Chiesa

LUTTO . Cattolica, addio a Lanza «presenza vigile e paterna»

Enrico Lenzi venerdì 21 settembre 2012
Sarà il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, il vescovo Mariano Crociata a presiedere oggi pomeriggio i funerali di monsignor Sergio Lanza, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, morto mercoledì pomeriggio al Policlinico "Gemelli" di Roma, dove era ricoverato da pochi giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. E proprio nella chiesa centrale della sede romana della Cattolica, dove oggi si celebreranno le esequie, ieri è stata allestita la camera ardente di monsignor Lanza, a cui il mondo accademico e non solo, ha reso omaggio. «Nei quattro anni della sua funzione di assistente ecclesiastico generale – si legge nella nota ufficiale dell’Università Cattolica – monsignor Lanza non ha mai fatto mancare il suo paterno consiglio e la propria vicinanza a tutti coloro che, fiduciosi nel suo ascolto e ammirati dalla sua capacità di giudizio, si sono rivolti a lui», che per la comunità dell’ateneo «ha costituito una presenza vigile e importante, un riferimento essenziale in tutte le vicende, normali o straordinarie, liete o difficili». Quello stesso mondo accademico che oggi gli darà l’ultimo saluto alle 15,30, ma che lo ricorderà in novembre anche nella sede di Milano con una celebrazione di suffragio che sarà presieduta dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano e presidente dell’Istituto "Giuseppe Toniolo" di studi superiori, ente promotore dell’Università Cattolica.Un «degnissimo sacerdote che con grande generosità si è speso per l’annuncio del Vangelo» ha scritto il cardinale vicario della diocesi di Roma, Agostino Vallini, nel messaggio inviato al prorettore vicario dell’Università Cattolica, Franco Anelli. «La diocesi di Roma ha avuto modo in questi anni di apprezzare le non comuni doti umane e intellettuali di monsignor Lanza, che si è prodigato particolarmente per realizzare a livello cittadino il progetto culturale orientato in senso cristiano», promosso dalla Cei. Il cardinale vicario ricorda anche il «suo prezioso contributo» offerto al Vicariato, e in particolare alla pastorale universitaria, «per favorire un’azione apostolica che incidesse in profondità nella vita degli uomini e delle donne della nostra città, soprattutto di quelli del mondo della cultura». La preoccupazione di «come rendere il Vangelo per l’uomo di oggi una "buona notizia" – conclude il cardinale Vallini – ha ispirato la sua attività di docente della Pontificia Università Lateranense, in particolare nell’Istituto Pastorale Redemptor Hominis».Nato a Morbegno, in provincia di Sondrio, ma diocesi di Como, il 18 giugno 1945, monsignor Sergio Lanza era diventato sacerdote nel 1962 dopo aver studiato nel Seminario di Como. Autore di numerose pubblicazioni, aveva iniziato anche l’attività di docenza nella Pontificia Università Lateranense, come professore ordinario di Teologia pastorale alla Facoltà di Teologia. «Ho avuto modo di collaborare con lui soprattutto in ambito di pastorale universitaria condividendone l’entusiasmo e la chiarezza interpretativa – ricorda il vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Lateranense –. Per questo ho fortemente voluto confrontarmi con monsignor Lanza e avvalermi dei suoi preziosi consigli all’inizio del mio rettorato. L’Università del Papa rimarrà sempre grata al professor Lanza per l’impeccabile stile accademico che lo ha sempre contraddistinto e per il suo significativo e originale cammino di studio e di ricerca in ambito teologico-pastorale e della dottrina sociale della Chiesa». Dopo le esequie a Roma, la salma di monsignor Lanza partirà per la città natale di Morbegno, dove domani nella chiesa di San Giovanni Battista alle 14,30 si terranno le esequie, presiedute dal vicario generale della diocesi di Como monsignor Giuliano Zanotta, prima della tumulazione nella tomba di famiglia. «Uomo di grande intelligenza e preparazione, che ci ha donato importanti spunti di riflessione su temi oggi cruciali per la Chiesa, come l’educazione e l’attività pastorale – commenta il vescovo di Como Diego Coletti –. Non abbiamo avuto moltissime occasioni per approfondire la reciproca conoscenza personale, ma ci legava, comunque, un sentimento di stima e di fraterna amicizia sacerdotale».