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A Radio inBlu. Toninelli: concessioni autostradali, ricevute diffide per non pubblicare

mercoledì 5 settembre 2018

"Nel mio ministero ho trovato un'amministrazione che aveva paura. Il sottoscritto ha scritto una lettera assumendosi la responsabilità di dire alla propria amministrazione che era giunto il momento di pubblicare". Lo ha detto a Radio InBlu il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, riguardo alle pressioni ricevute per non rivelare il contratto di Autostrade. "Da quando sono arrivato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ho dato mandato agli uffici e all'amministrazione di pubblicare" i documenti relativi al contratto di concessione e subito dopo "mi vengono presentate sulla scrivania delle diffide arrivate da Autostrade per l'Italia per non pubblicare".

Tornando sulla bagarre avvenuta ieri in Aula dopo le sue affermazioni, Toninelli ha spiegato che "questi grandi strateghi della legge, questi pseudo magistrati che siedono in parlamento guardassero la derivazione della parola 'pressione'. Non è un sinonimo di minaccia ma è semplicemente una spinta a fare o non fare qualche cosa. In questo caso era a non pubblicare, io me ne sono sinceramente fregato, sono stato mandato in Parlamento per fare quello che gli altri non hanno mai fatto e abbiamo pubblicato i documenti".

“Sono arrivato in un ministero in cui non ci sono ingegneri, ci sono solo amministrativi e impiegati”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli, nell'intervista al network delle radio cattoliche della Cei. Toninelli ha poi rivelato alcuni particolari del prossimo decreto per la messa in sicurezza delle infrastrutture in Italia: “Lo Stato deve sapere, attraverso una banca dati centrale che sarà costituita nel decreto, lo stato di salute delle nostre infrastrutture perché al momento non lo sappiamo. Tutto questo non è stato fatto prima perché in gioco c'erano tanti interessi e un sistema di potere imprenditoriale. Il decreto è veramente una cosa importante. Penso che in due settimane o al massimo a fine mese potrebbe approdare in Consiglio dei ministri e poi in Aula”.

“Al suo interno – ha aggiunto Toninelli - ci sarà anche la costituzione di un'agenzia pubblica indipendente per il controllo dei concessionari e per le ispezioni con ingegneri pubblici. La struttura che deve gestire la sorveglianza delle infrastrutture attraverso delle ispezioni avrebbe dovuto avere 250 elementi, tutti ingegneri specializzati, ne ha invece 118 di cui la metà sono impiegati. Questo è lo Stato che ci hanno lasciato gli esperti della politica. In questa agenzia metteremo tanti ingegneri a controllare finalmente chi si è appropriato della cosa pubblica grazie a un regalo della vecchia politica”.

Toninelli è infine tornato sul crollo del ponte Morandi: “Chi doveva tenere in piedi, per permettere agli automobilisti di passare in serenità e in sicurezza, un'autostrada e in particolare il ponte Morandi l'ha fatto crollare. Non serve una laurea in giurisprudenza o una specializzazione in chissà quale branca del diritto per capire che il responsabile è Autostrade per l'Italia e in termini risarcitori, neanche in termini contrattuali, è Autostrade che deve risarcire. Ma siccome il Governo è cambiato e il cambiamento è arrivato ed è serio, non retorico è ovvio che loro devono mettere i soldi perché loro hanno fatto crollare il ponte per assenza di manutenzione, per trascuratezza perché pensavano ai profitti e non alla sicurezza”.

“Non gli permetteremo mai – ha concluso Toninelli - di gestire la progettazione, la costruzione e i collaudi ma ci sarà il team e il sigillo dello Stato. Abbiamo fior di società pubbliche che hanno competenze e professionalità. Metteremo il timbro dello Stato che finalmente non appalta o regala a questi soggetti privati che in realtà sono più dei prenditori che imprenditori”.