Economia

Alitalia. Piano da 4mila esuberi? De Micheli e Patuanelli smentiscono

Redazione Romana martedì 21 luglio 2020

Piano di ridimensionamento per salvare Alitalia

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il piano di ridimensionamento di Alitalia presentato all'Antitrust europeo vedrebbe una compagnia con 70 aerei (rispetto ai 112 attuali) e 4mila esuberi portando la compagnia ad avere 6.500 dipendenti. Un scelta praticamente obbligata, in quanto le autorità europee avrebbero chiesto di pianificare il nuovo corso del vettore tenendo conto delle analisi di mercato che vedono una forte riduzione del traffico aereo almeno fino al 2022. Una illazione smentita dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli e dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il quale ha precisato che la dotazione iniziale di aerei risponde alla logica prevista per la ripartenza sotto forma di nuovo soggetto, sotto il controllo del ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne sarà socio con un investimento di tre miliardi di euro. In pratica i 4mila dipendenti in meno che non verrebbero assunti dalla newco resterebbero in cassa integrazione. Ora resta da attendere la presentazione del piano industriale. La ministra De Micheli ha auspicato un piano "modulare" per arrivare a oltre 100 aerei nel 2023, quando il traffico aereo dovrebbe normalizzarsi dopo lo tsunami coronavirus.

Le indiscrezioni hanno provocato la forte presa di posizione dei sindacati che si oppongono al ridimensionamento della compagnia. «Questo è il momento di essere più coraggiosi e di investire guardando l'evoluzione del mercato a partire dal 2021, nel solco dell'obiettivo formulato insieme ai ministri competenti e al governo, tanto più che una compagnia di bandiera per poter vivere sul mercato deve avere una massa critica minima di 100 macchine - spiegano Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl Ta -. Per questo non accetteremo ingerenze dall'Europa, che ha l'autorità di verificare che l'azienda nasca in discontinuità e operi secondo regole di mercato, ma che non può interferire con il dimensionamento o la composizione della flotta, con il rischio di procurare un illecito danno vanificando il presupposto fondamentale dell'azienda per lavorare e svilupparsi sul mercato».