Chiesa

Roma. Nullità matrimoniali, via libera del Papa

LUCIANO MOIA sabato 23 luglio 2016
Nulla, forse, come l’accertamento della validità di un matrimonio naufragato nei marosi dell’incomprensione e della fragilità, richiede di conciliare l’esigenza della misericordia con quella della giustizia. Da questa difficoltà oggettiva deriva l’estrema complessità dell’operazione avviata da papa Francesco nel settembre scorso, prima del Sinodo sulla famiglia, con la pubblicazione del Motu proprio finalizzato a snellire e semplificare l’accertamento della nullità matrimoniale. Un lungo iter, passato poi attraverso un “Rescritto”, un sussidio applicativo a cura del Tribunale apostolico della Rota Romana, e approdato infine a un Tavolo di lavoro voluto dal Papa, coordinato dal segretario generale della Cei, il vescovo Nunzio Galantino, a cui hanno preso parte il cardinale Dominique Mamberti, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica; il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, e monsignor Pio Vito, decano della Rota Romana. Un percorso impegnativo ma con un esito del tutto soddisfacente, sancito l’altro ieri, giovedì, dall’incontro in cui monsignor Galantino ha sottoposto al Papa, per l’approvazione definitiva, i risultati del “Tavolo”. «L’impegno della Segreteria generale ha incontrato la disponibilità a collaborare dei principali responsabili della Santa Sede in ambito giuridico: il risultato è lusinghiero, sia sotto il profilo del metodo che delle soluzioni condivise». Non nasconde la sua soddisfazione, Galantino, nel commentare il percorso arrivato al traguardo.  L’intuizione del Santo Padre era nata per rispondere alle esigenze di chiarezza interpretativa e applicativa manifestate dai vescovi italiani in merito alla riforma del processo matrimoniale. «Il nostro episcopato ha manifestato fin da subito, in maniera convinta, piena disponibilità ad aderire e a dare attuazione alle indicazione del Papa », osserva il vescovo Galantino. Ma la buona volontà è stata messa alla prova da una serie di problemi oggettivi. «Le questioni sono sorte proprio quando – spiega ancora il segretario generale della Cei – ci si è misurati sul campo con una storia importante e con strutture consolidate, rispetto alle quali le domande giunte alla Segreteria miravano a capire come valorizzarle e farle evolvere, in fedeltà alla riforma». Da qui la decisione di papa Francesco che lo scorso 1 giugno, proprio all’indomani dell’Assemblea generale della Cei, ha deciso di istituire il Tavolo di lavoro. L’assemblea – fa notare il Segretario generale Cei – è stato «momento fecondo di comunione spirituale e di fraterno dialogo», durante il quale ha trovato «particolare rilievo» il tema della riforma del processo matrimoniale. Istituito il “Tavolo”, il Papa ne ha affidato la responsabilità al segretario generale della Cei, affinché questi – «avvalendosi del supporto del prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del decano del Tribunale della Rota Romana e del presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi – possa svolgere al meglio il proprio servizio di coordinamento, confidando nella mia paterna sollecitudine ». In virtù di questo mandato, Galantino ha convocato il “Tavolo” mercoledì 6 luglio e ha sottoposto ai collaboratori del Papa le domande giunte alla Segreteria generale dalle diocesi. Cinque, in estrema sintesi, gli ambiti delle questioni poste: le modalità procedurali per la costituzione dei tribunali diocesani; il ruolo della Conferenza episcopale italiana nella costituzione dei tribunali d’appello; la condizione giuridica dei tribunali; alcuni aspetti inerenti all’organizzazione e alla gestione amministrativa dei tribunali; infine, problematiche collegate all’introduzione di un processo più breve, nei casi in cui la nullità è evidente e con il vescovo diocesano che giudica. Il positivo clima di dialogo ha consentito di raggiungere un accordo sulla maggior parte delle questioni. Il giorno successivo papa Francesco ha ricevuto in udienza monsignor Galantino, gli ha sottoposto i risultati e ne raccolto ulteriori indicazioni. «Il testo finale, che abbiamo inviato a tutti i vescovi italiani e pubblicato sul portale della Conferenza episcopale – conclude il presule – ha ricevuto l’altro ieri l’esplicita approvazione di papa Francesco, che ha apprezzato sia le soluzioni individuate, sia il metodo sperimentato, tanto da far ritenere opportuno che il “Tavolo” rimanga aperto per rispondere a eventuali nuove domande dei nostri vescovi».