Chiesa

Panama. Ritrovato dopo due giorni il cardinale Lacunza

Lucia Capuzzi giovedì 1 febbraio 2024

José Luis Lacunza è sparito martedì pomeriggio

Il cardinale Jose Luis Lacunza, scomparso da due giorni, è stato trovato «sano e salvo» a Boquete, un'area vicino alla sua diocesi nella parte occidentale di Panama. Lo riferisce la Reuters, citando fonti della polizia. Un video condiviso sulla piattaforma social X mostra un agente di polizia che parla con il 79enne vescovo ispano-panamense della diocesi di David attraverso il finestrino di un'auto.

La preoccupazione è iniziata martedì pomeriggio, quando il cardinale Lacunza è uscito dalla curia di David ed è salito a bordo della propria auto. Il personale ha pensato che dovesse sbrigare qualche commissione o avesse qualcuno dei molti incontri a cui è spesso invitato il vescovo e cardinale che compirà 80 anni il prossimo 24 febbraio. Qualunque fosse la destinazione, però, monsignor Lacunza non è mai arrivato. Né, il giorno successivo – cioè ieri –, si è presentato a celebrare la Messa in onore a San Giovanni Bosco e, poi, quella quotidiana nella cattedrale della capitale della provincia panamense di Chiriquí, la terza per estensione del Paese. Inutile chiamarlo, dal cellulare nessuna risposta. «Desaparecido», cioè scomparso. La parola ha cominciato a circolare, quasi sussurrata, tra fedeli e clero. Fino a quando la Procura non ha deciso di aprire un’indagine per «presunta sparizione» del religioso “Iruñako” –come lui stesso spesso si definiva – cioè nato a Pamplona, in Spagna, e appartenente all’ordine degli agostiniani recolletti. Come spiegato dal procuratore, Javier Caraballo, una squadra di investigatori è stata inviata nel Chiriquí per scoprire che cosa sia accaduto a monsignor Lacunza, creato cardinale da papa Francesco il 14 febbraio 2015, il primo nella storia della nazione centramericana. La diocesi di David ha chiesto a tutti di «di unirsi nella preghiera permanente, affinché con lo stesso cuore, come il cuore di Gesù, possiamo ritrovare presto il nostro Pastore diocesano». Lo stesso ha fatto la Conferenza episcopale panamense, di cui monsignor Lacunza è stato due volte presidente. «I vescovi esortano tutto il popolo di Dio a unirsi in una preghiera permanente, chiedendo che si possa presto sapere dove si trova», si legge nel comunicato. Il presidente, Rafael Valdivieso, ha detto che tutti i pastori sono stati molto toccati dalla notizia. «Siamo preoccupati e sconvolti», ha detto. L’arcivescovo di Panama City, José Domingo Ulloa Mendieta, da parte sua, ha incontrato i giornalisti e spiegato, «nell’ottica della massima trasparenza», di avere informazioni molto scarse e frammentarie. «È uscito con cose normali da fare, qualche commissione, e poi da lì non si è saputo più nulla fino al giorno successivo quando ci si è accorti della mancanza», ha raccontato.

Nel 2015, l’attribuzione della “porpora” aveva colto di sorpresa per primo il vescovo dell’Istmo, luogo in cui risiede dal 1971, tanto da avere scelto di nazionalizzarsi. Un pastore incarnato fin nelle fibre più profonde della vita del popolo. Il suo impegno in difesa dei più fragili – gli indigeni, i migranti cubani e centroamericani in fuga da miseria e violenza, i perseguitati delle dittature degli anni Ottanta - gli è valso il soprannome di «vescovo del dialogo». Forse è per questo che ha scelto Panama come patria d’adozione. L’eroe dell’indipendenza latinoamericana, Simón Bolívar, definiva questo luogo, in bilico tra gli Oceani, «centro del mondo e cuore dell’universo». «Se il mondo dovesse scegliersi una capitale – disse –, l’Istmo di Panama sarebbe il candidato ideale per l’augusto destino, collocato com’è nel centro del globo». Per questo, il “Libertador” organizzò a Panama il congresso incaricato di forgiare l’unità del Continente, infranta subito dopo nell’intrico di rivalità. «Panama resta, comunque, un simbolo potente di possibilità di incontro fra uomini, popoli e culture. Abbiamo pertanto la responsabilità di ricordare al mondo che i ponti sono più utili dei muri», aveva detto il cardinal Lacunza in un’intervista ad Avvenire. E, ancora, nel corso della Giornata mondiale della Gioventù del 2019, aveva esortato i ragazzi a fare tesoro dell’esperienza dell’incontro tra differenze. «Il Vangelo non si può testimoniare fuori dalla realtà», aveva sottolineato.

Nell’infuocata regione centroamericana, Panama è un caso a parte. Il Paese, centro mondiale di riciclaggio finanziario, ha livelli contenuti di violenza criminale, anche se nell’ultimo anno si è notato un incremento. Nel 2023 ci sono stati 556 omicidi, il tasso più alto degli ultimi dieci ma comunque non paragonabile a quelli di gran parte delle nazioni vicine. In particolare, a Panama, la presenza delle gang è scarsa. Alla fine dello scorso anno ci sono state forti proteste di indigeni ed attivisti contro la concessione del governo a un’azienda canadese per l’estrazione del rame. La Chiesa – e monsignor Lacunza – hanno condannato il progetto, alla fine ritirato in seguito alla sentenza di «incostituzionalità» da parte della Corte Suprema.