Agorà

PICCOLO SCHERMO. La politica è in piena crisi, i talk show no

Tiziana Lupi martedì 10 settembre 2013
​Gli italiani amano la politica. Ad affermarlo con sicurezza, a dispetto di ciò che si potrebbe credere in un periodo così complicato, è Giovanni Floris che torna stasera, alle 21.05 su Raitre, con la 12° edizione di Ballarò. Secondo il giornalista «non viene criticata la politica che, anzi, piace agli italiani, ma la sua inefficienza. E c’è grande interesse da parte delle persone, a prescindere del partito per il quale votano, per un ricambio della classe che ci governa perché sono in molti a pensare che i politici più giovani avrebbero maggiore interesse a portare a casa buoni risultati». Probabilmente Floris ha ragione. A testimoniarlo, ci sono gli ascolti dei programmi di informazione giornalistica stabilmente alti, nonostante la frammentazione del pubblico dovuta al moltiplicarsi dei canali digitali terrestri, e l’arrivo nel panorama televisivo di nuove proposte e di ritorni che mettono sempre al centro la politica. Come, ad esempio, La gabbia che Gianluigi Paragone proporrà nella prima serata de La7, a partire da domani. O come Porta a porta e Piazzapulita, ricominciati ieri dopo la pausa estiva. O come, ancora, il redivivo Matrix che torna (sempre in seconda serata) con due appuntamenti settimanali su Canale 5 (il martedì e il venerdì, da stasera), affidato alla nuova conduzione di Luca Telese. Ce n’è davvero per tutti i gusti, se ai titoli già citati si aggiungono anche il Virus di Nicola Porro (su Raidue) e il Servizio Pubblico di Michele Santoro, prossimamente in onda su La7.Tutti i giornalisti, a prescindere dal programma che conducono, sanno di avere davanti un anno difficile: c’è la crisi economica, forse anche quella di governo, e una guerra in Siria che incombe minacciosa. E, poi, c’è il nodo della possibile decadenza di Silvio Berlusconi con la quale tutti dovranno fare i conti. Sono loro i primi a parlarne: «Sono convinto che, alla fine di questa stagione di Ballarò, le cose saranno diverse da come sono ora. Se il leader del maggior partito di centrodestra subisce una condanna al terzo grado di giudizio che ne limita l’agibilità politica, non possono non esserci effetti imprevedibili» commenta Floris mentre Vespa ammette di non sapere «se Berlusconi sarà nostro ospite (ma è comunque il tema della prima puntata, questa sera, ndr). Credo che, in questo momento, abbia cose più importanti da decidere». Chi confessa il desiderio di averlo in studio è Luca Telese che stasera inaugurerà la stagione con il segretario del Pd Guglielmo Epifani: «Mi piacerebbe così come Massimo D’Alema. Mi preoccupano e mi piacciono entrambi». Sembra di capire, insomma, che al di là delle formule dei singoli programmi e degli orientamenti dei conduttori, gli argomenti di cui sentiremo parlare praticamente tutte le sere saranno, più o meno, gli stessi. Certo, ciascuno lo farà a modo suo: «Non cambieremo niente di quello che la gente si aspetta da Matrix, sarà un programma tradizionale ma moderno» promette Telese. E, mentre Vespa infila tra i possibili temi anche papa Francesco («È un uomo abbastanza ricco di sorprese, ma siamo attrezzati» osserva, sorridendo) e parla di una stagione dai «contenuti che si annunciano esplosivi», Floris ribadisce la formula vincente di Ballarò: «Lo schema è sempre lo stesso, si mette al centro un problema e si chiede a ciascuno degli ospiti: voi come lo risolvereste? Per questo il programma ha una sua freschezza, perché neanche noi sappiamo come andrà a finire ogni puntata. Quello che, però, possiamo assicurare al nostro pubblico sono serietà, lucidità e impegno».