Chiesa

Pontificio Consiglio. «Stop alla mercificazione delle donne»

Alessandro Gisotti, Radio Vaticana sabato 7 febbraio 2015

È urgente offrire nuovi spazi alle donne nella vita della Chiesa. È quanto affermato da Papa Francesco ai partecipanti alla plenaria del dicastero della Cultura, incentrata sul tema “Le culture femminili: uguaglianza e differenza”. Il Pontefice ha sottolineato che bisogna superare i modelli che vedono uomo e donna l’uno contro l’altro per abbracciare il paradigma della reciprocità nell’equivalenza e nella differenza. L’indirizzo d’omaggio al Papa è stato rivolto dal cardinale Gianfranco Ravasi. Il servizio di Alessandro Gisotti per la Radio Vaticana.

Più spazio per le donne, sfida non rinviabileÈ tempo che le donne “si sentano non ospiti, ma pienamente partecipi dei vari ambiti della vita sociale ed ecclesiale”. Papa Francesco ha esordito così, sottolineando che “questa è una sfida non più rinviabile” e che riguarda non solo i pastori, ma anche i laici impegnati nel mondo della politica, della cultura e dell’economia. Il Papa si è quindi soffermato su alcuni punti a partire dalla tematica dell’“uguaglianza e differenza, alla ricerca di un equilibrio”. Il Pontefice ha innanzitutto evidenziato che questo aspetto “non va affrontato ideologicamente, perché la ‘lente’ dell’ideologia impedisce di vedere bene la realtà”.

Promuovere la reciprocità, non la subordinazioneDa tempo, ha poi osservato, “ci siamo lasciati alle spalle, almeno nelle società occidentali, il modello della subordinazione sociale della donna all’uomo, un modello secolare che, però, non ha mai esaurito del tutto i suoi effetti negativi”:

“Abbiamo superato anche un secondo modello, quello della pura e semplice parità, applicata meccanicamente, e dell’uguaglianza assoluta. Si è configurato così un nuovo paradigma, quello della reciprocità nell’equivalenza e nella differenza. La relazione uomo-donna, dunque, dovrebbe riconoscere che entrambi sono necessari in quanto posseggono, sì, un’identica natura, ma con modalità proprie. L’una è necessaria all’altro, e viceversa, perché si compia veramente la pienezza della persona”.

Francesco ha dunque rivolto il pensiero alla tematica della “generatività” delle donne che allarga “l’orizzonte alla trasmissione e alla tutela della vita”. In questo ambito, il Papa ha incoraggiato “il contributo di tante donne che operano nella famiglia, nel campo dell’educazione alla fede, nell’attività pastorale, nella formazione scolastica, ma anche nelle strutture sociali, culturali ed economiche”. In questo senso, ha proseguito, “mi piace descrivere la dimensione femminile della Chiesa come grembo accogliente che rigenera alla vita”.

No alla mercificazione del corpo femminileIl Papa ha quindi affrontato il tema del “corpo femminile tra cultura e biologia”, denunciando con forza “le dolorose ferite inflitte, talvolta con efferata violenza”, alle donne:

“Simbolo di vita, il corpo femminile viene, purtroppo non di rado, aggredito e deturpato anche da coloro che ne dovrebbero essere i custodi e compagni di vita".

Le tante forme di schiavitù, di mercificazione, di mutilazione del corpo delle donne, ci impegnano dunque a lavorare per sconfiggere questa forma di degrado che lo riduce a puro oggetto da svendere sui vari mercati”.

Coinvolgere le donne nelle responsabilità pastoraliAncora, ha richiamato l’attenzione, “sulla dolorosa situazione di tante donne povere, costrette a vivere in condizioni di pericolo, di sfruttamento, relegate ai margini delle società e rese vittime di una cultura dello scarto”. Quindi, Papa Francesco si è soffermato su un tema a lui particolarmente a cuore: la partecipazione delle donne nella vita della Chiesa, affermando a braccio che “la Chiesa è donna”:

“Sono convinto dell’urgenza di offrire spazi alle donne nella vita della Chiesa e di accoglierle, tenendo conto delle specifiche e mutate sensibilità culturali e sociali. È auspicabile, pertanto, una presenza femminile più capillare ed incisiva nelle Comunità, così che possiamo vedere molte donne coinvolte nelle responsabilità pastorali, nell’accompagnamento di persone, famiglie e gruppi, così come nella riflessione teologica”.

Insostituibile il ruolo della donna nella famigliaAl tempo stesso, Francesco ha ribadito che “non si può dimenticare il ruolo insostituibile della donna nella famiglia”. Le doti femminili, infatti, “rappresentano non solo una genuina forza per la vita delle famiglie, per l’irradiazione di un clima di serenità e di armonia, ma anche una realtà senza la quale la vocazione umana sarebbe irrealizzabile”:

“Si tratta, inoltre, di incoraggiare e promuovere la presenza efficace delle donne in tanti ambiti della sfera pubblica, nel mondo del lavoro e nei luoghi dove vengono adottate le decisioni più importanti, e al tempo stesso mantenere la loro presenza e attenzione preferenziale e del tutto speciale nella e per la famiglia”.

“Non bisogna lasciare sole le donne a portare questo peso e a prendere decisioni – ha concluso il Papa - ma tutte le istituzioni, compresa la comunità ecclesiale, sono chiamate a garantire la libertà di scelta per le donne, affinché abbiano la possibilità di assumere responsabilità sociali ed ecclesiali, in un modo armonico con la vita familiare”.