Attualità

Governo e manovra. Ma dalla giostra si può precipitare

Danilo Paolini venerdì 6 dicembre 2019

Sembra ormai un viaggio sull’ottovolante, l’avventura del Conte 2, che si era avviata sul finire dell’estate con ampie rassicurazioni circa la maggiore solidità della nuova maggioranza giallo-rossa rispetto alla precedente giallo-verde, grazie a una pretesa compatibilità tra le forze politiche che la compongono.

Invece, come fu per altri versi con Salvini, è bastato poco tempo per constatare che su giustizia, tasse ed Europa il Movimento 5 stelle è ben poco compatibile con una qualsiasi coalizione. In più, questa volta, si è aggiunta la variabile Matteo Renzi, che con la sua scissione dal Pd e la creazione di Italia Viva, non perde occasione per caratterizzarsi 'al centro' (con un occhio all’elettorato di centrodestra) soprattutto sui temi fiscali ed economici. La dinamica degli ultimi giorni è lampante: prima lo scontro aperto tra i 5 stelle e il Pd (in questo caso accompagnato dai renziani) sul Mes e sulla riforma della prescrizione. Poi, apertosi ieri un seppur flebile spiraglio su questo fronte grazie più che altro alla 'fermezza paziente' del segretario dem Nicola Zingaretti, ecco che Renzi ha riacceso la partita della manovra su plastic tax e auto aziendali. Una partita che sembrava, almeno quella, ormai virtualmente chiusa dopo gli ultimi ritocchi contenuti nel 'pacchetto governativo'.

L’ennesimo inciampo sulla strada di Giuseppe Conte. Una strada talmente accidentata che qualche osservatore ha letto l’intesa di massima raggiunta mercoledì notte sulla nuova legge elettorale come il presagio di elezioni anticipate l’anno prossimo. Eppure è stato proprio il leader di Iv, ieri, a dire: «Tutte le volte che ho dubbi su questo governo e sulla mia decisione di agosto arriva Borghi e mi ricorda che cosa rischiavamo: far uscire l’Italia dall’Euro». Ecco, forse l’ultimo collante possibile per questa maggioranza è timore di lasciare l’Italia isolata nella Ue, con un prezzo altissimo da pagare. Ma se ci si agita troppo, dall’ottovolante si può anche cadere.