Chiesa

Gaeta. L'arcivescovo Vari invita i giovani in discoteca: «Voi gridate ora»

Igor Traboni venerdì 1 marzo 2019

Sarà una discoteca sul lungomare di Sperlonga a ospitare questa sera “Voi gridate ora”, la festa dei giovani dell’arcidiocesi di Gaeta, organizzata dal centro pastorale diocesano e curata dagli uffici di pastorale giovanile e scolastica. L’invito è stato rivolto a tutti i giovani dai 16 ai 30 anni del sud del Lazio, ovvero del territorio abbracciato da questa Chiesa locale. In discoteca, assieme all'arcivescovo Luigi Vari e ai sacerdoti delle pastorali interessate, ci saranno dunque centinaia di giovani che verranno coinvolti con musica, danza, cinema, teatro. Sei le parole chiave che sono state scelte a fare da filo conduttore della serata: libertà, ora, giustizia, coraggio, leggerezza e abbracciami. Attraverso racconti, espressioni musicali e artistiche e vita vissuta, l’invito rivolto ai giovani è quello di poter dare una direzione nuova al mondo intorno a sé, come Gesù nel Vangelo.

Ad accompagnare la serata ci saranno alcuni artisti noti tra i giovani, come la voce di Flavio Ferdinandi, conduttore radiofonico e dj in locali in Italia e all’estero, la musica di Nicola Rosa, un dj che ha dato vita anche a progetti di successo come #Tuttanatastoria, White Room e Freedom, e le sonorità dei The Double Sense, un gruppo pop-rock della vicina cittadina di Fondi che propone brani dai classici rock agli ultimi successi moderni, rivisitati in chiave acustica.

Questa festa alla discoteca “Valle dei corsari” rappresenta anche la seconda tappa dell’assemblea pastorale che la diocesi di Gaeta (160mila abitanti, con 57 parrocchie in 14 Comuni della provincia di Latina, comprese le isole di Ponza e Ventotene, e tre in quella di Frosinone) sta portando avanti sotto la guida dell’arcivescovo Luigi Vari. Lo stesso presule ha sottolineato l’impegno in questo particolare settore nella lettera pastorale “La nostra Chiesa vuol bene ai giovani?”.

«Noi tutti li cerchiamo – scrive Vari – alcune volte li troviamo, altre sperimentiamo tanta lontananza e diffidenza, pure in quelli che frequentano le parrocchie e le associazioni. Si ha qualche volta la sensazione che molti, nella Chiesa e fuori dalla Chiesa, abbiano rinunciato a loro, abbiano perso interesse. Siamo convinti che il discorso dei giovani si riduca a qualche dinamica o qualche iniziativa ben riuscita?». L’invito è quello «a interrogarci e convertirci sulla nostra natura di comunità» perché qui i giovani «possano posarsi per trovare nutrimento: accoglienza, serenità, speranza, condivisione, vicinanza alla vita con tutte le sue esigenze».