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Covid. Vaccini, in Israele al via la terza dose. Contagi record a Tokyo

Redazione Internet giovedì 29 luglio 2021

Sono 67.223.679 le dosi di vaccino somministrate in Italia, il 94,3% del totale di quelle consegnate, pari finora a 71.274.600 (nel dettaglio 49.585.631 Pfizer/BioNTech, 7.574.295 Moderna, 11.944.832 Vaxzevria-Astrazeneca e 2.169.842 Janssen). Le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono 31.558.471, il 58,43% della popolazione over 12. È quanto si legge nel report del commissario straordinario per l'emergenza sanitaria aggiornato alle ore 17.08 di oggi.

Israele vaccina con la terza dose gli over 60

Mentre cresce, anche in Italia, il dibattito sull'ipotesi di somministrare una terza dose di vaccino anti Covid almeno alle persone più fragili, Israele è il primo Paese al mondo che inizierà, da domenica, a offrire la terza dose. Lo riferisce il quotidiano Haaretz dopo il via libera del ministero della Salute. A ricevere la terza dose saranno gli over 60 che hanno ricevuto la seconda almeno cinque mesi fa. Il ministero della Sanità che ha chiesto alle casse mutue di organizzarsi in maniera adeguata. Ieri un team di esperti aveva consigliato al governo di passare alla distribuzione della terza dose dopo aver notato un calo nell'efficacia del vaccino Pfizer fra quanti sono stati immunizzati sei mesi fa.

Salgono i contagi in Gran Bretagna. E a Tokyo è record

La Gran Bretagna ha registrato per il secondo giorno consecutivo un aumento dei casi di Covid giornalieri, con le infezioni che tornano oltre quota 30 mila. I contagi registrati nelle ultime 24 ore sono 31.117, rispetto ai 27.734 del giorno precedente. In calo i decessi, che nelle ultime 24 ore sono stati 85.

Ed è allarme tra i funzionari giapponesi per la diffusione del Covid dopo che Tokyo ha riportato un numero record di casi per il terzo giorno consecutivo con le Olimpiadi ben avviate. "Non abbiamo mai sperimentato l'espansione delle infezioni di questa portata", ha detto ai giornalisti il capo di gabinetto Katsunobu Kato. I nuovi casi sono in aumento non solo nell'area di Tokyo, ma in tutto il Paese. Tokyo ha riportato 3.865 nuovi casi oggi, rispetto ai 3.177 di ieri e il doppio rispetto a una settimana fa, stabilendo il massimo storico dall'inizio della pandemia all'inizio dello scorso anno.

Il Giappone ha mantenuto i suoi casi e i suoi decessi inferiori rispetto a molti altri Paesi, ma la media settimanale è in crescita e ora si attesta a 28 per 100.000 persone a livello nazionale e 88 a Tokyo, secondo il Ministero della Salute. Questo rispetto a 18,5 negli Stati Uniti, 48 in Gran Bretagna e 2,8 in India, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Fauci: anche i vaccinati sono a rischio, ma solo il vaccino ferma le varianti

"La variante Delta del coronavirus può contagiare anche le persone che sono state vaccinate e queste possono a loro volta trasmettere il virus ad altri". Sono le parole che Anthony Fauci, il super consigliere della Casa Bianca sulla pandemia di Covid, ha detto in un'intervista alla Msnbc e che il quotidiano Il Fatto stamattina ha riportato scatenando un dibattito sui social media tra i no-vax e chi invece è favorevole alla vaccinazione.

"Nessun vaccino è efficace al 100%, perché il virus è cambiato", spiega lo scienziato americano ribadendo che "la variante Delta ha cambiato totalmente lo scenario". "I dati sulla mutazione che abbiamo a disposizione oggi mostrano che il livello di infezione nelle mucose in una persona vaccinata è lo stesso di quello in una persona non vaccinata", prosegue Fauci, aggiungendo però che in chi è vaccinato il rischio che la malattia si manifesti in forma grave è più basso. "È estremamente raro che una persona vaccinata, se pur contagiata, finisca in ospedale".

Per questo, è l'appello più volte ribadito in questi mesi dall'immunologo consigliere della Casa Bianca, "è necessario che
la maggioranza delle persone in questo Paese si vaccini. Ci sono 100 milioni di persone negli Stati Uniti che non sono ancora
state vaccinate". "La variante Delta è qui. Se arriviamo all'85-90% di popolazione vaccinata, la variante Delta non avrebbe molti posti in cui andare e alla fine sparirebbe". "La gente non si rende conto di una cosa: finché c'è circolazione elevata del virus tra le persone non vaccinate, diamo al virus la chance di variare ancora di più e rischiamo una variante peggiore della Delta, una variante che nemmeno i vaccinati potrebbero gestire".

Oxfam e Emergency: senza brevetti i vaccini costerebbero 5 volte meno

Il costo della vaccinazione globale con gli innovativi vaccini a mRNA - sostenuto dall'iniziativa Covax dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - potrebbe essere almeno 5 volte più basso, se i colossi farmaceutici non godessero dei monopoli sui brevetti dei vaccini Covid. Condizione che ha fatto pagare ai Paesi ricchi fino a 24 volte il costo stimato di produzione. È la denuncia lanciata oggi da Oxfam e Emergency, membri della Peoplès Vaccine Alliance (PVA) con Unaids e quasi altre 70 organizzazioni, attraverso un nuovo rapporto.

Nel dossier si afferma che solo Pfizer/BioNTech e Moderna nel 2021 potrebbero far pagare agli Stati 41 miliardi di dollari in più, rispetto al costo di produzione stimato dei vaccini a tecnologia mRNA, nonostante per il loro sviluppo le stesse aziende abbiano ricevuto oltre 8,25 miliardi di finanziamenti pubblici. Nuove analisi delle tecniche di produzione dei vaccini di tipo rMNA, messi in commercio da Pfizer/BioNTech e Moderna - realizzate da Public Citizen con ingegneri dell'Imperial College e pubblicate nel rapporto - rivelano infatti che questi vaccini potrebbero essere realizzati in media con un costo che varia da appena 1,18 a 2,85 dollari a dose.

"Solo l'Italia - affermano Oxfam e Emergency - fino ad oggi per questi due vaccini avrebbe speso 4,1 miliardi di euro in più di denaro dei contribuenti. Risorse che potrebbero essere investite per rafforzare il sistema sanitario nazionale, consentendo, ad esempio di allestire oltre 40 mila nuovi posti di terapia intensiva (ad oggi sono poco più di 8.500) oppure di assumere oltre 49 mila nuovi medici (ad oggi sono poco più di 100 mila quelli dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale).

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