Attualità

ROMA. Sigilli al nuovo porto di Fiumicino

lunedì 19 novembre 2012
​L'area del nuovo porto turistico di Fiumicino è stata posta sotto sequestro all'alba dalla Guardia di finanza di Roma su disposizione della Procura di Civitavecchia. Secondo quanto si è appreso, all'origine del provvedimento vi sarebbero carenze strutturali e problemi di stabilità e sicurezza nell'intera opera. La Guardia di finanza ha notificato sette avvisi di garanzia, su disposizione della Procura di Civitavecchia, contestualmente al sequestro dell'area del nuovo porto turistico di Fiumicino. Secondo quanto si è appreso, l'accusa ipotizzata dagli inquirenti di Civitavecchia è frode nelle pubbliche forniture. L'area sotto sequestro è di circa un'ettaro. C'è anche l'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone tra i sette indagati nell'indagine che ha portato al sequestro da parte della Guardia di finanza del cantiere del nuovo porto turistico di Fiumicino. Secondo l'accusa, l'opera pubblica, per un costo stimato di circa 400 milioni di euro, è stata realizzata con carenze tali da metterne a rischio la tenuta e la sicurezza con l'obiettivo di aumentare il guadagno dei lavori. Dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf è emerso che, attraverso un articolato meccanismo, i lavori venivano affidati a imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al gruppo Acqua Pia Marcia di Roma facente capo a Francesco Bellavista Caltagirone. L'obiettivo era quello di realizzare il nuovo porto a costi sensibilmente inferiori ai 400 milioni stimati, il tutto a beneficio delle società del gruppo e a scapito della sicurezza e della qualità delle strutture realizzate, per un valore di 19,5 milioni. Oltre a Caltagirone, sono indagati i legali rappresentanti e i consiglieri delle società coinvolte e il direttore dei lavori. Per tutti l'accusa è frode in forniture pubbliche.