario nazionale Anpas a Borgo Val di Taro (Parma).


Un segnale importante è arrivato anche con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, a seguito di un incontro tra la delegazione delle Misericordie d’Italia, Anpas e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: un unico contratto che rappresenta un passo significativo verso migliori condizioni e opportunità per i lavoratori del settore socio-sanitario e assistenziale. «Voglio esprimere a nome di Anpas profonda soddisfazione per questo traguardo raggiunto dopo un confronto lungo e non privo di ostacoli, ma la volontà di assicurare tutele e soddisfazione ai lavoratori delle nostre associazioni è sempre stato obiettivo primario per tutte le parti in gioco, così come raggiungere l’equilibrio e la sostenibilità per la parte datoriale. Obiettivo che si è concretizzato con la firma congiunta che sottolinea e testimonia l’impegno comune di Anpas e Confederazione Misericordie d'Italia: da oggi possiamo riferirci a un unico contratto collettivo
nazionale di lavoro con una parte normativa profondamente rivista che prevede un adeguamento economico ed un potenziamento delle garanzie per i lavoratori», dichiara il presidente di Anpas.

Buone notizie arrivano anche dal Servizio Civile. I dati pubblicati sul sito del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile universale evidenziano un miglioramento rispetto al 2023: per 52.236 posti messi a bando su Italia e estero, sono state 114.583 le domande di partecipazione, con una media di 2,16 domande per ogni posto (a fronte dell’1,5 del 2023). In tutte le aree geografiche il numero di domande è stato superiore al numero di posti, con un rapporto superiore in Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, Lazio e Sardegna. Nel dettaglio, per i 17.622 posti (6.500 finanziati in meno rispetto al 2023) a bando degli enti riconosciuti, le domande sono state 38.762 (2.411 dopo la riapertura), con un rapporto domande/posti in decisa crescita rispetto allo scorso anno. I dati evidenziano inoltre l’alto interesse dei giovani per il Servizio civile all’estero, con 1.169 domande in più rispetto al 2023, per un rapporto di circa 4,5 domande per posto. Un dato che rispecchia l’interesse già mostrato per i Corpi civili di pace per i quali a giugno 2023 il rapporto domanda/posti fu di quasi sei a uno e che invita a investire con maggiore forza sulle esperienze di servizio e di costruzione della pace positiva anche all’estero. «Standard di volontariato alti - conclude Mancini - non sono disincentivanti per i nostri volontari. Tutt'altro. Far parte del mondo del volontariato permette di sviluppare soft e hard skill con vari gradi di approfondimento facilmente rivelabili nel mondo del lavoro. Per poter sfruttare a pieno tale risorsa collettiva, occorre a nostro avviso dare alle reti nazionali del volontariato la possibilità di riconoscere i percorsi e metterli in relazione con il mondo del lavoro, delle professioni e dei percorsi formali di studio».