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CALCIO SERIE A. Abbiati gioca all'attacco Il derby in buone mani

Angelo Marchi mercoledì 30 marzo 2011
Ventidue gol subiti in 30 partite: l’estremo guardiano della porta meno battuta del campionato ha la faccia lunga di Christian Abbiati, dieci anni di Milan in due riprese alle spalle, uno scudetto con Zaccheroni e un altro da inseguire adesso, con il derby di sabato sera che incombe. «Sarà una grande partita - dice a SkyTg 24 - ci sarà sicuramente il tutto esaurito e sento una vigilia simile a quella del derby della semifinale di Champions. Sembra ci sia la stessa tensione...Vale tutto o solo qualcosa?«Vale, ma non tutto. Perché dopo il derby mancheranno ancora sette partite, ci saranno ancora tanti punti e poi non ci sono solo due squadre a lottare per lo scudetto...».Abbiati firmerebbe per il pareggio?«No, giochiamo contro una grande squadra che l’anno scorso ha vinto tutto, l’affronteremo con il massimo rispetto ma il Milan entrerà in campo per vincere».Chi è la favorita finale, Milan o Inter?«Napoli e Udinese (sorride, ndr). Noi potevamo avere qualche punto in più, però non dobbiamo guardare al passato».Ibrahimovic ha detto che siete più forti e che solo il Milan può perdere questo scudetto. È d’accordo?«Se me l’avessero detto ad inizio stagione non sarei stato d’accordo, ma quello che è accaduto, penso che abbia ragione».Chi toglierebbe all’attacco dell’Inter?«Non un attaccante, ma un uomo spesso decisivo: Maicon».Ha mai avuto davanti una difesa più forte di quella composta da Thiago Silva e Nesta?«Ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni nei tanti anni al Milan e in quello alla Juve, ma penso che questa sia un’ottima accoppiata».Ha già convinto Nesta a continuare a giocare anche l’anno prossimo?«Non penso abbia dubbi, penso sia quasi sicuramente certo di continuare».Vede qualche analogia con quel suo primo anno al Milan e lo scudetto di Zaccheroni?«Sono passati tanti anni però lo spirito è sempre quello, hanno tutti voglia di vincere. Però vedo questo Milan più simile a quello guidato da Ancelotti».Perché Abbiati non è in Nazionale?«Perché sono quasi arrivato a 34 anni e penso che sia giusto dare spazio a portieri più giovani e bravi».Tra i suoi colleghi-rivali, Julio Cesar è il più forte?«Sì, ma c’è Buffon che è comunque la storia dei portieri italiani».Che sentimenti prova per Leonardo?«Io con lui non ho mai avuto alcun tipo di problema, sia che giocassi o non giocassi, non porto rancore. La cosa che mi ha lasciato perplesso è che quando andò via, a noi aveva detto che non avrebbe più allenato. O almeno ci aveva fatto capire che non avrebbe allenato l’anno successivo».C’è voglia di rivincita nei suoi confronti per il suo passaggio all’Inter?«Penso che abbia deluso veramente molto i tifosi del Milan, questo sì».Le differenze tra Leonardo e Allegri?«Allegri è molto più tecnico e lavora molto più sulla squadra».È il suo decimo derby: il ricordo più bello e quello più brutto?«Il più bello il primo, finì 2-2 ma resterà sempre un bel ricordo. Il più brutto quello perso 1-0 con gol di Vieri di coscia, un po’ perché abbiamo perso e un po’ perché mi ha fatto gol un amico».