Chiesa

Israele. Magdala ritrova la sinagoga «amata» da Gesù

Giorgio Paolucci domenica 5 aprile 2015
«Ricordati che potresti avere appena messo i piedi dove li ha messi Gesù duemila anni fa». Padre Timothy Meehan, il sacerdote americano che mi accompagna, pronuncia queste parole con un misto di ironia e di solennità, mentre usciamo dallo spazio riservato che custodisce la sinagoga di Magdala, portata alla luce nel 2009 durante una campagna di scavi archeologici e che da tre mesi è visitabile da pellegrini e turisti. Siamo sulle rive del lago di Tiberiade, in uno dei luoghi più carichi di suggestione per chi viene in pellegrinaggio in Terra Santa. In questa zona si sono consumati alcuni degli episodi più celebri dei racconti evangelici. Di Magdala era originaria Maria Maddalena, la donna da cui, secondo il racconto degli evangelisti Luca e Marco, Gesù avrebbe scacciato i demoni che si erano impossessato di lei e che in seguito divenne una delle sue fedelissime, lo seguì fin sotto la croce e fu la prima testimone della Resurrezione. La sinagoga di Magdala è una delle più antiche scoperte in Israele e la sua posizione, sulla strada che collega Nazareth e Cafarnao, induce a ritenere come ipotesi altamente probabile che sia stata frequentata da Gesù durante i suoi spostamenti in Galilea. Magdala si trova lungo una delle articolazioni della Via Maris, nel cuore di una regione ricca di sorgenti e terre fertili e sulle rive di un lago molto pescoso come Tiberiade, elementi che ne avevano fatto un centro di grande importanza commerciale ed economica.I Legionari di Cristo, dopo avere acquistato il primo lotto dell’area nel 2006, hanno inaugurato nel 2009 una campagna di scavi che ha portato alla luce una vasta area di grande importanza storica e archeologica, tra cui i resti del porto dove approdavano le navi con il loro carico di merci, il mercato dove veniva scaricato e preparato il pesce che arrivava fino a Roma, alcune case private con i bagni di purificazione e una sinagoga che viene fatta risalire al primo secolo. Questa datazione è convalidata dal ritrovamento di affreschi e sculture, di un mosaico databile tra il 40 e 50, di una moneta dell’anno 29 e della «pietra di Magdala » su cui è incisa una rappresentazione in quattro dimensioni del Tempio di Gerusalemme. «La sinagoga di Magdala, probabilmente distrutta durante la rivolta degli ebrei contro i romani tra l’anno 66 e il 67, è una delle sette sinagoghe del primo secolo portate finora alla luce in Israele – spiega padre Meehan, che abbiamo incontrato durante un pellegrinaggio in Terra Santa promosso da Brevivet –. Ed è uno dei gioielli del Magdala Center che i Legionari di Cristo stanno costruendo ed attrezzando per farne un luogo di interesse storico, archeologico e religioso». La prima pietra del Magdala Center ha ricevuto la benedizione di Benedetto XVI a Gerusalemme durante il suo viaggio del 2009 in Terra Santa. Il progetto (www.magdala.org) prevede la valorizzazione del parco archeologico e la costruzione di alcuni siti: il centro di spiritualità Duc in Altum, luogo di preghiera liturgica e sacramentale che aiuterà a celebrare gli eventi della vita pubblica di Gesù avvenuti in questa zona e in cui sarà ospitato anche un ambiente per il dialogo ecumenico e interreligioso; il Magdalena Institute per sottolineare il ruolo della donna nel cristianesimo e in altre religioni e ospitare conferenze e ritiri; il Notre Dame du Lac Hotel che offrirà alloggio fino a trecento persone; e infine il centro multimediale Walk with me («Cammina con me») per aiutare i visitatori a ripercorrere la vita di Gesù e a fare l’esperienza dell’incontro con il Signore.Perché in fondo lo scopo vero di un pellegrinaggio non è la rivisitazione storico-archeologica di un fatto accaduto duemila anni fa, ma la riproposizione di un «Avvenimento» che continua ad accadere e interpella il cuore e la mente di ogni uomo che si misura con il mistero dell’Incarnazione di Dio.