Attualità

Il Colle in campo. «Pnrr, fare rete: servono risposte ai cittadini»

Arturo Celletti giovedì 1 giugno 2023

Il pressing del capo dello Stato sale, giorno dopo giorno, di intensità. Perché guai a mettere a rischio il Pnrr. Guai piazzare ostacoli su un percorso che deve essere lineare. Sergio Mattarella ripete parole già ascoltate. Parla del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza come di un'opportunità ineguagliabile, di un'occasione storica per sostenere strategie di crescita e colmare ritardi strutturali. Un lavoro continuo quello dell'inquilino del Quirinale. Sul governo. Sulle opposizioni. Su sistema Paese. Serve fare squadra, ripete Mattarella in tutte le occasioni. Negli appuntamenti pubblici e nei "faccia a faccia" privati. E questa mattina in un messaggio inviato ai Prefetti in occasione della Festa della Repubblica insiste. Chiede una «visione condivisa». Un «lavoro ben coordinato». Parole rivolte a tutti. Un invito a lavorare uniti. A «fare rete» per «dare risposte efficaci e durevoli ai cittadini». E qui collega il Pnrr. «... La disponibilità a operare concordemente per un efficace utilizzo delle risorse disponibili, a partire da quelle messe a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in una logica di orizzonte ampio». La lente del Quirinale è ferma sulle grandi questioni che impegnano il Paese. E oggi il Pnrr è forse la questione numero uno. Il capo dello Stato osserva spesso in silenzio ma sempre attento al filo tra Roma e Bruxelles. Sa cosa significano per l'Italia quelle risorse. E sa che bisogna evitare ogni inutile polemica (quella tra governo e Corte dei Conti è solo l'ultima). «Fare rete tra Stato, autonomie locali, istituzioni e componenti della società civile - insiste Mattarella - consente di affrontare e superare le sfide e le crisi. Con uno sguardo che sappia, sempre, guardare oltre l'emergenza per dare risposte efficaci e durevoli ai cittadini». Anche perché è un momento complicato per l'Italia e per l'Europa. E non a caso un pensiero del capo dello Stato va proprio a chi rischia di restare indietro. Anzi ancora più indietro. Alle fasce più fragili della popolazione. Alle situazioni di marginalità.