Agorà

Europa League. Atalanta in finale: la storia passa da Dublino

Paolo Ferrario giovedì 9 maggio 2024

L'esultanza, a fine partita, dei giocatori dell'Atalanta

Il sogno di una finale di Europa League tutta italiana si spegne all'83° di Bayern Leverkusen-Roma, quando Mancini realizza il più classico degli autogol, rimettendo in gioco la squadra tedesca, fino a quel momento mai davvero in partita. Tutt'altra musica a Bergamo, con l'Atalanta che, dopo la splendida cavalcata di Liverpool, si ripete rifilando un netto 3 a 0 anche al Marsiglia, dopo il pareggio 1 a 1 di una settimana fa in Francia. I ragazzi di Gasperini hanno messo in luce un calcio a tratti scintillante, che ha letteralmente annichilito gli avversari, già sotto alla mezz'ora grazie al gran gol di Lookman. Unico susssulto, l'occasione colossale di pareggire, capitata sul piede di Ndiaye poco dopo l'intervallo, ma non sfruttata dall'attaccante senegalese. Gol sbagliato, gol subito. Al 52° ci pensa Ruggeri - bergamasco di Zogno, Val Brembana - a mettere in ghiaccio il risutato, con un gran destro all'incrocio. È il gol che spegne definitivamente le velleità di rimonta dei transalpini, che si arrendono anche fisicamente allo strapotere atalantino, suggellato dalla rete di Toure al 95°, ciliegina su una torta dolcissima. Ma siccome l'appetito vien mangiando, i ragazzi di mister Gasperini dovranno tenersi un po' di fame per la finalissima del 22 maggio a Dublino. Dove se la vedranno con un Bayern Leverkusen, fresco vincitore della Bundesliga e reduce da 47 partite senza sconfitte.

Anche la Roma non è riuscita a violare la BayArena, nonostate una partita giocata coraggiosamente all'attacco e dominata per lunghi tratti. Forte di un pressing aggressivo, la squadra di De Rossi ottiene il doppio vantaggio con due rigori, ai 43° e al 66°, entrambi realizzati da Paredes. Un risultato che rimette tutto in parità dopo lo 0 a 2 di sette giorni fa all'Olimpico. La Roma continua a spingere cercando il gol qualificazione ma, quando mancano appena sette minuti al 90°, una goffa respinta di capitan Mancini diventa il più tragico degli autogol, che consente alla squadra di Xavi Alonso di rimettere il muso davanti. Al 97°, con i giallorossi completamente sbilanciati all'attacco alla ricerca del gol che avrebbe portato la partita ai supplementari, una ripartenza su palla persa malamente a centrocampo, consente a Stanisic di fissare il risultato finale sul 2 a 2, mantenendo l'imbattibilità dei teutonici. Che, nella finale di Dublino, saranno un ostacolo davvero ostico per l'Atalanta. Ma, dopo aver violato il tempio di Anfield, Gasp sa come si fa.