Attualità

Il caso. Bidelli, troppo pochi per tanto lavoro

Paolo Ferrario martedì 4 luglio 2023

Collaboratrice scolastica al lavoro

Non chiamateli bidelli. Questa figura che ha accompagnato il Paese dall'asilo alle superiori, con il suo grembiule blu e le ciabatte d'ordinanza, oggi non si occupa più soltanto delle pulizie e della custodia dei locali scolastici, ma è a pieno titolo parte della comunità educante. Il problema è che di “bidelli”, o collaboratori scolastici che dir si voglia, ce ne sono sempre di meno, rispetto alle mutate esigenze della scuola. E lo stesso vale anche per le altre figure professionali (dall'assistente amministrativo al Direttore dei servizi generali, dall'assistente tecnico al cuoco e così via), ricomprese nell'acronimo Ata, che contraddistingue i lavoratori con funzioni amministrative, tecniche e ausiliarie, indispensabili al buon funzionamento delle scuole. A sollevare la questione della carenza di questi professionisti è il dossier “Più valore al lavoro del personale Ata”, presentato oggi pomeriggio dalla segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci.

«Scarsa attenzione, elevata precarietà»

A partire dal 2008, quando il decreto legislativo 112 tagliò ben 8 miliardi alla scuola, il personale Ata è andato sempre più in sofferenza e soltanto con la pandemia ci si è resi conto della centralità di questi lavoratori. «A questo personale si è mostrata scarsa attenzione a tutti i livelli e su tutti i versanti», denuncia il dossier della Cisl Scuola. Che ricorda i “numeri” del comparto. Attualmente, il personale Ata è composto da 204.449 unità, di cui 131.143 collaboratori scolastici (i bidelli), 46.858 assistenti amministrativi, 17.190 assistenti tecnici. 7.936 direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) e 1.322 lavoratori di altri profili (cuochi, infermieri, guardarobieri.....). Un piccolo “esercito” insufficiente, però, a soddisfare le mutate esigenze della comunità scolastica. Tra cui, per esempio, l'assistenza agli alunni disabili, affidata anche ai collaboratori scolastici, il cui numero, però, è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi sette anni, mentre quello degli studenti con disabilità è cresciuto di 65mila unità. Inoltre, secondo l'elaborazione della Cisl Scuola, oltre il 10% del personale Ata è assunto a tempo determinato.

«Piano triennale per stabilizzare 16mila precari»

Per ridurre il precariato, la Cisl Scuola popone «un piano straordinario triennale di stabilizzazione finalizzato alla copertura di tutti i posti vacanti e disponibili». Il piano dovrebbe riguardare poco meno di 16mila lavoratori precari, di cui 9.519 collaboratori scolastici e 3.626 assistenti amministrativi. Figure, queste ultime, necessarie a «garantire l'attuazione di quel processo di dematerializzazione e di digitalizzazione che il Pnrr richiede a tutte le amministrazioni pubbliche, con nuovi adempimenti che si aggiungono, inevitabilmente, a tutti i compiti delle segreterie scolastiche», si legge nel documento del sindacato. Infine, la «nuova sfida da raccogliere per rivedere gli ordinamenti professionali», è quella del rinnovo del contratto, per cui sono a disposizione 36,9 milioni di euro. «Pur trattandosi di risorse oggettivamente limitate - conclude la Cisl Scuola - si tratta di un'occasione da cogliere».