Chiesa

ABUSI. Pedofilia, il vescovo di Ratisbona: il celibato non è la causa

giovedì 11 marzo 2010
Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller, protagonista dell'operazione di trasparenza avviata dalla Chiesa cattolica sugli abusi sessuali perpetrati in passato in Germania da religiosi ai danni di minori, ha definito "una stupidaggine" l'ipotesi che il celibato ecclesiastico sia all'origine del fenomeno e ha affermato che quindi non c'è motivo di modificare questa istituzione.Il vescovo ha ricordato anche che i sacerdoti che si macchiano di reati di pedofilia non possono continuare a svolgere il loro ruolo di rappresentanti di Cristo. Rispondendo ai giornalisti a margine di un convegno teologico a Roma, ha aggiunto che "tutti sanno che questo peccato grave esclude", taglia fuori, "dal sacerdozio".Irlanda - I vescovi irlandesi hanno "apprezzato" la nota del direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, dedicata nei giorni scorsi alla "gravissima questione" degli abusi sessuali su minori che sta coinvolgendo la Chiesa e le sue istituzioni in alcuni Paesi europei, tra cui anche l'Irlanda. In una nota diffusa ieri sera dalla Conferenza episcopale irlandese al termine dell'assemblea generale dei vescovi, i presuli dicono di aver accolto con "favore" la "pubblicazione tempestiva" della nota. "In particolare" è stato apprezzato il riferimento alle vittime affermando che "il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro". I vescovi irlandesi sottolineano poi il passaggio in cui si ribadisce che "la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità". Da questo punto di vista, per l'episcopato irlandese, la nota di Lombardi chiarisce una "importante questione" che "è stata costantemente travisata in alcuni ambienti". Nella nota infatti il direttore della sala stampa ha ricordato che in ambito canonico "il delitto di abuso sessuale di minori è sempre stato considerato uno dei più gravi fra tutti" e che la Lettera "De delictis gravioribus" del 2001, "talvolta inopportunamente citata come causa di una cultura del silenzio", in realtà è stata "un segnale determinante per richiamare l'episcopato sulla gravità del problema". Proprio a questo proposito e per evitare "disinformazione", i vescovi irlandesi precisano che all'incontro avuto a Roma è stato loro comunicato che "la Lettera del 2001 non preclude affatto le autorità della Chiesa dai loro obblighi in materia civile, in particolare agli obblighi di comunicare e di collaborare pienamente con le autorità civili".Austria - Intanto in Austria tre preti cattolici austriaci del monastero di Kremsmuenster, nel distretto di Kirchdorf, in Alta Austria, sono stati sospesi dalle funzioni sacerdotali per presunti abusi sessuali e maltrattamenti - avvenuti negli anni ''80 - nei confronti di alcuni ragazzi della scuola gestita dal >monastero. Lo ha annunciato oggi durante una conferenza stampa l'abate di Kremsmuenster, Ambros Ebhart. Uno dei tre religiosi, un padre di 75 anni, ha detto l'abate, ha ammesso gli abusi.